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	<title>Home - Notizie live di Sicilia - Quotidiano di cronaca politica turismo - Giornale di Sicilia - Blog Sicilia</title>
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	<description>Blog Sicilia: il giornale quotidiano online che copre tutte le province della Sicilia.</description>
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		<title>Bufera sulla politica siciliana  Sparma e Gentile tra gli arrestati</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 06:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Markez</dc:creator>
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					<description><![CDATA[Una bufera si abbatte a metà giugno sulla politica siciliana. Svelato il sistema <strong>"Giacchetto"</strong> che investe diversi deputati, assessori, sindaci e politici. Tutti alla corte dell'uomo che avrebbe controllato per anni il sistema della formazione e della comunicazione.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una bufera si abbatte a metà giugno sulla politica siciliana.</strong> Svelato il sistema <strong>&#8220;Giacchetto&#8221;</strong> che investe diversi deputati, assessori, sindaci e politici. Tutti alla corte dell&#8217;uomo che avrebbe controllato per anni il sistema della formazione e della comunicazione.</p>
<p>Al centro di un vero e proprio sistema, ufficialmente solo un anonimo imprenditore nel campo della pubblicità, Faustino Giacchetto. Era lui ad elargire regali e mazzette a politici e funzionari, per canalizzare quanti più finanziamenti su un ente di formazione, il<strong> Ciapi</strong>, e per accaparrarsi i più grossi bandi sulla comunicazione della Regione.</p>
<p>Questa mattina, Giacchetto è stato arrestato dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza. Con lui, altre 16 persone (fra cui la moglie Concetta Argento e la segretaria Stefania Scaduto), accusate a vario titolo di associazione a delinquere e corruzione. A tutti gli arrestati vengono sequestrati beni per un totale di 28 milioni di euro. Diversi politici risultano poi indagati: nella lista c&#8217;è il senatore del Pdl <strong>Francesco Scoma,</strong> ex assessore al Lavoro, che deve difendersi dall&#8217;accusa di corruzione. La Procura chiederà l&#8217;autorizzazione al Senato per sequestrargli 26.000 euro, tanto avrebbe ricevuto da Giacchetto sotto forma di viaggi, spese elettorali e biglietti allo stadio. L&#8217;ex presidente dell&#8217;Assemblea regionale <strong>Francesco Cascio</strong> risponde invece di finanziamento illecito dei partiti.</p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Con questa indagine, i sostituti procuratori <strong>Maurizio Agnello, Sergio Demontis, Gaetano Paci, Pierangelo Padova, Alessandro Picchi e il procuratore aggiunto Leonardo Agueci</strong> ritengono di avere individuato il grande buco nero della Regione Siciliana, lì dove sparivano milioni di euro di soldi pubblici, molti di più di quei quindici ricostruiti dall&#8217;indagine. Il buco nero della formazione professionale e della comunicazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">L&#8217;ultima inchiesta della Procura e del nucleo tutela spesa pubblica della Finanza di Palermo fa scattare un vero e proprio terremoto nella politica siciliana. Nell&#8217;ambito della prima trance dell&#8217;indagine, quella relativa ai soldi della formazione professionale, sono indagati diversi nomi noti della politica regionale. Anche loro avrebbero beneficiato dei generosi regali di Giacchetto e compagni. Ecco i politici indagati: gli ex assessori al Lavoro <strong>Carmelo Incardona</strong> (An) e<strong> Santi Formica</strong> (Pdl), l&#8217;ex consigliere comunale di Palermo <strong>Gerlando Inzerillo</strong> (Grande Sud), sono chiamati in causa per corruzione. Di finanziamento illecito ai partiti devono invece rispondere: <strong>Salvatore Sanfilippo</strong> (candidato sindaco al Comune di Santa Flavia, Palermo), <strong>Lino Leanza</strong> (ex assessore al Lavoro, oggi deputato regionale e fino a qualche settimana fa capogruppo dell&#8217;Udc), <strong>Gaspare Vitrano</strong> (ex deputato regionale del Pd attualmente sotto processo per concussione), <strong>Salvino Caputo</strong> (ex deputato regionale Pdl, di recente decaduto dall&#8217;assemblea regionale siciliana dopo una condanna definitiva per tentato abuso d&#8217;ufficio), <strong>Nino Dina</strong>, deputato regionale dell&#8217;Udc; <strong>Mimmo Di Carlo</strong>, del Pid; <strong>Salvo Alotta</strong>, del Pd.</span></p>
<p>Misure cautelari anche per<strong> Luigi Gentile</strong> (ex assessore regionale e rappresentante della Regione siciliana nel Comitato tecnico scientifico del progetto Co.Or.Ap) e <strong>Gianmaria Sparma</strong> (ex assessore e dirigente generale del dipartimento degli Interventi per la Pesca della Regione siciliana).</p>
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		<title>Maturità 2013, tra stratagemmi e speranze al Cannizzaro di Palermo</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 07:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veronica Femminino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[esame di stato]]></category>
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					<description><![CDATA[Dizionario di italiano sottobraccio, bottiglietta d'acqua per combattere l'arsura, un kit di penne, abbigliamento comodo e ud un unico obiettivo: fare meglio che si può. Maturità 2013 al via, con la prova di Italiano è iniziato oggi l'esame di Stato per 500mila maturandi italiani.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p>Dizionario di italiano sottobraccio, bottiglietta d&#8217;acqua per combattere l&#8217;arsura, un kit di penne, abbigliamento comodo e ud un unico obiettivo: fare meglio che si può.<br />
<strong>Maturità 2013 al via, con la prova di Italiano è iniziato oggi l&#8217;esame di Stato per 500mila maturandi italiani.</strong></p>
<p><strong>Avranno sei ore di tempo per svolgere una tra le quattro tipologie di compito previste, analisi del testo, articolo di giornale o saggio breve, tema di ordine storico, tema di ordine generale.</strong><br />
Così come l&#8217;anno scorso, il Ministero dell&#8217;Istruzione ha inviato agli istituti scolastici le tracce attraverso il «Plico telematico» e non più i fascicoli cartacei.<br />
Tra i ripassi e le ansie dell&#8217;ultimo minuto, gli studenti si sono radunati di buon&#8217;ora davanti i propri istituti scolastici.</p>
<p><strong>Prima delle 8 del mattino, al liceo scientifico Cannizzaro di Palermo i volti erano tesi quanto basta.</strong> Un abbraccio ai compagni di scuola per infondersi reciprocamente coraggio, qualche sbadiglio e la certezza di dover affrontare la prova che accompagna all&#8217;età adulta.</p>
<p>La notte prima degli esami è trascorsa dormendo poco per alcuni, più serenamente per altri, un po&#8217; per tutti incrociando le dita e ripensando al toto-traccia. Ognuno ha sperato che uscisse l&#8217;autore o argomento che conosce meglio.</p>
<p><strong>Non manca il ricorso agli stratagemmi in caso di vuoti di memoria ma sono pochi ad ammetterlo.</strong><br />
C&#8217;è chi sostiene di non aver mai copiato e di non voler certo rischiare per la Maturità, chi dichiara che la prova di italiano è in fondo la più semplice, chi candidamente ammette di essersi ingegnato nell&#8217;antica arte dell&#8217;arrangiarsi, preparando appunti da portare con sé o magari uno smartphone per cercare spunti e suggerimenti su internet.</p>
<p><strong>Domani i candidati si cimenteranno con la seconda prova, diversa in base all&#8217;indirizzo di studi.</strong> Così al liceo classico affronteranno latino, allo scientifico matematica, al linguistico lingua straniera, all&#8217;artistico disegno geometrico, prospettiva e architettira.<br />
<strong>Lunedì 24 giugno la terza prova scritta a carattere multidisciplinare e poi sarà la volta degli orali.</strong><br />
Intanto gli studenti pensano già a come trascorrere il resto della giornata dopo la temuta prova di italiano: finito il pranzo si riposa e poi si torna a ripassare.</p>
<p><strong>Per tutti, lo stesso desiderio: aspettare di concludere gli esami e godersi, finalmente, la tanto agognata estate.</strong></p>
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		<title>Maturità 2013, le tracce dei temi</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 06:53:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Oltre lo stretto]]></category>
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					<description><![CDATA[Un brano tratto da 'L'infinito viaggiare' di Claudio Magris e' la prima traccia della prova di italiano di maturità iniziati stamattina per quasi mezzo milioni di studenti italiani. Il tema di storia riguarda la situazione dei Paesi in via di sviluppo.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un brano tratto da &#8216;L&#8217;infinito viaggiare&#8217; di</strong> <strong>Claudio Magris</strong> e&#8217; la<strong> prima traccia</strong> della prova di italiano degli esami di maturità iniziati stamattina per quasi mezzo milione di studenti italiani.</p>
<p><strong>Il tema di storia</strong> riguarda la situazione dei Paesi cosiddetti &#8216;Brics&#8217; (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), tutti caratterizzati da una forte espansione economica. La traccia di attualità invece si incentra sul concetto che la vita non e&#8217; solo lotta di competizione ma anche trionfo di cooperazione e creatività.</p>
<p><strong>Gli argomenti dei quattro saggi brevi o articolo di giornale cui dovranno cimentarsi gli studenti sono: l&#8217;individuo e la società di massa; gli omicidi politici, Stato, mercato e democrazia; la ricerca</strong> sul cervello. Il saggio o articolo di giornale sui delitti politici si concentra sui casi: Matteotti, Kennedy; Aldo Moro, l&#8217;arcivescovo Francesco Ferdinando. Quello su individuo e società di massa prende in considerazione brani di Pasolini, Remo Bodei, Elias Canetti ed Eugenio Montale. La traccia socio-economica su Stato, mercato e democrazia contiene invece brani da Krugman, Mario Pirani, Rajan e Luigi Zingales.</p>
<p><strong>&#8216;L&#8217;Infinito viaggiare&#8217; è una raccolta di brevi scritti di viaggio,</strong> ricordi e appunti del germanista triestino che vanno dal 1981 al 2004, interessanti in sé, ma illuminati da una prefazione che crea nel lettore una straordinaria consapevolezza: quella di avere di fronte un testo importante, una chiave di volta per la comprensione non solo dell&#8217;autore, ma anche del proprio modo di stare nel mondo, del proprio osservare. Importante e&#8217; il nesso che Magris subito dà al lettore come spunto di riflessione: c&#8217;e&#8217; una stretta connessione tra l&#8217;idea di viaggio e la scrittura, soprattutto oggi in cui si sente con maggior forza l&#8217;esigenza di un confronto con la realtà. Inoltre scrittura e viaggio significano sempre separarsi da qualcosa per scoprirne un&#8217;altra, allontanarsi da una certezza per avvicinarsi a una meta sconosciuta, a un&#8217;idea, a se stessi.</p>
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		<title>Porto Empedocle, scontri e fuga di migranti dal centro di accoglienza</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 08:11:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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					<description><![CDATA[La tensione è salita la notte scorsa quando una quarantina dei circa 150 profughi ospitati nella struttura hanno cercato di forzare il blocco per tentare la fuga. Almeno una trentina di persone sono riuscite a uscire e a fuggire. Sono in corso le ricerche]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p>Una trentini di immigrati sono fuggiti da Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, dopo scontri avvenuti la notte scorsa, in cui due agenti delle forze dell&#8217;ordine, un poliziotto e un carabiniere, sono rimasti leggermente feriti. E&#8217; accaduto nella tensostruttura che funge da centro di accoglienza per i migranti in arrivo da Lampedusa.</p>
<p>La tensione è salita quando una quarantina dei circa 150 profughi ospitati nel centro di accoglienza hanno cercato di forzare il blocco per tentare la fuga. Almeno una trentina di persone sono riuscite a uscire e a fuggire. Sono in corso le ricerche. Il poliziotto e il carabiniere feriti sono stati medicati al pronto soccorso dell&#8217;ospedale San Giovanni di Dio dove sono stati giudicati guaribili in pochi giorni.</p>
<p>(foto d&#8217;archivio)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Truffa su malati terminali, 2 arresti e 21 indagati nel ragusano</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 05:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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					<description><![CDATA[Una rete di medici, paramedici, società, personale del 118 e imprese di pompe onoranze funebri lucrava alle spalle di malati terminali in regime di assistenza domiciliare. I reati contestati a vario titolo sono truffa aggravata ai danni dello Stato, peculato, abuso d'ufficio, falsità ideologica commessa dal privato e da pubblici ufficiali in atti pubblici, detenzione illegale ai fini di spaccio di sostanze classificate stupefacenti.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p>Una rete di medici, paramedici, società, personale del 118 e imprese di pompe onoranze funebri lucrava alle spalle di malati terminali in regime di assistenza domiciliare. Emerge dall&#8217;inchiesta denominata &#8216;Sciacallo&#8217; condotta dai carabinieri che, su ordine della Procura della Repubblica di Modica (Ragusa) hanno arrestato due persone, notificato misure cautelare ad altre tre ed eseguito numerose perquisizioni. Diciotto persone sono indagate a piede libero. I reati contestati a vario titolo sono truffa aggravata ai danni dello Stato, peculato, abuso d&#8217;ufficio, falsità ideologica commessa dal privato e da pubblici ufficiali in atti pubblici, detenzione illegale ai fini di spaccio di sostanze classificate stupefacenti.</p>
<p>Dalle indagini è emerso che il raggiro si basava su indebite prestazioni a domicilio che personale dell&#8217;Asp di Ragusa eseguiva in proprio, per conto di una cooperativa privata di assistenza, violando così il rapporto di esclusività con l&#8217;Asp e usando materiali e presidi sanitari sottratti abusivamente alle strutture pubbliche grazie a fatture false o gonfiate.</p>
<p>Inoltre, veniva segnalato ad alcune ditte di pompe funebri il decesso di pazienti in ospedale o nel loro domicilio, in modo da avvantaggiarle rispetto alle imprese concorrenti. Sono emersi casi di analisi del sangue effettuate in laboratori dell&#8217;Asp, senza pagare il ticket, su campioni prelevati abusivamente e con provette sottratte dalla farmacia dell&#8217;Azienda sanitaria provinciale, e ancora false attestazioni dell&#8217;ingresso in pronto soccorso di pazienti, che invece nel domicilio avevano beneficiato di indebite prestazioni gratuite, o per autorizzazioni al trasporto in ambulanza di persone decedute, come se fossero ancora in vita.</p>
<p><a name="more-211228"></a>L’attività investigativa ha permesso di fare piena luce su una vasta rete di rapporti di natura illecita tra talune agenzie di onoranze funebri locali e personale medico e paramedico dell’Ospedale Maggiore di Modica. Tali rapporti erano finalizzati, mediante ripetuti abusi ed omissioni d’ufficio da parte del personale dipendente del nosocomio, a favorire alcune agenzie di onoranze funebri che potevano “vantare” un collegamento all’interno dell’Ospedale Maggiore. In particolare, medici e paramedici compiacenti, oltre a segnalare all’agenzia di loro riferimento il decesso dei pazienti, in violazione del segreto professionale di riservatezza, ne falsificavano i documenti di uscita dall’ospedale, simulando che gli stessi fossero stati dimessi  ancora in vita, nonostante fossero consapevoli del fatto che i medesimi erano già deceduti, e ciò allo scopo di evitare i tempi di consegna della salma ai familiari previsti per legge in caso di decesso presso la struttura sanitaria. L’agenzia curava poi per mezzo di una propria ambulanza il trasporto della salma presso la sua abitazione e, quindi, le successive onoranze funebri.</p>
<p>Nel mirino dei militari un “sistema” illecito e compiacente che, sfruttando cittadini bisognosi di cure e assistenze, faceva perno su operatori paramedici dell’Ospedale Maggiore i quali, nonostante il rapporto di esclusività che li legava con l’Asp di Ragusa, si dedicavano ad attività lavorativa in proprio o presso strutture private – talvolta negli stessi orari di espletamento del pubblico servizio – in cambio di cospicui compensi, peraltro non dichiarati al fisco. Gli infermieri inoltre provvedevano a segnalare soprattutto i malati terminali all’agenzia di onoranze funebri di loro riferimento. Le agenzie, in alcuni casi, oltre a corrispondere denaro agli operatori sanitari a loro legati, li dotavano persino di un “telefono di servizio” utile a segnalare immediatamente i decessi o le situazioni sanitarie più gravi.</p>
<p>Secondo gli investigatori, Raffaela Palladino titolare dell’omonima agenzia di onoranze funebri, in più occasioni e in concorso con il marito  Gaetano Puccia, un autista del “118” ed un medico del pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Modica, otteneva da quest’ultimo false certificazioni attestanti la permanenza in vita di pazienti in realtà deceduti all’interno del nosocomio. Tale “stratagemma” consentiva all’agenzia funebre di ricondurre la salma presso la sua abitazione ovviando in tal modo ai tempi di attesa di 15 ore – previsti per legge – da osservare tra il decesso in ospedale e la successiva visita necroscopica.</p>
<p>Ai domiciliari sono finiti Raffaella Palladino, titolare dell’omonima agenzia di onoranze funebri, e Vincenzo Giummarra &#8211; infermiere professionale arrestato nel gennaio del 2012, quand&#8217;era in servizio al pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore, per detenzione di farmaci sottoposti alla stringente disciplina sugli stupefacenti. Gaetano Puccia e Salvatore Medici, ausiliario socio sanitario in servizio presso il Pronto Soccorso dell’ospedale Maggiore, sono stati sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. I reati contestati sono la truffa, la falsità ideologica e il peculato, mentre ad Alessandro Graziano Agosta, anch’egli sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G., è stato contestato il reato di cessione di sostanze stupefacenti di tipo hashish in favore del figlio di un infermiere coinvolto nell’indagine. Altre 18 persone, tra medici, infermieri, titolari e dipendenti di agenzie di pompe funebri, sono indagate.</p>
<p><a name="more-211228"></a></p>
<p>Nell&#8217;ambito dell&#8217; inchiesta sono stati sequestrati materiali di esclusivo uso ospedaliero e farmaci defustellati o classificati tra le sostanze stupefacenti e dopanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tragedia a Valledolmo, muore un giovane di 18 anni</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 20:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Markez</dc:creator>
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					<description><![CDATA[Sono usciti fuori strada. Tornavano da Lercara Friddi. A bordo di una Fiat Brava all’altezza della ferrovia di Valledolmo il giovanissimo guidatore di 19 anni Alberto Gullo ha perso il controllo della vettura. L’auto è impazzita. Ha cappottato più volte.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p>Sono usciti fuori strada. <strong>Tornavano da Lercara Friddi.</strong> A bordo di una Fiat Brava all’altezza della ferrovia di <strong>Valledolmo</strong> il giovanissimo guidatore di 19 anni Alberto Gullo ha perso il controllo della vettura. L’auto è impazzita. Ha cappottato più volte.</p>
<p><strong>Per Giovanni Miceli, di appena 18 anni, figlio dell’ex sindaco Nicola,</strong> non c’è stato nulla da fare. La vettura si è schiantata contro un muro. Gli operatori del 118 non hanno potuto fare altro che constatare la morte del diciottenne studente. Una tragedia per il piccolo centro. Tanti conoscevano il ragazzo. I rilievi dell’incidente sono stati eseguiti dai carabinieri. Oltre a sentire alcuni testimoni sono stati eseguiti tutti gli esami previsti in questi casi. Secondo i primi accertamenti i due giovani non avevano bevuto alcool.</p>
<p>Non sembra che ci sia stata nessuna altra vettura coinvolta nell’incidente. L’unica cosa che riesca a spiegare la violenza dello scontro e le carambole la forte velocità con cui stavano tornando a casa. Qualcuno che ha visto ha raccontato di un’auto impazzita.</p>
<p>Per il guidatore tantissimo spavento, ma dopo un controllo <strong>all’ospedale di Caltanissetta</strong> le sue condizioni non sembrano gravi. Davanti allo strazio di una morte così improvvisa tanti non si riescono a dare pace. Per i tanti amici che trascorrevano tante serate insieme una tragedia difficile da gestire. Su<strong> Facebook</strong> si legge tutta la loro tristezza e rabbia.</p>
<p>“Qui nessuno voleva la tua morte – dice<strong> Emanuele</strong> &#8211; qui tutti ti vogliano bene rimarrai sempre nei nostri cuori compà. Ti voglio bene sei il migliore di tutti ciao”. Ancora <strong>Francesco</strong> “ho passato tante serate con te e mi ricordo che ci divertivamo tanto. Quando mi hanno accennato che non c&#8217;eri più sono scoppiato in lacrime. Ciao amico mio ciao grande portiere ti voglio sempre bene non ti dimenticherò mai”. Un dolore profondo per i tanti amici. “A volte le persone a cui teniamo se ne vanno – dice <strong>Carmelo</strong> &#8211;  ma la cosa più bella è che le persone come Giovanni ti restano sempre nel cuore lasciando una traccia”.</p>
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	<item>
		<title>Fondi Europei, 600 milioni a rischio  Regione verso possibile &#8216;disimpegno&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 16:05:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manlio Viola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[direttore programmazione fondi europei]]></category>
		<category><![CDATA[Linda Vancheri]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[Piano operativo Fondo europeo di Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[rischio disimpegno fondi europei in Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Falgares]]></category>

