Ci eravamo abituati a vivere una città sicura, nella quale la microcriminalità era un triste ricordo e chiunque poteva liberamente circolare a qualunque ora, almeno nelle vie centrali.

Ci siamo invece ritrovati, nello spazio di qualche mese, a vivere in una città che sembra aver fatto un balzo indietro, in termini di sicurezza, di quasi 20 anni. Sono ripresi gli scippi, i furti d’auto, le aggressioni, le piccole rapine, gli appartamenti svaligiati e persino i borseggi:tutto come nella Palermo che pensavamo di esserci lasciati definitivamente alle spalle.

Martedì sera, di rientro dall’Ars, dove aveva appena finito di lavorare, nel cuore della città che vive 24 ore su 24, in piazza Bologni, una collega della nostra redazione è stata brutalmente scippata del suo i-phone da due ragazzi davanti allo sguardo attonito degli avventori dei tanti locali che insistono sulla storica piazzetta; il giorno di Santa Rosalia, prima e durante la processione, la fila dei borseggiati in questura e nei vari posti di polizia era simile a quella del tram nelle ore di punta, mentre le macchine, soprattutto quelle piccole e di facile riutilizzo, vanno via di notte come i gelati d’estate, anche in pieno centro e nel salotto della città, per non dire dei furti di benzina dalle auto in sosta.

E non parliamo di cosa accade allo Zen o nei quartieri storicamente a rischio, ma del bollettino di guerra che ogni giorno caratterizza la storia del centro storico e delle vie percorse in lungo e largo dai turisti, altre vittime privilegiate della recrudescenza criminosa.

Una città che non è sicura è una città la cui vivibilità viene meno e, soprattutto, una città che in termini di immagine subisce un colpo mortale con ricadute pesanti rispetto all’appeal turistico ed alla capacità di attrazione imprenditoriale e commerciale.

Sarà colpa della crisi e dell’aumento dei disperati che lottano ogni giorno per la sopravvivenza, sarà perché i duri colpi inferti alla mafia hanno fatto saltare gli equilibri criminali che vedevano la micro delinquenza cedere il passo ai grandi interessi della criminalità organizzata, sarà che le forze di polizia hanno ogni giorno sempre meno mezzi ed uomini sul territorio, ma il risultato finale resta un profondo senso di insicurezza diffuso tra i cittadini.

A oggi c’è una nuova priorità in città che investe ciascuno di noi, prima dei conti del Comune e del default della Regione: ridare la serenità a quanti scelgono di venire a Palermo ed a quanti ne sono orgogliosi cittadini. Senza sicurezza non c’è sviluppo, ma soprattutto non c’è futuro; né a Palermo, né altrove