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					<description><![CDATA[&#8220;Il programma comunitario 2007-2013 è fortemente a rischio disimpegno. la Sicilia potrebbe perdere nel 2013 una quota che va dai 350 ai 702 milioni di euro&#8221;. Lo ha detto al Comitato di sorveglianza del Piano Operativo Fonde Europeo di Sviluppo Regionale, il nuovo direttore generale della programmazione della Regione Vincenzo Falgares. Parole dure, le sue.<a href="http://palermo.blogsicilia.it/fondi-europei-600-milioni-a-rischio-regione-a-rischio-disimpegno/195106/" class="post-more"></a>]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Il programma comunitario 2007-2013 è fortemente a rischio disimpegno. la Sicilia potrebbe perdere nel 2013 una quota che va dai 350 ai 702 milioni di euro&#8221;.</strong></p>
<p>Lo ha detto al Comitato di sorveglianza del Piano Operativo Fonde Europeo di Sviluppo Regionale, <strong>il nuovo direttore generale della programmazione della Regione Vincenzo Falgares.</strong> Parole dure, le sue. Appena insediato non ha potuto che constatare la situazione attuale.</p>
<p>&#8220;Occorre decuplicare il livello di spesa. Se non riusciremo a farlo &#8211; ha confermato agli inviati del Ministero dello Sviluppo Economico &#8211; è inutile prenderci in giro, le sorti del programma sono pregiudicate&#8221;.</p>
<p>I numeri nudi e crudi parlano chiaro e sono inclementi.<strong> La spesa certificata si ferma al 22% delle somme disponibili.</strong> Perfino questo numero viene contestato dai dati ministeriali. Secondo il Mise &#8211; il ministero dello sviluppo economico &#8211;  la somma certificata sarebbe di circa il 18%, dunque ancora il 4% in meno rispetto ai già catastrofici dati regionali.</p>
<p><strong>Ma i veri guai per il PO FESR sono altri.</strong> L&#8217;obiettivo finale per il 2013 deve portare a spendere 1 miliardo 897 milioni di euro. A fronte di ciò al 31 maggio erano stati spesi complessivamente 1 miliardo 195 milioni di euro. Per centrare gli obiettivi di spesa restano sette mesi compreso giugno e 702 milioni ancora da utilizzare. Attualmente la spesa comunitaria in Sicilia procede al ritmo di 10 milioni al mese.</p>
<p><strong>Se le cose restassero in questi termini, alla fine dell&#8217;anno 630 milioni di euro rischierebbero di tornare a Bruxelles.</strong> La Regione, però, vanta una accelerazione registrata nell&#8217;ultimo mese e mezzo che ha permesso di raggiungere gli obiettivi minimi intermedi. Facendo i calcoli su questo nuovo livello di spesa e ipotizzando che venga mantenuto, a rischio ci sarebbero, comunque, 350 milioni.</p>
<p><strong>&#8220;La situazione è molto seria e difficile ma non disperata &#8211; dice a BlogSicilia l&#8217;assessore regionale all&#8217;Economia Luca Bianchi -.</strong> Non ci devono esserci più alibi né scuse; i dipartimenti devono accelerare per raggiungere gli obiettivi. Per togliere loro ogni ostacolo sul percorso abbiamo già fatto sapere che siamo pronti a far saltare ogni vincolo legato al patto di stabilità relativamente al cofinanziamento della spesa comunitaria. Se riusciremo andremo a discutere con chi di dovere uno sforamento controllato&#8221;.</p>
<p>Tanti, troppi i punti di criticità: &#8220;Inutile nascondere che siamo insoddisfatti della risposta dei dipartimenti &#8211; continua Bianchi &#8211; registriamo criticità anche sulle misure di sostegno alle imprese e sui fondi di rotazione ad esempio il fondo Jessica è a forte rischio disimpegno&#8221;. Ma i dipartimenti che rispondono male sono anche altri.</p>
<p><strong>Criticità nell&#8217;uso dei fondi del dipartimento Ambiente e Territorio e anche nell&#8217;uso dei fondi per l&#8217;informatizzazione.</strong> La più bassa è la spesa del Dipartimento delle attività produttive. Ma l&#8217;assessore Linda Vancheri sembra già proiettata verso il futuro pur ammettendo: &#8220;Dobbiamo certamente accelerare su questo fronte &#8211; dice &#8211; ma anche guardare alla prossima programmazione 2014/2020 perché se non riuscissimo a evitare il disimpegno, su quella programmazione potremmo sperare di ottenere quanto perso quest&#8217;anno&#8221;.</p>
<p><strong>Infine un attacco parte da Falgares all&#8217;indirizzo dell&#8217;Anas:</strong> &#8220;Una parte del mancato impegno di fondi è legato al settore delle infrastrutture che seguivo fino a qualche settimana fa e le colpe portano nome e cognome: Anas. &#8220;Avevamo tutti i programmi a posto e tre giorni prima della data di scadenza dall&#8217;Ente delle strade si sono presentati per dirci che di certificazione della spesa non se ne parlava proprio. Sono cose che possono capitare ma forse non tre giorni prima della scadenza&#8221;.</p>
<p>Dunque la possibilità di perdere le risorse è dietro l&#8217;angolo. La sfida per evitare il disimpegno è titanica. Si tratta di passare dagli attuali 10 milioni di euro spesi ogni mese a 100 milioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il ministro firma il decreto Salva la pesca del tonno</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 05:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Markez</dc:creator>
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					<description><![CDATA[E’ salva la pesca del tonno anche per le piccole imbarcazioni. Si supera in questo modo la paura e la preoccupazione di tanti consumatori che in questi giorni non avevano acquistato più il pesce per la paura delle intossicazioni alimentari.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p>E’ salva la pesca del tonno anche per le piccole imbarcazioni. Si supera in questo modo la paura e la preoccupazione di tanti consumatori che in questi giorni non avevano acquistato più il pesce per la paura delle intossicazioni alimentari.</p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Il governo ha cercato di mettere ordine al settore ittico firmando il decreto sulla cosiddetta pesca accidentale del tonno rosso, che permette di incrementare le catture di questa specie di altre 30 tonnellate, evitando così pesanti sanzioni nei confronti dei pescatori. </span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Lo ha annunciato il ministro per le politiche agricole, Nunzia De Girolamo, nel corso di un&#8217;audizione congiunta delle commissioni Agricoltura e Politiche Europee di Camera e Senato a Palazzo Madama. </span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">“Il decreto è stato firmato ieri – ha sottolineato il ministro &#8211; e allarga le quote tonno ad altre 30 tonnellate per coprire le catture accidentali; una richiesta che ci veniva dal mondo dei pescatori professionali per loro sicuramente importante”. </span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Si ricompone a favore dei pescatori il braccio di ferro tra il governo nazionale e la Regione Siciliana. Uno scontro iniziato tra l&#8217;Assessore Risorse Agricole e Alimentari della Regione Sicilia, Dario Cartabellotta, e l’allora Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania. “Siamo veramente soddisfatti che il neo ministro ha preso subito questa decisione – dice l’assessore regionale – già a febbraio avevamo espresso perplessità sul Decreto Ministeriale &#8220;quote tonno rosso 2013&#8243; e ritenuto fondate le preoccupazioni delle marinerie siciliane sull&#8217;impatto negativo del decreto per la pesca siciliana, coinvolta in termini di palangari e catture accessorie. Avevamo ragione visto quello che è successo in questo ultimo mese”. </span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">I pescatori per evitare le sanzioni e i sequestri nascondevano il pesce appena catturato in acqua. Il tonno non refrigerato produceva istamina che intossicava i consumatori. “Adesso anche i piccoli pescatori possono catture accidentalmente il tonno– aggiunge l’assessore senza incorrere in sequestri e i consumatori possono stare più sereni”. </span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Una boccata d’ossigeno per le marinerie siciliane a cui la regolamentazione internazionale sul tonno rosso aveva già inferto alla pesca siciliana un contraccolpo socio-economico ed occupazionale durissimo: delle 238 imbarcazioni italiane autorizzate al prelievo nell&#8217;anno 2000 e quindi detentrici e titolari di quote tonno, 50 imbarcazioni erano tonniere a circuizione (di cui 10 con sede in Sicilia), e 188 imbarcazioni erano autorizzate con l&#8217;attrezzo di pesca palangaro, di cui il 90% (pari a 170 barche) siciliane. </span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Nel 2013, su 12 tonniere a circuizione esistenti in Italia, solo 3 sono siciliane, così come su 30 barche a palangaro solo 27 sono le sopravvissute e autorizzate con quota della Sicilia. La pesca del tonno nella nostra regione, col sistema palangaro, viene effettuata nella primavera di ogni anno da maggio a luglio soprattutto dalla piccola pesca artigianale.</span></p>
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		<title>Cardinale si &#8220;spende&#8221; per Messina:  &#8220;Crocetta assegni i fondi promessi&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 05:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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					<description><![CDATA[Per la città di Messina, a pochi giorni dal ballottaggio che assegnerà la poltrona di sindaco o a Felice Calabrò o a Renato Accorinti, si &#8220;spende&#8221; l&#8217;ex ministro delle Telecomunicazioni, Salvatore Cardinale. Fra i fondatori del partito dei Drs che hanno ottenuto un risultato a due cifre nella città dello Stretto. “Il presidente Rosario Crocetta<a href="http://messina.blogsicilia.it/cardinale-si-spende-per-messina-crocetta-assegni-i-fondi-promessi/195164/" class="post-more"></a>]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Per la città di Messina, a pochi giorni dal ballottaggio che assegnerà la poltrona di sindaco o a Felice Calabrò o a Renato Accorinti, </strong>si &#8220;spende&#8221; l&#8217;ex ministro delle Telecomunicazioni, Salvatore Cardinale. Fra i fondatori del partito dei Drs che hanno ottenuto un risultato a due cifre nella città dello Stretto.<strong> “Il presidente Rosario Crocetta vada avanti con determinazione, così come annunciato, e assegni subito i fondi straordinari per evitare il dissesto finanziario al comune di Messina</strong> e si adoperi per la creazione dell’area metropolitana nella medesima città, alla luce della recente soppressione delle province &#8211; scrivono Cardinale e e il deputato regionale messinese, Giuseppe Picciolo &#8211; Non è più tempo di tergiversare attorno alle emergenze di Messina che merita l’attenzione del governo regionale per rilanciarsi sul piano dello sviluppo economico e della crescita occupazionale”.</p>
<p>Oggi alle 19 a Messina, presso l’hotel Royal, i Drs terranno una manifestazione a sostegno dell’istituzione della città metropolitana.</p>
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		<title>Fisco, morto da un anno: ma la Rai vuole il canone Tv</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 05:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Markez</dc:creator>
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					<description><![CDATA[E’ morto nel 2012, ma lo stesso l’Agenzia delle Entrate gli ha inviato a distanza di un anno l’ingiunzione per pagare il canone della Televisione. L’amara scoperta l’hanno fatta i figli che si sono visti recapitare la busta con la richiesta perentoria di pagare il canone oltre una sopratassa.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p>E’ morto nel 2012, ma lo stesso l’Agenzia delle Entrate gli ha inviato a distanza di un anno l’ingiunzione per pagare il canone della Televisione. L’amara scoperta l’hanno fatta i figli che si sono visti recapitare la busta con la richiesta perentoria di pagare il canone oltre una sopratassa. Un dolore per i familiari che si riacutizza oltre l’enorme fastidio di doversi occupare di una pratica con tanto di telefonate, richieste di incontro, senza considerare la possibilità che il doloroso disguido si possa ripresentare ancora.</p>
<p>“Evidentemente l’Agenzia dell’Entrate non sa chi muore a Palermo – dice con amarezza il figlio – Ancora adesso in un periodo di sviluppo delle reti informatiche e di internet le due grosse amministrazioni non dialogano tra loro. Come primo tentativo invieremo un certificato di morte all’Agenzia allegata alla tassa da pagare. Sappiamo già che non sarà sufficiente”.</p>
<p>La beffa non è terminata. Se si vuole cercare di evitare code e turni estenuanti c’è un numero a cui rivolgersi. Ma è un numero a pagamento: 199123000, quello della Rai. “Non solo non dobbiamo nulla all’erario – aggiunge il figlio – ma dobbiamo anche pagare per chiudere questa vicenda”. Nella lettera firmata da Giovanna Milella Responsabile dello Sportello Decentrato si legge che “il termine per il rinnovo del canone TV per l’anno 2013 è scaduto il 31 gennaio ma, ad oggi non risulta che Lei abbia effettuato il relativo pagamento. La informiamo che ulteriori ritardi nel pagamento comporteranno l&#8217;applicazione di sanzioni più elevate e interessi di mora, come previsto dalle leggi vigenti”. Abbiamo cercato una replica da parte dell’Agenzia, ma ieri non è stato possibile ottenerla.</p>
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		<title>Saldi estivi 2013 In Sicilia al via il 7 luglio</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 05:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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					<description><![CDATA[I negozianti potranno sperare di risollevare le sorti dei propri punti vendita dopo una stagione da dimenticare a partire dal 6 e 7 luglio, quando partirà ufficialmente in tutta Italia la stagione dei saldi estivi.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p>Che sia colpa della crisi o della bella stagione iniziata in ritardo rispetto agli altri anni, per i commercianti è un periodo da dimenticare. Come ha chiarito la Confcommercio, i consumi fanno segnare l&#8217;ennesima contrazione su base sia annua che mensile. I negozianti potranno però sperare di risollevare le sorti dei propri punti vendita a partire dal 6 e 7 luglio, quando partirà ufficialmente in tutta Italia la stagione dei saldi estivi.</p>
<p>In Sicilia gli sconti saranno applicati da domenica 7 come in gran parte delle regioni, mentre godranno di un giorno di anticipo Sardegna, Liguria, Toscana, Piemonte, Lombardia e Veneto.</p>
<p>I saldi avranno una durata massima variabile dai 45 ai 60 giorni, durante i quali i commercianti saranno tenuti a esporre accanto alla merce il prezzo iniziale e la percentuale di sconto applicata, mentre l&#8217;indicazione del prezzo di vendita finale sarà invece facoltativa. In attesa dei saldi, non resta che tener d&#8217;occhio i futuri acquisti.</p>
<p>Gi.Co.</p>
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	<item>
		<title>Formazione, 300mila ore a rischio La Scilabra rassicura i lavoratori</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 15:07:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veronica Femminino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[assessorato regionale all'istruzione e formazione professionale]]></category>
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		<category><![CDATA[riforma formazione professionale in Sicilia]]></category>

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					<description><![CDATA[I 220 milioni del nuovo Piano basteranno a finanziare 1 milione e 700 mila ore di formazione, lasciandone scoperte ben 300 mila. I sindacati indicano la priorità: "Salvaguardare i lavoratori e gli enti con un numero esiguo di ore di attività". Dal governo regionale arrivano rassicurazioni: "Faremo di tutto per trovare i fondi"]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Continuano le trattative sulla Formazione professionale in Sicilia e l&#8217;attuazione del Piano Scilabra</strong> per valutare gli eventuali &#8216;aggiustamenti&#8217; in corsa.<br />
La conferma arriva anche dal <strong>tavolo tecnico</strong> riunitosi oggi presso gli uffici della Ragioneria centrale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, in via Imperatore Federico a Palermo.</p>
<p>Dall&#8217;incontro, conclusosi nel primo pomeriggio, è emerso infatti che<strong> i 220 milioni del nuovo Piano basteranno a finanziare 1 milione e 700 mila ore di formazione, lasciandone scoperte ben 300 mila.</strong><br />
Un risultato a cui si arriva considerando che per le attività previste nell&#8217;anno 2013-2014 le ore di formazione sono circa due milioni e che ciascuna ha un costo di 129 euro.</p>
<p>I sindacati presenti al tavolo tecnico &#8211; insieme alle associazioni che raggruppano gli enti di formazione, la dirigente generale del dipartimento alla Formazione professionale, Anna Rosa Corsello, il capo della segreteria tecnica dell&#8217;assessorato Lucio Guarino, il responsabile della programmazione Maurizio Caracci, il capo di gabinetto dell&#8217;assessorato Olimpia Campo e il dirigente dei servizi di gestione Michele Lacagnina &#8211; hanno puntualizzato in merito all&#8217;esigenza di non creare disagio al personale degli enti.</p>
<p>Un obiettivo chiaramente indicato da <strong>Benedetto Scuderi, presidente di Asef: &#8220;Confidiamo &#8211; dice &#8211; che il governatore Crocetta tenga fede a quanto ha dichiarato in fase di presentazione del Piano.</strong> Ci ha infatti garantito che se fossero emerse esigenze legate alla mancanza di risorse economiche se ne sarebbe discusso e in ogni caso che il governo regionale avrebbe tentato il possibile per trovare i fondi&#8221;.</p>
<p>Le attuali premesse preoccupano e non poco gli enti di formazione, soprattutto quelli con un esiguo numero di ore di attività. &#8220;Bisogna tutelarli per primi&#8221; dice Scuderi.</p>
<p><strong>Venerdì prossimo, si riunirà un nuovo tavolo tecnico nel corso del quale l&#8217;amministrazione regionale avanzerà un&#8217;ipotesi di modifica del Piano.</strong><br />
Intanto, l&#8217;assessorato alla Formazione si è impegnato ad emettere, entro domani, un atto amministrativo con valore giuridico che autorizza gli enti ad iniziare con le attività previste dalla seconda annualità dell&#8217;ex Avviso 20 retroattivamente, ovvero a far data dall&#8217;8 giugno.</p>
<p>Bene, ma i soldi quando arriveranno? <strong>&#8220;L&#8217;assessorato alla Formazione è stato sollecitato &#8211; aggiunge il presidente di Asef &#8211; a procedere con i pagamenti.</strong> Ancora si deve completare con l&#8217;accredito del 25% della prima annualità dell&#8217;Avviso 20 per il 2012 e poi si passerà alla seconda rata&#8221;.</p>
<p>In attesa di capire cosa accadrà, il confronto continua ad avere toni accesi. Al tavolo tecnico di stamattina &#8220;non sono mancati i momenti di tensione, l&#8217;amministrazione regionale rimane troppo rigida su certe posizioni&#8221;.</p>
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		<title>Formazione permanente, nessuna garanzia con il &#8216;Piano Scilabra&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 12:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[assessore regionale alla formazione]]></category>
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		<category><![CDATA[riforma formazione professionale]]></category>

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					<description><![CDATA[Dell'Avviso 20, soppiantato dal Piano Giovani, forse si sarebbe potuto salvare qualcosa. E' il caso della Formazione permanente, finalizzata a migliorare il livello di qualificazione e di sviluppo professionale della forza lavoro. Ma per la quale in Sicilia non esiste più alcuna garanzia.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p>Per la formazione professionale le settimane appena trascorse sono state assai dure. Dopo le proteste di migliaia di dipendenti degli enti e l&#8217;accordo tra governo e sindacati, raggiunto davvero faticosamente, dovrebbe partire un nuovo corso.<br />
Lo hanno garantito l&#8217;assessore Nelli Scilabra ed il presidente Crocetta: meno sprechi e più efficienza.</p>
<p>Le prerogative per il futuro però, non convincono chi nella formazione ci lavora e conosce bene il settore.<br />
<strong>Dell&#8217;Avviso 20, soppiantato dal Piano Giovani, forse si sarebbe potuto salvare qualcosa.</strong></p>
<p><strong>E&#8217; il caso della Formazione permanente.</strong><br />
Per chi non lo sapesse, la formazione continua e permanente<strong> è finalizzata a migliorare il livello di qualificazione e di sviluppo professionale della forza lavoro. Ma per la quale in Sicilia non esiste più alcuna garanzia.</strong></p>
<p>Una situazione che alimenta le perplessità di molti. Lo spiega bene Marcello Scalisi, componente del Consiglio Direttivo dell&#8217;ASEF &#8211; Associazione degli Enti di Formazione Siciliani e amministratore della Des di Palermo, una società di formazione che opera nel settore turistico e alberghiero.</p>
<p>Per Scalisi <strong>&#8220;L&#8217;obiettivo Formazione permanente non risulta tra le priorità di questo governo.</strong> Personalmente &#8211; dice &#8211; non sono d&#8217;accordo e non solo per l&#8217;emergenza occupazionale che ne deriverebbe per tutti quegli enti che operano prevalentemente o esclusivamente in questo ambito ma anche perché sarebbe una scelta insensata in termini di contenuti ed obiettivi per la nostra già maltrattata regione.</p>
<p><strong>Gli obiettivi della formazione permanente previsti dall&#8217;Avviso 20 sono chiari (come si legge a pag.48 dell&#8217;Avviso 20): &#8220;La popolazione in età lavorativa deve essere disposta ad accogliere la possibilità di apprendimento permanente, per adattarsi a nuovi metodi di lavoro e a modifiche dello status lavorativo.</strong> Tali interventi consistono nella progettazione e attuazione di percorsi formativi che, nel quadro generale delle strategie per il lavoro e l&#8217;occupazione, siano in grado di realizzare, attraverso l&#8217;acquisizione, l&#8217;aggiornamento ed il rafforzamento delle competenze, il diritto all&#8217;apprendimento delle persone&#8221;.</p>
<p>Tra le competenze obiettivo ci sono quelle &#8220;linguistiche, alfabetizzazione funzionale sui nuovi alfabeti, alfabetizzazione culturale, ecc.&#8221;</p>
<p>Destinatari della Formazione permanente sono i soggetti in età lavorativa di età superiore ai 18 anni, sia lavoratori che disoccupati.</p>
<p>I lavoratori (sia essi a tempo indeterminato che lavoratori stagionali) per rafforzare o adeguare le loro competenze di base o specialistiche in relazione ai cambiamenti che ormai attraversano tutti i settori produttivi.</p>
<p>I disoccupati che pur possedendo competenze di base o precedenti esperienze lavorative, necessitano di percorsi specifici di adeguamento ai bisogni del mercato del lavoro in continua e costante evoluzione, e che quindi non ricercano percorsi formativi di lunga durata, che li allontanerebbero nuovamente dal mercato del lavoro, ma di interventi di breve durata per colmare quei gap che le precedenti esperienze lavorative hanno evidenziato.</p>
<p><strong>La formazione permanente essendo una formazione di breve durata (da 50 a 300 ore) è per sua natura meno generalista della formazione di lunga durata e interviene quindi a colmare bisogni specifici</strong> che spesso riescono a dare effettiva e concreta risposta ad una duplice esigenza: rafforzamento delle competenze professionali dei partecipanti e inserimento nel mondo del lavoro. In tanti casi infatti si tratta di persone che hanno o un impiego saltuario o stagionale che attraverso mirati percorsi di formazione possono ottenere un allungamento della stagionalità o la possibilità di trasformare il lavoro precario e saltuario in un lavoro permanente o almeno a tempo determinato grazie all&#8217;acquisizione di competenze innovative.</p>
<p>Negli anni a venire, tutto questo potrebbe non essere più tenuto in considerazione.<br />
Il “piano straordinario per il lavoro in Sicilia: opportunità Giovani”, nel paragrafo relativo alle ragioni che hanno portato alla definizione di un piano di tale portata, fa riferimento, come chiarisce Marcello Scalisi &#8220;alla difficoltà ad inserirsi nel mercato del lavoro anche per chi ha conseguito un titolo di studio, si ritrova significativamente ampliata per i giovani siciliani che hanno un livello di saperi e di competenze basso, spesso neanche certificato&#8221;.</p>
<p>Pertanto <strong>gli obiettivi del Piano giovani non sono affatto in contraddizione con quelli sopra richiamati della Formazione permanente.</strong><br />
Infatti l&#8217;azione detta “Occupabilità giovani”, così come recita il piano, è «finalizzata a contenere il disagio della non occupazione giovanile prodotto dall&#8217;attuale andamento dell&#8217;economia siciliana. Esso è composto da interventi in grado di produrre risultati già in un periodo temporale contenuto, è diversificato in funzione del fatto che il target di giovani presenta al suo interno significative differenze di opportunità in rapporto all&#8217;inserimento occupazionale. Nel caso infatti dei giovani a bassa scolarità e formazione professionale l&#8217;impegno consiste soprattutto, sebbene non esclusivamente, in interventi di carattere formativo di tipo professionalizzante. Per i giovani a più alta scolarità, con titoli spendibili sul mercato del lavoro l&#8217;azione si concentra su interventi di rafforzamento del loro curriculum professionale attraverso momenti di formazione nei luoghi di lavoro. »</p>
<p><strong>&#8220;Tuttavia &#8211; dichiara Scalisi &#8211; non tutti i gap possono essere colmati attraverso la formazione on the job. Ciò sia per carenze delle stesse aziende (soprattutto le medie e piccole) che non dispongono al proprio interno di figure professionali adeguate per gestire tali processi formativ</strong>i, sia per la continua contrazione del personale impiegato nelle aziende che rende di fatto impossibile destinare una o più risorse alla figura di formatore interno. Peraltro non tutte le competenze specialistiche o trasversali possono essere acquisite attraverso formazione in azienda.<br />
Ecco quindi che il modello della formazione permanente, una formazione di breve durata e progettata di concerto con i settori produttivi e le aziende, sentendo in particolare i loro bisogni immediati e le problematiche quotidiane, può intervenire e garantire sia ai giovani con bassa scolarità che a quelli ad alta scolarità, strumenti immediatamente spendibili per il loro ingresso nel mondo del lavoro. Anche in questo caso un esempio correlato al settore turistico, che ricordiamo in Sicilia è per la maggior parte rappresentato da piccolissime aziende alberghiere e della ristorazione nonché dei servizi, può essere d&#8217;aiuto.<br />
Per i giovani a bassa scolarità &#8211; continua Scalisi &#8211; un corso di Cameriere ai Piani di appena 50 o 100 ore con una forte impronta pratica può dare immediatamente una qualificazione e professionalità, che oggi sono ricercate sia dalle aziende alberghiere sia dalle aziende di somministrazione (tutte le recenti ricerche lo dimostrano).<br />
Per i giovani ad alta scolarità vari esempi possono essere d&#8217;aiuto: competenze linguistiche che sono ancora drammaticamente modeste nei nostri giovani, corsi per la gestione di Bed and Breakfast (per avviare un&#8217;impresa in tale settore), corsi per il Revenue Management, e così via, possono completare quelle competenze già sviluppate ma non sufficienti per inserirsi con carattere di innovazione nel mercato del lavoro&#8221;.</p>
<p><strong>Per Scalisi &#8220;rinunciare al modello formativo di breve durata, che fino ad oggi ha trovato spazio nell&#8217;azione della formazione permanente, significa di fatto abbandonare a se stessi tutti quei giovani che non hanno interesse ad affrontare un percorso formativo di lunga durata</strong> (o perché già adeguamenti formati o perché al contrario a bassa scolarità ma che non hanno strumenti di sussistenza economica tali da poter frequentare percorsi di lunga durata o per carenze culturali e condizionamento sociale)&#8221;.</p>
<p>Di fatti, l&#8217;inserimento in azienda e la formazione on the job, non garantisce di per se né il completamento di un percorso formativo né il futuro inserimento lavorativo.<br />
&#8220;Al contrario invece &#8211; puntualizza Scalisi &#8211; il completamento del proprio portfolio formativo, con corsi di breve durata a forte connotazione operativa-aziendale, favorisce l&#8217;incontro domanda/offerta, sollevando l&#8217;impresa dai tempi e dai costi della formazione on the job e garantendo l&#8217;immediata verifica sul campo delle competenze acquisite.<br />
Ciò ovviamente è possibile se l&#8217;offerta formativa è correlata ai bisogni del settore di riferimento attraverso una continua analisi dei fabbisogni formativi.</p>
<p><strong>Abbandonare FP vorrebbe dire disperdere un patrimonio di competenze, ed anche di posti di lavoro, maturate in questi anni di assoluto rilievo, e fortemente orientate alla collaborazione con il settore privato.</strong><br />
Altresì non consentirebbe alle piccole aziende di accedere alla formazione di quei giovani che gravitando già intorno ad esse, e che quindi non potrebbero garantire quel contributo di innovazione che oggi tutti consideriamo ineludibile come fattore di crescita&#8221;.</p>
<p>ve.fe</p>
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		<title>Il Pd Sicilia in crisi, non è &#8216;politica&#8217; Cassa integrazione per i dipendenti</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 16:49:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[cassintegrazione lavoratori Pd]]></category>
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					<description><![CDATA[Tredici dipendenti a rischio cassa integrazione. <strong>Sono i lavoratori assunti dal Pd siciliano che protestano contro la gestione, di fatto inesistente, delle trattative sindacali</strong> per la richiesta della cig. E si rivolgono al Pd nazionale: <strong>"Vi chiediamo, di non versare più un euro al partito regionale,</strong> di istituire un fondo per garantire, nei prossimi mesi gli stipendi ai lavoratori".]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Otto dipendenti a rischio cassintegrazione. Numeri minori, si dirà. Ma non si tratta di un&#8217;azienda e nemmeno di una società partecipata. Sono i dipendenti del Pd siciliano </strong>che rischiano di vedersi applicare, ma forse nemmeno, la cassa integrazione per mancanza di fondi nelle casse del partito. Primi effetti della legge che taglia il finanziamento ai partiti? Neanche tanto, stando a leggere la lettera che gli otto dipendenti hanno inviato al segretario nazionale del partito, al tesoriere nazionale, al presidente della commissione nazionale di garanzia e a quello regionale, al presidente della Regione siciliana, ai capigruppo alla Camera e al Senato, al segretario regionale e alla tesoriera regionale del Pd oltre che alle centinaia fra componenti della direzione regionale del partito e ai deputati nazionali e regionali dei Democratici.</p>
<p><strong>Nella lettera si ripercorre la &#8220;breve&#8221; storia di una contrattazione sindacale di fatto inesistente.</strong> Per un partito, il Pd siciliano che lo scorso 31 agosto, nel corso della direzione che ha votato la candidatura di Rosario Crocetta, ha approvato, piuttosto singolarmente, a maggioranza il bilancio del partito. In quella occasione frizioni si erano registrate per 25 mila euro di spese inserite in bilancio e sotto contestazione da parte di alcuni dirigenti del Pd. I problemi di finanza del partito democratico, dunque, partono da lontano.</p>
<p><strong>I dipendenti, poi, puntano il dito contro le procedure attuate dalla tesoriera regionale,</strong> la deputata e consigliere comunale Teresa Piccione che &#8211; si legge nella lettera &#8211; già lo scorso 30 maggio, senza dare comunicazione ai lavoratori, ha convocato il comitato di tesoreria e messo al voto la proposta di cassa integrazione al 50% dei lavoratori ottenendo tre voti favorevoli (compreso il suo) e uno contrario. Solo il giorno dopo la Piccione convoca i dipendenti per poi rinviare l&#8217;incontro in attesa di un vertice a Roma fra tutti i tesorieri regionali. Prima di quella data però, il 5 giugno la Piccione convoca il sindacato per il 7. Il sindacato e non i sindacati perché al tavolo delle trattative per la cassa integrazione ai dipendenti del Pd siciliano viene invitata solo la Cisl, al quale peraltro nessuno dei dipendenti è iscritto. Una mossa sventata dai lavoratori che nel frattempo venivano a conoscenza delle mosse della tesoreria del Pd.</p>
<p><strong>I dipendenti, tredici in tutto (di cui 2 in aspettativa e un addetto alle pulizie part time, più altri due che s tengono fuori dalla vertenza contro la dirigenza del partito),</strong> protestano attraverso la Cgil che chiede il rinvio del confronto per comprendere i dettagli del piano. Il 10 giugno il primo incontro con i lavoratori in cui ammette che nelle casse del partito non ci sono più  soldi per garantire gli stipendi. &#8220;In quell’occasione, abbiamo manifestato il nostro disappunto per essere stati ignorati, per l’assenza di un piano di risanamento e per la totale mancanza di trasparenza nella gestione dei conti &#8211; si legge nella lettera dei lavoratori che chiedono l&#8217;accesso ai bilanci del partito &#8211; Nonostante il tesoriere abbia esordito affermando che le difficoltà si sono manifestate palesemente nel luglio dello scorso anno con il dimezzamento dei rimborsi, a parte la ricontrattazione del canone d’affitto per la sede regionale, <strong>non è stato redatto un piano di tagli né elaborata una strategia per la riorganizzazione del partito che tenesse conto delle minori entrate, eccezion fatta, naturalmente, per la cassa integrazione del personale&#8221;.</strong></p>
<p>Nel dettagliato resoconto si sottolinea inoltre che al tavolo del confronto successivo, fissato per il 14 giugno, non è stata convocata l&#8217;assostampa, il sindacato dei giornalisti a tutela delle due addette dell&#8217;ufficio stampa del Pd<strong>. &#8220;Appare chiaro che i tempi per una richiesta della cassa integrazione, dal 1° luglio, sembrano non esserci e che, alla luce di quanto dichiarato dal tesoriere, cassa integrazione o no, rischiamo che quello di giugno sia, per noi, l&#8217;ultimo stipendio&#8221;.</strong> E non manca la polemica: &#8220;Siamo consapevoli che la riforma del finanziamento dei partiti in qualche modo va fatta, soprattutto per quanto riguarda la trasparenza sulla gestione. Ma, al tempo stesso, non possiamo essere noi a pagare le spese di una amministrazione che ci ha portato a questo punto<strong>. Gli stipendi dei sottoscrittori sono dignitosi, ma nulla di più, qualche altro invece, usufruisce di compensi ben più elevati&#8221;.</strong></p>
<p>La richiesta dei dipendenti del Pd, quindi è diretta ai deputati regionali e nazionali e a tutto il gruppo dirigente del partito perché si convochi la direzione regionale per discutere e &#8220;fare chiarezza su come sono state gestite (in maniera unilaterale) le risorse&#8221;. E infine la provocazione:<strong> &#8220;Vi chiediamo, di non versare più un euro al partito regionale,</strong> di istituire un fondo per garantire, nei prossimi mesi gli stipendi ai lavoratori, fino a quando non si farà chiarezza sulle entrate e non saranno definiti i termini sul finanziamento pubblico ai partiti&#8221;.</p>
<p>edd</p>
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		<title>Ars, Alongi con le carte in regola  Polemiche sulla successione a Caputo</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 12:44:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[ars]]></category>
		<category><![CDATA[ineleggibilità]]></category>
		<category><![CDATA[pdl]]></category>
		<category><![CDATA[pietro alongi]]></category>
		<category><![CDATA[salvino caputo]]></category>

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					<description><![CDATA[<strong>Pietro Alongi ne è certo, diventerà deputato regionale all'Ars</strong> subentrando a Salvino Caputo, decaduto per una condanna per tentato abuso d'ufficio passato in giudicato. E' polemica all'Ars sulla successione. Piovono ricorsi ma Alongi, primo dei non eletti nella lista del Pdl alle regionali dell'ottobre scorso, è pronto ad occupare lo scranno di sala d'Ercole, nonostante il ricorso.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Pietro Alongi ne è sicuro, diventerà deputato regionale all&#8217;Ars</strong> subentrando a Salvino Caputo, decaduto per una condanna per tentato abuso d&#8217;ufficio passata in giudicato. Alongi, primo dei non eletti nella lista del Pdl alle regionali dell&#8217;ottobre scorso, è pronto ad occupare lo scranno di sala d&#8217;Ercole, nonostante il ricorso presentato alla commissione Verifica poteri dell&#8217;Ars.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Carta canta. Le mie dimissioni sono state protocollate in formato elettronico il 29 agosto alle ore 16:07 &#8211; commenta Pietro Alongi a BlogSicilia, e il suo tono è sicuro-. Ribadisco che il formato è digitale, dunque non c&#8217;è niente da commentare, solo prendere atto dell&#8217;evidenza dei fatti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La commissione, presieduta dal presidente Giovanni Ardizzone,</strong> aveva ricevuto un ricorso, firmato da Francesco Iellama, con il quale si sosteneva l&#8217;ineleggibilità di Alongi, che avrebbe dovuto dimettersi da assessore della Giunta provinciale di Palermo, entro il 31 agosto del 2012, dieci giorni prima dell&#8217;indizione dei comizi elettorali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La presa d&#8217;atto però risulta notificata il 3 settembre, da qui ricorsi e polemiche</strong> che continuano a scaldare l&#8217;intera vicenda Caputo. Proprio per questo, la commissione ha chiesto di procedere ad un approfondimento d&#8217;indagine, al fine di accertare se la presa d&#8217;atto è successiva, e in che misura, alle dimissioni effettivamente notificate. E&#8217; utile ricordare che chiunque subentri rischierà di vedersi togliere nuovamente il posto per effetto del ricorso che Caputo presenterà certamente contro la sua decadenza.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Protesta all&#8217;Istituto dei sordomuti  Esposti bara e manichino decapitato</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 10:40:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Porcasi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Palermo]]></category>
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		<category><![CDATA[Giacomo Giamporcaro]]></category>
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					<description><![CDATA[Una bara di cartone marrone a grandezza naturale con una croce sopra e un manichino vestito di tutto punto ma decapitato pendono sinistramente dall&#8217;ex istituto statale sordomuti, oggi Iridas, in via Cavour, accanto alla prefettura di Palermo. La protesta è stata messa in atto dai 15 dipendenti dell&#8217;ente regionale, che da 15 mesi non percepiscono<a href="http://palermo.blogsicilia.it/la-protesta-dellistituto-sordomuti-esposti-bara-e-manichino-decapitato/194936/" class="post-more"></a>]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una bara di cartone marrone a grandezza naturale con una croce sopra e un manichino vestito di tutto punto ma decapitato pendono sinistramente dall&#8217;ex istituto statale sordomuti</strong>, oggi Iridas, in via Cavour, accanto alla prefettura di Palermo. La protesta è stata messa in atto dai 15 dipendenti dell&#8217;ente regionale, che da 15 mesi non percepiscono lo stipendio. Le attività dell&#8217;istituto sono sospese da 4 anni e da un mese i lavoratori sono in stato di agitazione.</p>
<p><strong>Il loro futuro lavorativo è incerto. &#8220;Presidente Crocetta e assessore Scilabra ci avete decapitato&#8221;, si legge su un cartello.</strong> Uno dei dimostranti, Giacomo Giamporcaro, sostiene che in febbraio la Regione si era impegnata a saldare gli arretrati e a ricollocare il personale Iridas in un altro ente: &#8220;Ma si sono rivelate solo chiacchiere&#8221;, dice Giamporcaro. &#8220;Chiediamo lo sblocco delle mensilità e la messa in liquidazione dell&#8217;Iridas o il suo rilanci, perché siamo disperati. La dirigente Anna Rosa Corsello a febbraio ci aveva promesso che la nostra situazione sarebbe stata risolta in 10 giorni, grazie all&#8217;accorpamento con l&#8217;istituto dei ciechi Florio Salamone, invece siamo ancora qui.</p>
<p>Intanto il 28 giugno scadrà l&#8217;incarico in prorogatio del commissario ad acta, Mario Medaglia, in carica da l 14 febbraio.</p>
]]></content:encoded>
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					</item>
	<item>
		<title>Ex Pip protestano alla sede Rai  Si aggrava il lavoratore incatenato</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 12:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[ex pip]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cecala]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[rosario crocetta]]></category>
		<category><![CDATA[sede Rai di Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[social trinacria]]></category>

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					<description><![CDATA[Continua a oltranza la protesta dei lavoratori ex Pip davanti alla sede Rai di Palermo. Si aggravano <strong>le condizioni di salute di uno dei lavoratori Francesco Cecala che ormai da giorni si è incatenato alle inferriate e si rifiuta di mangiare e di ricevere cure mediche.</strong> Ieri pomeriggio è stato necessario l'intervento di un'ambulanza. L'uomo soffre di problemi cardiaci e ha interrotto la terapia dal giorno dell'inzio della protesta.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p>Continua a oltranza la protesta dei lavoratori ex Pip davanti alla sede Rai di Palermo. Si aggravano <strong>le condizioni di salute di uno dei lavoratori Francesco Cecala che ormai da giorni si è incatenato alle inferriate e si rifiuta di mangiare e di ricevere cure mediche.</strong> Ieri pomeriggio è stato necessario l&#8217;intervento di un&#8217;ambulanza. L&#8217;uomo soffre di problemi cardiaci e ha interrotto la terapia dal giorno dell&#8217;inzio della protesta.</p>
<p>Un centinaio i lavoratori manifestano davanti l’emittente televisiva. <strong>Da giorni alcuni dipendenti della onlus Social Trinacria sono incatenati ai cancelli della Rai</strong>.</p>
<p><strong>Gli ex Pip chiedono l’anticipazione di una quota del Trattamento di fine rapporto pari a circa mille euro per ogni lavoratore visto il mancato pagamento della mensilità di maggio, su un procapite di circa 2500 euro</strong>. Ma l’Inps non avrebbe i mezzi per lavorare più di 3 mila pratiche: “Se l’Inps può lavorare circa 300 pratiche a volta – fanno sapere i lavoratori – ci vorranno almeno 2 anni per avere tutti le quote del Tfr. E’ improponibile”.</p>
<p><strong>I 3 mila Pip (Piani di inserimento programmato) attendono ancora di rientrare a lavoro</strong>. Ad oggi per i lavoratori nessun piano programmato per il futuro, nessun incontro con il governo regionale e stipendi arretrati.</p>
<p><strong>Ad oggi gli ex Pip non sono ancora rientrati in servizio</strong>. I sindacati hanno fatto sapere che l’assessorato regionale alla Famiglia ha mandato le disponibilità agli enti che ospitano ormai da anni i lavoratori (Prefetture, Questure, tribunali, ospedali) e molti avrebbero già risposto positivamente. Molti, non tutti. Gli enti in questione, circa 190, vogliono garanzie dalla Regione sul futuro dei lavoratori. Ma ancora nessuna stabilizzazione per gli operai tutti assunti nel 2010 con contratto a tempo indeterminato e che costano alla Regione circa 56 milioni di euro, 20 milioni in più rispetto al 2012.</p>
<p>clap</p>
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		<title>Palermo, clinica Stagno al collasso I dipendenti occupano la casa di cura</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 09:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[assessorato sanità sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[casa di cura occupata]]></category>
		<category><![CDATA[cassa integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[lungo degenza a Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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					<description><![CDATA[&#8220;Ci hanno preso in giro con un concordato fasullo per poi licenziarci tutti di nuovo. Vecchia e nuova proprietà con la complicità della Regione stanno causando la chiusura della casa di cura Stagno&#8221; Sono le scritte di protesta di 29 dipendenti della casa di cura Stagno di Palermo che da due giorni occupano la clinica.<a href="http://palermo.blogsicilia.it/palermo-clinica-stagno-al-collasso-i-dipendenti-occupano-la-casa-di-cura/194924/" class="post-more"></a>]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<strong>Ci hanno preso in giro</strong> con un concordato fasullo per poi licenziarci tutti di nuovo. Vecchia e nuova proprietà con la complicità della Regione stanno causando la chiusura della casa di cura Stagno&#8221;</p>
<p><strong>Sono le scritte di protesta di 29 dipendenti</strong> della casa di cura Stagno di Palermo che da due giorni occupano la clinica. Stazionano in amministrazione e ne rallentano l&#8217;attività ma, per senso di responsabilità, non occupano le corsie ed i reparti.</p>
<p><strong>Sono senza stipendio da due mesi ma alcuni non percepiscono salario già da gennaio</strong> a causa anche della mancata corresponsione della cassa integrazione. Protestano contro il balletto dello scarica barile. per la proprietà tocca alla Regione pagarli tramite la cassa integrazione ma la Regione si fa carico, formalmente, solo di gennaio e febbraio e comunque non ha fondi per pagare neanche quei due mesi. Da marzo, in ogni caso, spetta alla nuova proprietà.</p>
<p><strong>&#8220;Abbiamo firmato un concordato</strong> ritirando l&#8217;eventuale causa con la vecchia proprietà dietro l&#8217;impegno della nuova occupazione &#8211; dicono i dipendenti in assemblea . Ma appena 20 giorni dopo la proprietà ha avviato le procedure di mobilità. In pratica non abbiamo più diritti sul pregresso e non ne abbiamo sul futuro&#8221;.</p>
<p><strong>La vicenda della Stagno è ormai annosa</strong>. L&#8217;ex casa di cura privata convenzionata, fra il 2007 e il 2009, con l&#8217;intervento della regione, venne riconvertita abbandonando in parte la destinazione originale. 46 posti letto vennero trasformati da posti per malati acuti a posti di lungo degenza.</p>
<p><strong>La Regione, però, non ha mai riempito i posti</strong> programmati ed i rimborsi stringati hanno causato un deficit consistente. Nel 2010 l&#8217;avvio della procedura di cessione del ramo d&#8217;azienda che viene rilevato in parte dalla Medisan di Vittoria, mentre due aziende sanitarie palermitane, la Maddalena e la Clinica Candela, rilevano il resto, dei 29 dipendenti, 22 devono essere ricollocati e sette accompagnati alla pensione. Tutti vanno in cassa integrazione in attesa del passaggio e firmano il concordato ma ora arriva la doccia fredda.</p>
<p><strong>I sindacati, che bocciano la procedure di messa in mobilità, chiedono ora un intervento della Regione nei confronti dell&#8217;amministrazione</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>mav</p>
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		<title>Palermo, i vigili urbani protestano contro il piano di riordino</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 11:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Calafiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[messina]]></category>
		<category><![CDATA[palermo]]></category>
		<category><![CDATA[proteste piano di riordino]]></category>
		<category><![CDATA[scaglione]]></category>
		<category><![CDATA[terzo]]></category>
		<category><![CDATA[Vigili Urbani]]></category>

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					<description><![CDATA[Protesta dei vigili urbani  a Palermo nella caserma di via Dogali. Gli agenti della polizia municipale dopo l'assemblea di questa mattina si riuniranno nuovamente dalle 17.30  alle 19 per contestare il nuovo piano di riordino del comando]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p>Protesta dei vigili urbani  a Palermo nella caserma di via Dogali. Gli agenti della polizia municipale dopo l&#8217;assemblea di questa mattina si riuniranno nuovamente dalle 17.30  alle 19 per contestare il nuovo piano di riordino del comando che &#8221; <strong>è irricevibile</strong> perché mette in crisi tutti i vigili urbani e non tutela i servizi ai cittadini&#8221;.  <strong>Lo afferma Nicola Scaglione</strong>, sindacalista della Cisl Funzione pubblica che aggiunge: &#8220;Contestiamo questo piano che non dà nessuna garanzia sull&#8217;effettivo maggiore impiego di unità per strada e una efficiente  operatività del Corpo. Ci scusiamo con la cittadinanza, per i disagi che si potrebbero creare, ma oggi siamo costretti a non garantire i nostri servizi&#8221;.</p>
<p><strong>Scaglione ha anche sottolineato che il nuovo piano:</strong> &#8220;E&#8217; una trasposizione di quello dell&#8217;ex comandante Purpura, che spezza il corpo in tre parti mettendo in crisi tutti i colleghi che dopo tanti anni di servizio nelle strade verrebbero riportati negli uffici.<strong> Ci sarà una riduzione del personale operativo. 900 unità svolgeranno i servizi</strong>, ma non è specificato cosa dovrebbero fare, mentre 500 uomini resteranno negli uffici, togliendo preziose risorse alla città. Tutte le organizzazioni sindacali hanno più volte interloquito con il comandante, ma dopo queste disposizioni siamo tutti scontenti. Non so quale sia l&#8217;intento del comandante, ma certamente questa non è la strada giusta&#8221;.</p>
<p>Sulla stessa linea di pensiero del sindacalista Cisl, anche<strong> Marcello Terzo,</strong> <strong>segretario provinciale Cub</strong>: &#8220;I lavoratori saranno molto penalizzati perché rischiano di perdere economicamente qualcosa che va dai 900 ai 1000 euro  non garantendo un servizio efficiente alla città a scapito dei cittadini. I colleghi che sono stati 20 anni in strada verranno riportanti negli uffici dell&#8217;amministrazione con una ingente perdita di denaro&#8221;.</p>
<p>“Io non sono una parte contrattuale. I sindacati devono interloquire con l&#8217;amministrazione comunale che si è prefissata degli obiettivi. Il mio obiettivo è il benessere psichico ed economico del corpo municipale. Il mio lavoro è teso a garantire che non si sprechino risorse economiche e che si garantiscano i servizi per la città. Non c&#8217;è un mio piano presentato. Io non voglio spaccare il comando in tre. Saranno i sindacati a stabilire il piano con l’amministrazione in base alle risorse che questa destinerà”. Lo dice <strong>Vincenzo Messina comandante della polizia municipale di Palermo</strong> in merito alle assemblee organizzate dai sindacati dei vigili urbani.</p>
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		<title>Classi speciali per i bambini autistici  Faraone: &#8220;No alla discriminazione&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 12:14:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[autismo]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[davide faraone]]></category>
		<category><![CDATA[palermo]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>

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					<description><![CDATA["L&#039;autismo ha bisogno di un sostegno e cura particolari - afferma il deputato nazionale del Pd - non di isolamento. Questa proposta si pone fuori dalla legge italiana sull&#039;integrazione dei bambini disabili a scuola".]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;La mozione approvata all&#8217;unanimità nella seduta dello scorso 22 maggio dal Consiglio comunale di Palermo per la costituzione di una scuola materna speciale per i bambini affetti da autismo ci riporta indietro di secoli.</strong> Questa proposta si pone fuori dalla legge italiana sull&#8217;integrazione dei bambini disabili a scuola che è una tra le più avanzate al mondo. Così aumenterebbe il grado di discriminazione e di allontanamento dal resto della società. L&#8217;autismo ha bisogno di un sostegno e cura particolari, non di isolamento o sezioni speciali&#8221;.</p>
<p><strong>Davide Faraone, deputato palermitano del Partito democratico, attacca il Consiglio comunale di Palermo contro la mozione presentata e votata all&#8217;unanimità sulla costituzione di una scuola materna per bambini affetta da sindrome autistica.</strong> &#8220;L&#8217;atto dichiara di basarsi sulle Linee Guida Siciliane del 2007 – spiega il deputato Pd &#8211; ma in quel caso non si parlava in nessun modo dell&#8217;istituzione di scuole speciali. Il Comune s&#8217;impegni, invece, ad assicurare i fondi per gli insegnanti di sostegno e per supportare le famiglie dei bambini autistici&#8221;. </p>
<p><strong>&#8220;In Parlamento ho già presentato un dettagliato progetto di legge</strong>, controfirmato da moltissimi deputati, – conclude Faraone – per sostenere i soggetti affetti da autismo e le loro famiglie e mi riservo di agire presso il ministro Carrozza anche per lo specifico della mozione di Palermo qualora dovesse avere seguito concreto&#8221;.</p>
<p>(dd)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Traffico di droga in Sicilia: tutti i nomi degli arrestati</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 09:22:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enna]]></category>
		<category><![CDATA[Caltanissetta]]></category>
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		<category><![CDATA[operazione antidroga nickname]]></category>
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		<category><![CDATA[traffico droga in sicilia]]></category>

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					<description><![CDATA[Tutti i nomi delle persone coinvolte nell'operazione antidroga "Nickname" della polizia di Enna che ha portato all'arresto di quaranta persone tra le province di Enna, Caltanissetta, Catania e Palermo]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Questi i nomi delle persone coinvolte nell&#8217;operazione antidroga &#8220;Nickname&#8221; della polizia di Enna che ha portato all&#8217;arresto di quaranta persone tra le province di Enna, Caltanissetta, Catania e Palermo:</strong> Pietro Cuccia, alias &#8220;Zio Giulio&#8221;, detto anche &#8220;Piero&#8221;, nato ad Enna, residente ad Agira 41 anni, Massimiliano Scaminaci, alias &#8220;Viddanu&#8221; e &#8220;Picuraru&#8221;, di Agira, 36 anni; Pietro Amato, nato ad Adrano, 23 anni; Francesco Balsamo, detto &#8220;Nino&#8221;, alias &#8220;cicaledda&#8221;, nato a Catania, 43 anni; Giuseppe Salvatore Bonanno , di Leonforte, 27 anni ; Sebastiano Buscemi, alias &#8220;u suopu&#8221;, nato a Leonforte, 27 anni; Giuseppe Cuccia, alias &#8220;Orzowei&#8221;, di Agira, 38 anni; Francesco Di Bua, nato ad Enna, 34 anni; Michele Angelo Fiscella, nato a Catania, 39 anni; G. S., nato a Leonforte, 19 anni, minorenne all&#8217;epoca dei fatti; Paolo Gazzo, alias &#8220;Barone&#8221;, di Agira, 40 anni; il fratello Filippo di Agira, 25 anni, Salvatore Liccardi, alias &#8220;Mandorlo&#8221; e &#8220;Tulipanu&#8221;, nato ad Agira, 42 anni; Enzo Minnì, alias &#8220;Enzo topo&#8221;, di Agira, 30 anni; Giuseppe Minnì, alias &#8220;peppe u topo&#8221;, di Agira, 37 anni; Maria Antonella Minnì, nata Leonforte, 27 anni; Mario Minnì, alias &#8220;Mario u Mazza&#8221;, di Agira , 51 anni; Michele Musumeci, nato a Catania, 47 anni; Mario Naceto, nato a Catania, 21 anni; il padre Sebastiano, detto &#8220;Nello&#8221;, nato a Catania, 47 anni; Angelino Naselli, nato ad Enna 37 anni; Francesco Pagano, alias &#8220;Cicciu u mattu&#8221; nato ad Agira , 37 anni; Venerina Palmisano, nata ad Agira, 46 anni; R. F., 20 anni, minorenne all&#8217;epoca dei fatti; Biagio Sambataro , detto &#8220;Gino&#8221;, nato Belpasso, 57 anni; Rosanna Signorelli moglie di Sebastiano Naceto e madre di Mario , nata a Catania, 41 anni; T. S., 20 anni, all&#8217;epoca dei fatti minorenne; C. C., nato a Leonforte, 20 anni, minorenne all&#8217;epoca dei fatti; Giovanni Arcidiacono, nato a Catania 41 anni.</p>
<p>Arresti domiciliari per B. M., nata a Enna, 18 anni, minorenne all&#8217;epoca dei fatti; Daniela Messina, nata in Germania, 38 anni; Filippo Muratore, alias &#8220;Moro&#8221;, nato a Catania, 25 anni; Francesco Musumeci, nato a Catania, 25 anni; Nicolò Prestifilippo Cirimbolo, detto &#8220;Nicola&#8221; o &#8220;Cola&#8221;, alias &#8220;u capizzuotu&#8221;, nato a Nicosia , 27 anni; Filippo Raccuglia, nato a Leonforte, 24 anni; Santa Rapisarda, nata a Catania, 43 anni; Ignazio Rubulotta, nato a Leonforte, 43 anni; Domenico Russo Papo, nato a Nicosia, 29 anni.</p>
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	<item>
		<title>Provenzano &#8220;sta male&#8221;: nuova richiesta di sospensione della pena</title>
		<link>http://palermo.blogsicilia.it/provenzano-sta-male-nuova-richiesta-di-s/195059/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 13:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oltre lo stretto]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[boss bernardo provenzano]]></category>
		<category><![CDATA[Carcere]]></category>
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		<category><![CDATA[tribunale di sorveglianza]]></category>

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					<description><![CDATA[Gli avvocati Rosalba Di Gregorio e Franco Marasà hanno chiesto al tribunale di sorveglianza di Bologna la sospensione dell'esecuzione della pena per Bernardo Provenzano, affetto da gravi problemi di salute.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p>Gli avvocati Rosalba Di Gregorio e Franco Marasà hanno chiesto al tribunale di sorveglianza di Bologna la sospensione dell&#8217;esecuzione della pena per Bernardo Provenzano, affetto da gravi problemi di salute.</p>
<p>Il boss corleonese, detenuto nel carcere di Parma, dal 7 giugno è di nuovo ricoverato all&#8217;ospedale della città emiliana, per un deficit cognitivo ormai cronico ma anche a causa di diverse altre patologie.</p>
<p>La precedente istanza di sospensione della pena è stata rigettata. Per i giudici &#8220;le condizioni di grave infermità fisica del detenuto&#8221; possono essere curate in ambiente carcerario. Si legge nell&#8217;istanza di sospensione pena che, &#8220;poichè Provenzano è ricoverato perchè affetto da un&#8217;infezione la cui eziologia è ignota, poichè le patologie hanno diminuito le sue difese immunitarie e l&#8217;ambiente carcerario non sterile ha portato all&#8217;insorgenza dell&#8217;infezione&#8221;, i legali hanno chiesto la sospensione della pena, &#8220;riservandosi ogni azione legale volta all&#8217;accertamento della responsabilità di chi ha disposto il suo rientro in carcere&#8221;.</p>
<p>im</p>
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	<item>
		<title>Inchiesta falsi invalidi a Modica No all&#8217;arresto di Leontini e Minardo</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 10:36:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ragusa]]></category>
		<category><![CDATA[gip di Modica]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta falsi invalidi Modica]]></category>
		<category><![CDATA[innocenzo leontini]]></category>
		<category><![CDATA[procuratore di Modica]]></category>
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		<category><![CDATA[tribunale della libertà di catania]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale della Libertà di Ragusa]]></category>
		<category><![CDATA[truffa all'inps]]></category>

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					<description><![CDATA[Sono Innocenzo Leontini, ex capogruppo del Pdl all&#8217;Ars, e l&#8217;esponenti del Pds, Riccardo Minardo i due politici per i quali il procuratore di Modica Francesco Puleo ha chiesto l&#8217;emissione di provvedimenti di custodia cautelare nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta su una presunta truffa all&#8217;Inps. Il gip Maria Rabini ha respinto la richiesta e la Procura si è<a href="http://ragusa.blogsicilia.it/inchiesta-falsi-invalidi-a-modica-no-allarresto-di-leontini-e-minardo/194923/" class="post-more"></a>]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sono Innocenzo Leontini, ex capogruppo del Pdl all&#8217;Ars, e l&#8217;esponenti del Pds, Riccardo Minardo</strong> i due politici per i quali il procuratore di Modica Francesco Puleo ha chiesto l&#8217;emissione di provvedimenti di custodia cautelare nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta su una presunta truffa all&#8217;Inps. Il gip Maria Rabini ha respinto la richiesta e la Procura si è appellata. Le misure cautelari sono state richieste anche per un&#8217;altra dozzina di indagati nell&#8217;indagine che coinvolge almeno un centinaio di persone per la concessione di pensioni di invalidità &#8220;taroccate&#8221;.</p>
<p><strong>Il Procuratore Puleo, dopo il rigetto del gip, ha fatto ricorso ai giudici del tribunale della libertà di Ragusa</strong> per gli aspetti finanziari relativi alla vicenda, ovvero il sequestro patrimoniale ad alcuni indagati, e a quelli di Catania per riproporre la richiesta degli ordini di custodia cautelare. I giudici di Ragusa dovrebbero decidere entro le prossime ore. Da Catania, invece, il verdetto dei giudici d&#8217;appello è atteso entro la fine del mese.</p>
<p>Secondo gli accertamenti della Guardia di Finanza, le commissioni mediche dell&#8217;Inps sarebbero state composte da uomini fidati che avrebbero falsato i risultati delle procedure per la concessione delle pensioni di invalidità.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>All&#8217;ex re dei supermercati Scuto  dissequestrata parte del patrimonio</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 12:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Brunic</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale del riesame catania]]></category>

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					<description><![CDATA[Annullata una parte del provvedimento del sequestro di beni riconducibili all'imprenditore Sebastiano Scuto. Si tratta delle quote di due societa' minori che sarebbero entrate a fare parte del patrimonio familiare senza essere oggetto di indagini da parte della Procura.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Tribunale del riesame di Catania ha annullato una parte del provvedimento del sequestro di beni riconducibili all&#8217;imprenditore Sebastiano Scuto. Si tratta delle quote di due società minori che sarebbero entrate a fare parte del patrimonio familiare senza essere oggetto di indagini da parte della Procura. Le quote delle due società, in particolare, non facevano parte del provvedimento che era stato disposto dal Gip in sede preliminare e richiamato nella sentenza di secondo grado.</p>
<p style="text-align: justify;">Il &#8216;re dei supermecati&#8217; in Sicilia, il 18 aprile scorso, è stato condannato a 12 anni dalla Corte d&#8217;appello di Catania per associazione mafiosa. Il sequestro preventivo, eseguito il 15 maggio scorso dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, era stato disposto dalla prima sezione penale della Corte d&#8217;appello su richiesta del Procuratore generale, Giovanni Tinebra. Sigilli sono stati posti a beni per diverse centinaia di milioni di euro. Il dissequestro riguarda una piccola parte del patrimonio.</p>
<p style="text-align: justify;">In primo grado, il 16 aprile del 2010, la seconda sezione penale del Tribunale di Catania aveva assolto Scuto dall&#8217;accusa di avere gestito a Palermo centri commerciali in comune con i boss Bernardo Provenzano e i fratelli Lo Piccolo.</p>
<p style="text-align: justify;">La difesa dell&#8217;imprenditore ha sempre sostenuto che il &#8216;re dei supermercati&#8217; in Sicilia avrebbe agito da &#8221;vittima di estorsioni da parte delle mafia&#8221; e che &#8221;pagava il clan per evitare ritorsioni personali&#8221;.</p>
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		<title>Pronto Tim? No, carabinieri</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 12:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Markez</dc:creator>
				<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[112]]></category>
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		<category><![CDATA[controllo credito]]></category>
		<category><![CDATA[deviazione di chiamata]]></category>
		<category><![CDATA[tim]]></category>

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					<description><![CDATA[Chiami il 119, il servizio per i clienti Tim da Palermo e ti rispondono i carabinieri. Una deviazione di chiamata che succede qualche volta, solo che oggi, come confermano gli stessi militari, si è ripetuta con molta frequenza.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p>Chiami il 119, il servizio per i clienti Tim da Palermo e ti rispondono i carabinieri. Una deviazione di chiamata che succede qualche volta, solo che oggi, come confermano gli stessi militari, si è ripetuta con molta frequenza.</p>
<p>&#8220;Avevo intenzione di controllare il credito, scegliere una nuova tariffa e chiedere spiegazioni su nuovi servizi ma ben tre volte mi hanno risposto i carabinieri &#8211; racconta un utente palermitano &#8211; La terza volta mi sono presentato. Ho spiegato cosa era successo per evitare che i militari pensassero che fossi un poco di buono&#8221;.</p>
<p>Dall&#8217;altro lato della cornetta però è arrivata tanta comprensione. “Non è la prima volta che si verifica, mi ha detto il carabiniere del 112 – racconta l’utente – Oggi queste strane deviazioni si sono ripetute con maggiore frequenza. Anche i militari hanno segnalato il disguido a Tim”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Finti operai Amap si aggirano in città  L&#8217;azienda: &#8220;Non fateli entrare a casa&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 11:09:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[amap]]></category>
		<category><![CDATA[finti operai]]></category>
		<category><![CDATA[palermo]]></category>

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					<description><![CDATA[“In caso di sospetto inquinamento in una particolare zona – si legge in una nota – la verifica viene effettuata al punto di consegna dell’acqua, cioè all&#039;esterno delle case, a meno che non vi sia una richiesta dell’utente".]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Finti operai dell&#8217;Amap bussano alla porta di ignari cittadini per effettuare non meglio precisati controlli. Accade a Palermo, dove l&#8217;ex azienda acquedotti lancia l&#8217;allerta ai cittadini</strong>: &#8220;A seguito di segnalazioni di alcuni utenti circa la richiesta di accesso, nelle abitazioni singole o condominiali, da parte di persone che si qualificano come &#8216;addetti&#8217; dell&#8217;Amap per effettuare verifiche e controlli sulla qualità dell&#8217;acqua di rubinetto a causa di sospetto inquinamento &#8211; si legge in una nota &#8211; l&#8217;Amap informa che i suoi tecnici operano normalmente con verifiche di routine nei vari punti &#8216;dedicati&#8217; della città, fontanelle e altre prese d&#8217;acqua pubbliche&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;In caso di sospetto inquinamento in una particolare zona &#8211; prosegue la nota &#8211; la verifica dei tecnici dell&#8217;Amap viene effettuata al punto di consegna dell&#8217;acqua</strong>, cioè al contatore delle singole abitazioni o dei vari condomini, quindi all&#8217;esterno e mai dentro le case, a meno che non vi sia una espressa richiesta dell&#8217;utente, alla quale si dà corso in maniera concordata e con preciso appuntamento&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;azienda inoltre diffida chiunque a presentarsi, in nome e per conto dell&#8217;Amap, nelle abitazioni degli utenti</strong>. Per qualsiasi informazione sono a disposizione degli utenti due recapiti telefonici: 091-279111 (risponditore automatico) o il numero verde 800-915333 (esclusivamente da telefono fisso).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Staminali, Lorenzin firma il decreto Vannoni: &#8220;Sperimentazione a rischio&#8221;</title>
		<link>http://palermo.blogsicilia.it/staminali-lorenzin-firma-il-decreto-vannoni-sperimentazione-a-rischio/195022/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 13:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veronica Femminino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oltre lo stretto]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[beatrice lorenzin]]></category>
		<category><![CDATA[cellule staminali mesenchimali]]></category>
		<category><![CDATA[davide vannoni]]></category>
		<category><![CDATA[spedali civili di brescia]]></category>
		<category><![CDATA[sperimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[stamina]]></category>

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					<description><![CDATA[Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ha annunciato stamane di aver firmato il decreto per l'avvio della sperimentazione del metodo Stamina basato su cellule staminali trattate con il protocollo messo a punto da Davide Vannoni. Ma a 12 giorni dall'inizio della presunta sperimentazione, dal Ministero della Salute nessuno ha contattato Stamina, il protocollo non è stato ancora consegnato né è stata fissata la data del primo incontro con Vannoni.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ha annunciato stamane di aver firmato il decreto per l&#8217;avvio della sperimentazione del metodo Stamina</strong> basato su cellule staminali trattate con il protocollo messo a punto da Davide Vannoni.<br />
Una notizia diffusa con toni trionfalistici. <strong>Per la Lorenzin infatti &#8220;è tutto pronto per partire come previsto con la sperimentazione il primo luglio&#8221;.</strong></p>
<p>Sarà davvero così? Sembrerebbe di no. Lo conferma Pietro Crisafulli, vicepresidente del Movimento Vite Sospese che poco dopo la firma del decreto ha avuto un colloquio telefonico con Davide Vannoni.<br />
<strong>Il fondatore di Stamina ha così commentato: &#8220;Loro se la cantano e se la suonano&#8221;. Dal Ministero della Salute infatti, nessuno ha ancora contattato Vannoni e il suo staff. Il protocollo Stamina non è stato ancora consegnato né è stata fissata la data del primo incontro.</strong></p>
<p>Insomma, si naviga a fari spenti. Alla sperimentazione, che sulla carta dovrebbe durare 18 mesi, presiederà un comitato scientifico che deve in prima analisi individuare le malattie per le quali l&#8217;infusione di cellule staminali potrà essere testata.</p>
<p>Ma a dodici giorni dal presunto avvio della sperimentazione non si conosce ancora la lista delle call-factory che produrranno le staminali, né le patologie ammesse a sperimentazione.<br />
<strong>La posizione di Vannoni è chiara, in attesa della convocazione dal Ministero della Salute, precisa che il protocollo verrà fornito solo a determinate condizioni e a patto che la produzione di staminali venga fatta dai biologi di Stamina.</strong></p>
<p>Deluso anche Pietro Crisafulli. &#8220;Questa notizia &#8211; dice &#8211; è l&#8217;ennesima illusione per i malati e le loro famiglie che soffrono moltissimo. Continuano a telefonarmi dicendomi che vogliono curarsi, gioiscono per la firma del protocollo. <strong>Non a tutti è chiaro che la sperimentazione non potrà mai partire dal 1 luglio e che saranno pochissime le persone ammesse al trattamento terapeutico.</strong> Il Ministero della Salute non ha alcuna intenzione di curare la gente, il decreto è una presa in giro&#8221;.</p>
<p>Il vicepresidente del Movimento Vite Sospese, lancia poi l&#8217;ennesimo appello alla politica siciliana: &#8220;Per favore sbrigatevi stanno morendo tante persone. La Sicilia è a statuto speciale scavalchiamo la legge &#8220;infame&#8221; creata attorno alla vicenda delle staminali. Per favore, gli Spedali Civili di Brescia stanno scoppiando, le liste d&#8217;attesa sono infinite&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ato rifiuti, Regione e sindacati  verso la firma dell&#8217;accordo quadro</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 18:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[ato rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[comuni]]></category>
		<category><![CDATA[fit cisl]]></category>
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		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[uiltrasporti]]></category>

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					<description><![CDATA[<strong>Sarà firmato a breve l'accordo quadro fra Regione e sindacati sulla vertenza degli Ato rifiuti che coinvolge circa 12 mila lavoratori.</strong> A stabilire le linee di principio guida del testo sono state oggi pomeriggio le parti sociali  Cgil, Fit-Cisl e Uil insieme all'assessore all'Energia Marino nel corso della riunione del tavolo permanente, che era stato istituito la scorsa settimana.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà firmato a breve l&#8217;accordo quadro fra Regione e sindacati sulla vertenza degli Ato rifiuti che coinvolge circa 12 mila lavoratori. A stabilire le linee di principio guida del testo sono state oggi pomeriggio le parti sociali  Cgil, Fit-Cisl e Uil insieme all&#8217;assessore all&#8217;Energia Marino nel corso della riunione del tavolo permanente, che era stato istituito la scorsa settimana.</p>
<p><strong>Tutela di tutti i lavoratori e la loro continuità di servizio la parola d&#8217;ordine sia per i sindacati sia per la Regione</strong>. “Abbiamo condiviso l&#8217;idea di firmare un accordo quadro con il principale obiettivo – spiegano i tre segretari regionali di Fit Cisl Ambiente, Fp Cgil e Uiltrasporti <strong>Dionisio Giordano</strong> , <strong>Claudio Di Marco</strong> e <strong>Gianni Acquaviva</strong> – per precisare e mettere nero su bianco la priorità della <strong>tutela dei livelli occupazionali sia in caso di istituzione delle Srr</strong> , <strong>degli Aro</strong> <strong>e rispetto a tutte le situazioni emergenziali e certificare così che il bacino dei lavoratori che dovranno continuare a svolgere il servizio è quello relativo alla ricognizione al 31 dicembre 2012</strong>”.</p>
<p>“Punto importante e fondamentale – commentano i tre segretari – perché toglie a qualche primo cittadino, che ne aveva intenzione, l&#8217;idea, attraverso l&#8217;uso di fantomatiche cooperative o nuove assunzioni, di portare avanti la propria politica sulla pelle di chi ormai da anni è chiamato a ripulire i comuni dell&#8217;Isola , tutti i lavoratori degli attuali Ato della Sicilia”.</p>
<p>L.A.</p>
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		<title>Crisi Valtur: ennesima fumata nera  Il villaggio di Pollina chiude i battenti</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 16:28:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Loredana Ales</dc:creator>
				<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[finale di pollina]]></category>
		<category><![CDATA[Unicredit]]></category>
		<category><![CDATA[valtur]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>Ancora una fumata nera per il villaggio Valtur di Finale di Pollina in provincia di Palermo</strong>. L’ennesimo tavolo al ministero dello Sviluppo economico, di questa mattina, non sblocca la vicenda che ormai dal 7 maggio è all'attenzione del MISE che sta analizzando l'istanza presentata dai commissari straordinari circa il bando di vendita di Valtur in amministrazione straordinaria da ottobre del 2011.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ancora una fumata nera per il villaggio Valtur di Finale di Pollina in provincia di Palermo</strong>. L’ennesimo tavolo al ministero dello Sviluppo economico, di questa mattina, non sblocca la vicenda che ormai dal 7 maggio è all&#8217;attenzione del MISE che sta analizzando l&#8217;istanza presentata dai commissari straordinari circa il bando di vendita di Valtur in amministrazione straordinaria da ottobre del 2011.</p>
<p><strong>Secondo quanto riferito dai sindacati, il gruppo Oro Vacanze avrebbe presentato un piano industriale per l’acquisizione di alcuni villaggi turistici tra i quali però non rientra il villaggio di Pollina fuori perimetro</strong>. Sulla struttura turistica del Palermitano incombe anche un contenzioso in atto tra Invitalia e Unicredit Leasing e quindi fuori dal perimetro delle vendite. Da parecchi anni, infatti, è in corso un giudizio civile che dovrà stabilire se il sito è di proprietà di Invitalia o Unicredit Leasing.</p>
<p><strong>“Sia Inviatalia che Unicredit – fanno sapere i sindacati – non si opporranno ai soggetti che saranno interessati all’acquisizione del villaggio”.</strong></p>
<p><strong>Ad oggi, dunque, la situazione del villaggio turistico non cambia. Quest’anno il Valtur di Pollina non aprirà i battenti</strong>. La decisione è stata presa dai commissari straordinari che guidano il colosso del turismo italiano in stato di insolvenza dal 2011. Rimangono senza lavoro più di 100 dipendenti diretti, numero che cresce a dismisura se si contano anche le aziende che per circa 40 anni hanno fondato la propria attività sul villaggio turistico.</p>
<p>“Se fossi un semplice Sindaco di provincia – <strong>dichiara il sindaco di Pollina Magda Culotta</strong> &#8211; come ce ne sono altri, e non avessi fatto leva sul mio ruolo istituzionale di rappresentate parlamentare, non avrei avuto, come invece è accaduto, immediatamente ascolto dal Ministro Zanonato in persona, che mi ha messo a disposizione la struttura ministeriale e la competenza di Invitalia. <strong>Rimane forte l&#8217;impegno da parte del Ministero di verificare, una volta definita la procedura, la disponibilità da parte dell&#8217;acquirente di gestire anche la struttura di Pollina</strong>, o di trovare con l&#8217;ausilio di Invitalia una soluzione alternativa. Il Governo Regionale, informato nei suoi assessori competenti e nella persona del Governatore rimane in un incomprensibile silenzio, mentre i lavoratori attendono impegno e risposte”.</p>
<p><strong>Valtur, tour operator italiano che faceva capo alla famiglia Patti, il 13 ottobre 2011 aveva depositato l’istanza per richiedere l’amministrazione straordinaria (Legge Marzano) a causa dei troppi debiti.</strong> L’Azienda. Che ha circa 2mila dipendenti, ha particolarmente risentito della crisi dei Paesi del Maghreb che ha limitato i flussi turistici in Tunisia ed Egitto, e, nonostante le 22 strutture recettive in Italia e all’estero e un fatturato di circa 200 milioni di euro, ha un indebitamento di 303,6 milioni di euro. La Valtur ha circa 2mila dipendenti in Italia.</p>
<p>“Bisogna fare chiarezza sulla vicenda – <strong>dichiara a BlogSicilia Mimma Calabrò</strong>, segretario regionale Fisascat Cisl Sicilia. La vicenda Valtur è un continuo rimpallo di responsabilità. La Regione deve spingere sulla questione del villaggio Valtur di Pollina. <strong>Noi come Cisl chiederemo, proprio perché il villaggio di Pollina è fuori perimetro, di presentare un&#8217;interlocuzione specifica al Ministero e di intraprendere un dialogo con tutti i soggetti interessati</strong>. Non possiamo far si che una delle perle del turismo siciliano, al quale tra l’altro è legato tutto l’indotto e che costituisce una grande risorsa per l’economia madonita, cessi si esistere”.</p>
<p>“<strong>Chiedo – continua il sindaco &#8211; al presidente della Regione Siciliana un impegno in prima persona sulla vicenda</strong>. L&#8217;obiettivo da raggiungere è scongiurare la chiusura e la perdita di posti di lavoro e l&#8217;ennesima batosta ad un settore già in crisi come quello turistico”.</p>
<p><strong>Prossimo incontro al ministero dello Sviluppo economico nei prossimi giorni.</strong></p>
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		<title>Fiat Termini: tute blu allo sbando  Ancora nessuna convocazione</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 17:46:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[fiat]]></category>
		<category><![CDATA[fiat termini]]></category>
		<category><![CDATA[fiom]]></category>
		<category><![CDATA[roberto mastrosimone]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>Sono ancora in attesa della convocazione da parte di Crocetta le tute blu dell’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese. </strong>Dopo le proteste dei giorni scorsi che hanno visto coinvolti i lavoratori prima in un sit-in davanti Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione e poi oggi davanti il municipio di Termini, ancora nessuna risposta per il polo industriale palermitano.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sono ancora in attesa della convocazione da parte di Crocetta le tute blu dell’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese. </strong>Dopo le proteste dei giorni scorsi che hanno visto coinvolti i lavoratori prima in un sit-in davanti Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione e poi oggi davanti il municipio di Termini, ancora nessuna risposta per il polo industriale palermitano.</p>
<p><strong>Il tanto atteso vertice con il governatore </strong>riveste una particolare importanza in vista  prossima apertura del tavolo tecnico a Roma con il ministro delle Attività produttive, <strong>Flavio Zanonato</strong>.</p>
<p>I<strong> </strong><strong>2200 operai dell’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese, che insieme ai lavoratori dell’indotto costituiscono un bacino di circa 3 mila lavoratori, </strong><strong>attendono ancora risposte sul processo di reindustrializzazione del polo termitano</strong>.  Nessuna proposta concreta è stata ancora avanzata per il rilancio dello stabilimento e dell’indotto e nessun piano industriale è stato presentato. Dopo la proposta di Dr Mortor, la casa automobilistica molisana che doveva operare in partnership con Chery, colosso dell’auto cinese, poi bocciata dal ministero, oggi per l’ex Fiat di Termini solo parole.</p>
<p>“Non ce la facciamo più – dichiara a <strong>BlogSicilia Roberto Mastrosimone</strong>, segretario regionale Fiom -. Da quattro anni ormai andiamo avanti a furia di incontri. Siamo passati dal governo Lombardo al governo Crocetta, da ben quattro ministri Scaiola, Romano, Passera e Zanonato senza nessun risultato. Siamo stanchi di passare da un tavolo a un altro, vogliamo soluzioni concrete per lo stabilimento di Termini”.</p>
<p><strong>Altro problema è la cassa integrazione in deroga che scadrà il 31 dicembre prossimo per la quale i lavoratori chiedono il prolungamento</strong>.</p>
<p>“Non facciamo un incontro con il ministero dallo scorso 5 ottobre – continua Mastrosimone -. Apprendiamo le notizie solo dalla stampa, esigiamo delle risposte concrete perché il licenziamento è dietro l’angolo. E’ importante però precisare che la vertenza non interessa solo il governo regionale e nazionale ma anche la Fiat. Nell’accordo sottoscritto nel 2011 con la casa torinese era stato precisato il fatto che sarebbero state trovate delle soluzioni alternative. La Fiat deve dirci se vuole licenziarci tutti o favorire direttamente o indirettamente soluzioni altenative. Per noi la soluzione non è la convocazione da parte di Crocetta. L’obiettivo è la soluzione del problema&#8221;.</p>
<p>L.A.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ragusa, Beppe Grillo raddoppia: due giorni al fianco di Federico Piccitto</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 08:54:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ragusa]]></category>
		<category><![CDATA[ballottaggio ragusa]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Piccitto]]></category>
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		<category><![CDATA[ragusa]]></category>

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					<description><![CDATA[Il leader del M5S sarà in città con un giorno d'anticipo per sostenere Federico Piccitto nel ballottaggio di domenica e lunedì prossimi. Arriverà domani mattina e resterà fino alla chiusura di venerdì. Previsti incontri con la gente e momenti conviviali.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Beppe Grillo sbarca a Ragusa con un giorno d&#8217;anticipo per sostenere la candidatura a sindaco di Federico Piccitto nel ballottaggio di domenica e lunedì prossimi. </strong>Il fondatore del Movimento Cinque Stelle sarà nella città iblea  domani mattina e non venerdì come comunicato in un primo momento.</p>
<p>Il comico genovese resterà a Ragusa fino alla sera di venerdì. Dalle indiscrezioni, Grillo sarebbe intenzionato a cambiare strategia di comunicazione che non prevederebbe alcun comizio. Voci confermate in parte dalla nota ufficiale con cui i grillini ragusani annunciano l&#8217;arrivo in città del loro leader.  &#8221;Numerose le iniziative in via di definizione: incontri e confronti, momenti conviviali e festa di chiusura della campagna elettorale&#8221; si legge nella nota dei Cinque Stelle che entro stasera definiranno il programma ufficiale della due giorni iblea di Beppe Grillo.</p>
<p>Ragusa è l’unico comune capoluogo siciliano dove i Cinque stelle sono riusciti ad arrivare al secondo turno. Ovvio che Grillo punti molto sul risultato della città iblea per ridare fiato al Movimento uscito ridimensionato dalle ultime Amministrative. Piccitto se la dovrà vedere con Giovanni Cosentini.</p>
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		<title>Reale: &#8220;Garozzo vicino alla mafia&#8221;  La replica: &#8220;Accuse vergognose&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 15:08:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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					<description><![CDATA["<strong>L’avvocato Reale può inventarsi qualsiasi storiella, ma per fortuna i fatti dicono altro</strong>”. <strong>Giancarlo Garozzo</strong>, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra, replica duramente a <strong>Ezechia Paolo Reale</strong>, candidato di cinque liste civiche al ballottaggio per il comune di Siracusa.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>L’avvocato Reale può inventarsi qualsiasi storiella, ma per fortuna i fatti dicono altro</strong>”. <strong>Giancarlo Garozzo</strong>, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra, replica duramente a <strong>Ezechia Paolo Reale</strong>, candidato di cinque liste civiche al ballottaggio per il comune di Siracusa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il candidato renziano del Pd risponde a muso duro alle accuse di Reale di avere contatti con la mafia. &#8220;Le accuse di contiguità con la mafia sono di una gravità inaudita e squalificano il mio avversario umanamente e politicamente”.“Essere accostati ad una organizzazione criminale, responsabile dei peggiori attentati alla democrazia e alla libertà di questo paese è un fatto gravissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">“La mia esperienza politica &#8211; prosegue Garozzo &#8211; in questa città è stata all’insegna delle battaglie per la legalità e per i più deboli, mentre Reale sedeva su una comoda poltrona dell’assessorato, pianificava il PRG che ha permesso la distruzione di Siracusa e guidava la maggioranza di centrodestra sulle osservazioni al Piano Regolatore Generale dando indicazioni di voto”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Reale è uno dei responsabili e dei protagonisti delle passate amministrazioni e ora vuole far credere di essere altro”. “Attaccare come ha fatto ieri, paragonandomi a un burattino manovrato da Gino Foti è molto offensivo, e non certo per l’accostamento a Foti, ma perché io, a differenza dell’avvocato Reale, non sono manovrabile e la mia esperienza come capogruppo Pd in Consiglio Comunale ne è la riprova”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Accanirsi contro quattro ultraottantenni, di cui uno in precarie condizioni di salute – continua Garozzo &#8211; è squallido e richiama atteggiamenti squadristi per nulla vicini a quella matrice cattolica sbandierata dai Vinciullo e dai Mangiafico”. “La nostra coalizione, a differenza della loro, non ha fatto apparentamenti. La mia giunta sarà libera e svincolata dalle logiche del potere”. “Se pezzi di partiti e di movimenti, hanno deciso di appoggiarmi, non sarò certo io a rifiutare i loro voti. Il voto è un diritto del cittadino e chiunque è libero di esprimerlo come vuole”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Da parte mia posso garantire che non ci sono accordi e che non ho alcuna intenzione di distribuire poltrone di sottogoverno a chi ha avuto responsabilità nelle precedenti amministrazioni”. “I cittadini di Siracusa – conclude Garozzo – conoscono la storia e sanno a chi attribuire le responsabilità per la situazione in cui è costretta la città. Gli speculatori non stanno con noi, ma sono da un’altra parte”.</p>
<p style="text-align: justify;">Domani è previsto il primo confronto pubblico fra i due candidati al ballottaggio, ma Garozzo non vuole &#8220;sedere allo stesso tavolo con chi si rende responsabile di tali dichiarazioni&#8221; e in assenza di pubbliche scuse e di pubbliche ritrattazioni, ha deciso di non partecipare al confronto organizzato associazioni Libera Discussione e La Città Sociale – Conoscere per Deliberare.</p>
<p style="text-align: justify;">“Ci scusiamo con gli organizzatori e gli associati &#8211; conclude il renziano &#8211; nonché con tutti i cittadini e gli organi di informazione, ma non possiamo sottovalutare la gravità delle accuse mosseci dai nostri avversari”. “Senza una ritrattazione immediata di queste accuse infamanti – conclude Garozzo &#8211; vengono meno le condizioni minime di civiltà e rispetto che stanno alle base di un confronto pubblico per la città&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Messina, il Pdl non si schiera  Garofalo: &#8220;Opposizione responsabile&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 07:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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					<description><![CDATA[Dopo la sconfitta elettorale al primo turno alle comunali, il Popolo delle Libertà riparte dalla debaclé elettorale,e che ha visto il candidato <strong>Enzo Garofalo</strong> non raggiungere il secondo turno, per ricostruire il partito sul territorio sostenendo il voto libero e di coscienza per i propri elettorali. Dunque nessuna indicazione di voto.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo la sconfitta elettorale al primo turno alle comunali, il Popolo delle Libertà riparte dalla debaclé elettorale,e che ha visto il candidato <strong>Enzo Garofalo</strong> non raggiungere il secondo turno, per ricostruire il partito sul territorio sostenendo il voto libero e di coscienza per i propri elettorali. <strong>Dunque nessuna indicazione di voto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> All&#8221;istituto Cristo Re è stata convocata una riunione della coalizione di centro destra con eletti, candidati e simpatizzanti per discutere del risultato elettorale ottenuto il 9 e 10 giugno scorso e del ballottaggio di domenica e lunedì prossimi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso dell&#8217;incontro, aperto dal candidato a sindaco della coalizione di centrodestra, <strong>Enzo Garofalo</strong>, si sono analizzate le cause del dato elettorale partendo dal ruolo delle forze politiche che sono passate da una coalizione all&#8217;altra rispetto alla tornata elettorale del 2008.</p>
<p style="text-align: justify;">“La scelta dei cittadini &#8211; ha evidenziato Garofalo &#8211; è stata quella di attribuirci il ruolo di opposizione e noi lo eserciteremo dal 25 giugno con senso di responsabilità dando vita ad una opposizione costruttiva sui temi di interesse della città, una opposizione estranea al compromesso e che abbia a cuore solo il bene di Messina”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso dell&#8217;incontro si è discusso della necessità del centro destra di partire dal dato della sconfitta elettorale per ricostruire e programmare una struttura aperta e partecipata che lavori sui temi della città e crei le basi per la prossima tornata elettorale.</p>
<p style="text-align: justify;">In merito al ballottaggio dal centro destra nessuna indicazione di voto. “Gli elettori- hanno evidenziato i vertici del partito- saranno liberi di scegliere tra i due contendenti il male minore. Noi riaffermiamo la validità della nostra scelta accettando la sconfitta ma proponendoci fin da adesso di essere le sentinelle che vigileranno affinchè le promesse fatte in campagna elettorale siano mantenute”.<br />
In chiusura dell&#8217;incontro Garofalo ha lanciato infine l&#8217;appello ai candidati affinchè recepiscano alcuni punti del programma della coalizione di centro- destra.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare si chiede l&#8217;impegno a: riqualificare la zona falcata intervenendo sulla Regione affinchè sopprima l&#8217;Ente Porto e proceda in tempi rapidissimi alla demolizione dell&#8217;inceneritore; riconvertire la rada San Francesco per raggiungere l&#8217;obiettivo dei tir finalmente fuori dalla città; pedonalizzare alcune aree della città realizzando una ZTL che tenga conto delle esigenze dei residenti ma che consenta anche una mobilità sostenibile per passeggeri e merci; valorizzare i villaggi; recepire i principi di trasparenza legalità e partecipazione del programma di Garofalo sindaco.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Piazza Armerina, Pd per il &#8220;non voto&#8221;  Spaccatura con il Megafono</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 10:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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					<description><![CDATA[<strong>Il Partito democratico di Piazza Armerina verso il "non voto"</strong>. I democratici della cittadina dell'ennese hanno scelto di non schierarsi ne con <strong>Maurizio Prestifilippo</strong>, candidato del centrodestra, ne con <strong>Filippo Mirrodi</strong>. Dunque è spaccatura con Il Megafono che ha chiuso l'accordo con il Pdl.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il Partito democratico di Piazza Armerina verso il &#8220;non voto&#8221;</strong>. I democratici della cittadina dell&#8217;ennese hanno scelto di non schierarsi ne con <strong>Maurizio Prestifilippo</strong>, candidato del centrodestra, ne con <strong>Filippo Mirrodi</strong> decidendo di andare l&#8217;opposizione di chi diventerà sindaco. L&#8217;assemblea, riunita nella giornata di domenica, ha dunque invitato i suoi elettori a non votare per nessuno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dunque è spaccatura fra Pd e Megafono</strong>. La lista del governatore ha deciso, invece, di appoggiare Prestifilippo. Il candidato del centrodestra ha così siglato l&#8217;accordo in modo ufficiale con Il Megafono, apparentandosi con il leader provinciale del movimento, <strong>Ranieri Ferrara</strong>, rimasto fuori dal ballottaggio una settimana fa con 1021 voti. In caso di vittoria di Prestifilippo un assessorato andrà a Ferrara, ex segretario del Pd.</p>
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		<title>Disastro ambientale di Gela Minima la vigilanza sugli impianti</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 18:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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					<description><![CDATA[A Gela la vigilanza sull&#8217;impianto dell&#8217;Eni sarebbe ridotta al minimo. Sono stati lo stesso sindaco e l&#8217;Arpa ad ammetterlo nel corso dell&#8217;Audizione di oggi, davanti la commissione parlamentare Ambiente dell&#8217;Ars, riunita nella cittadina nissena per ascoltare l&#8217;azienda, le associazioni ambientaliste e le istituzioni sul caso dello sversamento in mare di greggio dal petrolchimico. “Le operazioni<a href="http://caltanissetta.blogsicilia.it/disastro-ambientale-di-gela-minima-la-vigilanza-sugli-impianti/195159/" class="post-more"></a>]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A Gela la vigilanza sull&#8217;impianto dell&#8217;Eni sarebbe ridotta al minimo</strong>. Sono stati lo stesso sindaco e l&#8217;Arpa ad ammetterlo nel corso dell&#8217;Audizione di oggi, davanti la commissione parlamentare Ambiente dell&#8217;Ars, riunita nella cittadina nissena per ascoltare l&#8217;azienda, le associazioni ambientaliste e le istituzioni sul caso dello sversamento in mare di greggio dal petrolchimico.</p>
<p><strong>“Le operazioni fatte dopo l&#8217;ultimo incidente, sono state solo di messa in sicurezza</strong>, primi interventi di recupero, ma non di bonifica, che è ben altra cosa. Il problema non è lo sversamento di qualche giorno fa, ma quello che è stato fatto negli ultimi 23 anni &#8211; dice il Presidente della Commissione Giampiero Trizzino &#8211; da quando, cioè, la zona è stata dichiarata a rischio ambientale dal Ministero prima e dalla Regione poi&#8221;.</p>
<p><strong>“Torneremo a Gela &#8211; aggiunge Trizzino</strong> – e in quell&#8217;occasione vorremo avere conto di cosa è stato fatto con i 40 miliardi di lire e gli 8 milioni di euro stanziati per il piano di risanamento, per il quale è stato pure costituito un ufficio speciale che ha chiuso i battenti il 31 dicembre scorso”.</p>
<p>“<strong>Denunciare i fatti, come bene ha fatto la Lipu</strong> &#8211; afferma la deputata 5 Stelle Valentina Palmeri – non è fare allarmismo, la ricerca di verità significa vero amore per il territorio. Vogliamo sapere cosa è successo e quali sostanze chimiche sono state usate per rimediare al danno. Abbiamo anche chiesto di farci avere i dati sull&#8217;incidenza delle malformazioni nella zona”.</p>
<p><strong>L&#8217;audizione di oggi ha visto la presenza di tantissimi cittadini</strong>. “E&#8217; la prova – dice la deputata 5 Stelle Angela Foti &#8211; del mutamento culturale in atto. La gente ora partecipa, vuole essere informata ed entrare anche nella programmazione degli interventi. Noi faremo di tutto per non lasciarla sola. E&#8217; per questo che torneremo a Gela al più presto”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>mav</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Stop alle trivelle nel Canale di Sicilia  Greenpeace e Regione contro l&#8217;Eni</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 09:19:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Stop alle trivelle nel Canale di Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>Continua la lotta contro le trivelle nel Canale di Sicilia, l’ecosistema più ricco di diversità biologica del
Mediterraneo. </strong>L’Eni vuole trivellare al largo della costa tra Agrigento e Licata, presentando una valutazione dei rischi incompleta e superficiale. Ieri Greenpeace, associazioni locali e del settore pesca e l’assessorato all’Ambiente della Regione Siciliana hanno presentato <strong>osservazioni contrarie al progetto di un pozzo esplorativo.</strong>]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Continua la lotta contro le trivelle nel Canale di Sicilia, l’ecosistema più ricco di diversità biologica del<br />
Mediterraneo. </strong>L’Eni vuole trivellare al largo della costa tra Agrigento e Licata, presentando una valutazione dei rischi incompleta e superficiale. Ieri Greenpeace, associazioni locali e del settore pesca e l’assessorato all’Ambiente della Regione Siciliana hanno presentato <strong>osservazioni contrarie al progetto di un pozzo esplorativo</strong>, Vela 1, alla Commissione di Valutazione di impatto ambientale (Via) del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare, incaricata di autorizzare le operazioni.</p>
<p>L&#8217;Eni propone di trivellare un fondale a oltre 700 metri di profondità, 30 chilometri circa al largo delle coste agrigentine, senza nemmeno valutare gli effetti di un possibile incidente rilevante sull’ecosistema marino e sulle attività di pesca dell’area, minimizzando numerosi altri impatti e presentando dati che cancellano la presenza di una rotta migratoria degli uccelli nell’area.</p>
<p>Il contributo di Greenpeace alle osservazioni presentate insieme alle associazioni è sintetizzato nel <a href="http://www.blogsicilia.it/wp-content/uploads/2013/06/I-vizi-di-Eni.pdf">rapporto “I vizi di Eni”</a>.</p>
<p>“Per la corsa all&#8217;oro nero le multinazionali del petrolio sono disposte a correre ogni tipo di rischio, dal Mediterraneo all&#8217;Artico. È vergognoso che ci vengano presentate valutazioni di bassa qualità, piene di mistificazioni e omissioni: sarebbe ancora più scandaloso che queste attività venissero autorizzate dal ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare”, afferma Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace. “L’Eni &#8211; aggiunge  - non ha appreso nulla dagli incidenti avvenuti poche settimane fa presso la raffineria di Gela e adesso ci propone esperimenti pericolosi in mare aperto”.</p>
<p>Eppure gli<strong> incidenti con massicce perdite di gas</strong> non sono così rari, tra i più citati quelli avvenuti nel Mare di Azov in Russia, con gravissime conseguenze sulle risorse ittiche. Anche nel Mediterraneo abbiamo dei precedenti, basti ricordare l’incendio della piattaforma Adriatic Iv, proprio di Eni (e Bp) al largo delle coste egiziane. <strong>Un incidente rilevante, con fughe di gas metano nel Canale di Sicilia avrebbe conseguenze disastrose, con notevoli impatti sull’ecosistema marino e sulle risorse della pesca</strong>.</p>
<p>L’area dove l’Eni vorrebbe trivellare è particolarmente importante per la <strong>riproduzione delle acciughe</strong>, una risorsa già in crisi che non sopporterebbe un incidente di questo tipo.</p>
<p>Quanto alle <strong>rotte di migrazione degli uccelli</strong>, secondo Greenpeace, l’Eni per le sue valutazioni utilizza una cartina divulgativa del Parco del Conero e ignora l’incredibile valenza per l’avifauna migratrice delle isole del Canale di Sicilia (in particolare Pantelleria e Lampedusa) e delle Zone a protezione speciale (Zps) istituite presso il litorale di Gela.</p>
<p>Il piano faunistico e venatorio 2013-2018 della Regione Siciliana presenta una cartina con una delle quattro rotte di migrazioni principali che passa praticamente sul sito dove si vorrebbe trivellare il pozzo Vega 1.</p>
<p>“Questi progetti sono una pura follia. È ora di decidere di tutelare le vere risorse del mare, la sua biodiversità e le risorse ittiche, vera fonte di reddito per le comunità locali, invece di svenderle ai petrolieri &#8211; conclude Monti. &#8211; Ci congratuliamo con la Regione Siciliana che anche questa volta ha mantenuto l’impegno di stare al fianco delle associazioni contro questa folle corsa alle trivelle davanti alle coste siciliane”.</p>
<p>Oltre a Greenpeace e alla Regione Siciliana sono state inviate osservazioni da: Lega Navale sezione di Sciacca, Italia Nostra sezione di Sciacca, Associazione l&#8217;AltraSciacca (come Comitato Stoppa la Piattaforma), Acgi-Agrital Sicilia, Lega Pesca Sicilia, Associazione Apnea Pantelleria.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Mare pulito, in Sicilia balneabile l&#8217;89,93 per cento delle acque</title>
		<link>http://palermo.blogsicilia.it/mare-pulito-in-sicilia-balneabile-l8993-per-cento-delle-acque/195063/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 14:19:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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					<description><![CDATA[La qualità delle acque di balneazione nel nostro Paese migliora: +4,7% rispetto al 2012, il 96,6% è risultato a norma. A Emilia Romagna e Veneto la "palma" per il mare migliore.]]></description>
							<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In Sicilia l&#8217;89,93% della superficie marina è balneabile.</strong> Il dato emerge dal rapporto annuale del ministero della Salute sulla qualità delle acque di balneazione. Il report si basa sulle rilevazioni eseguite dalle Regioni in 5.509 punti di balneazione sparsi in tutta Italia, di cui 4.880 costieri e il resto lacustri o fluviali: più di un quarto di tutti quelli registrati in Europa.</p>
<p><strong>A Emilia Romagna e Veneto va quest&#8217;anno, la &#8220;palma&#8221; per le migliori acque di balneazione marine. </strong>Queste due Regioni hanno, infatti, il 100% di acque conformi ad un livello &#8220;eccellente&#8221;. I punti di balneazione peggiori sono invece per le zone costiere quelli dell&#8217;Abruzzo (la percentuale di conformità è dell&#8217;84.75%) e per le zone interne quelli del Lazio (sono conformi per il 75%). </p>
<p><strong>La qualità delle acque di balneazione nel nostro Paese migliora: +4,7% rispetto al 2012, il 96,6% è risultato a norma.</strong>. La classificazione delle acque è definita sulla base delle concentrazioni di Enterococchi intestinali ed Escherichia coli come riportato nella Direttiva 2006/7/CE. Sessantuno le acque di balneazione (1,3%) che sono invece risultate non conformi al valore obbligatorio per gli Escherichia coli rispetto alle 21 nel 2011, che rappresenta un aumento dello 0,9%.</p>
<p><strong>Spiccano alcune differenze, sia pure lievi, tra le varie regioni</strong>: ad esempio, la Sardegna totalizza una percentuale pari al 92,73% di acque marine ad un livello &#8220;eccellente&#8221; sulla base dei parametri delle analisi svolte; percentuale inferiore a quella, ad esempio, di Emilia Romagna e Veneto (che raggiungono il 100%). Tale differenza &#8220;in negativo&#8221;, riscontrabile anche per altre regioni note per le loro spiagge come la Sicilia, ha però una spiegazione: &#8220;Innanzitutto &#8211; rileva il direttore dipartimento Prevenzione del ministero della Salute, Giuseppe Ruocco – va considerata, nella lettura dei dati, la maggiore o minore estensione costiera di una regione rispetto ad un&#8217;altra&#8221;, perché maggiore è l&#8217;area costiera più alta sarà la probabilità di contaminazioni.</p>
<p><strong>Per quanto riguarda i mari, queste, regione per regione, le percentuali di conformità per la balneazione in una classe giudicata &#8220;eccellente&#8221;</strong>: Abruzzo 49,15%; Basilicata 96,67%; Calabria 88,79%; Campania 70,57%; Emilia Romagna 100%; Friuli Venezia Giulia 91,23%; Lazio 63,14%; Liguria 81,77%; Marche 74,17%; Molise 75,76%; Sardegna 92,73%; Puglia 94,51%; Sicilia 89,93%; Toscana 90,16%; Veneto 100%. Queste invece le percentuali di conformità per la balneazione ad una classe &#8220;eccellente&#8221; in relazione alle acque interne (laghi e fiumi): Friuli Venezia Giulia 55,56%; Abruzzo 80%; Bolzano 92,31%; Lazio 68,61%; Lombardia 76,79%; Marche 28,57%; Piemonte 58,95%; Trento 81,58%; Umbria 95,24%; Veneto 98,63%; Toscana 87,50%. </p>
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