Dopo l’apperllo dei sindacati anche il presidente del Cerisdi, Salvatore Parlagreco, si rivolge al governatore siciliano Rosario Crocetta, per invitarlo ad associare la Regione al Cerisdi al fine di dare all’Ente regione una struttura qualificata nel settore dell’alta formazione professionale, eliminare contributi e finanziamenti previsti da tre vigenti leggi regionali, realizzando cospicui risparmi, e preservare dall’incuria il Castello Utveggio, uno dei palazzi storici più prestigiosi della Sicilia, di proprietà della Regione siciliana.

Divenendo socio, la Regione potrebbe svolgere direttamente l’attività di formazione ed aggiornamento dei dirigenti regionali, finora affidata ad enti pubblici nazionali e multinazionali con una ingente spesa per la Regione siciliana, offrire ai giovani laureati, in collaborazione con l’Università di Palermo, l’opportunità di approfondire competenze e conseguire titoli utili ad un’attività lavorativa di alto livello senza dovere lasciare la Sicilia, e di assicurare, infine, con un nuovo assetto societario, la permanenza e la piena fruizione del Centro, patrimonio culturale della Sicilia e della città di Palermo.


Il presidente del Cerisdi ha incontrato, l’assessore regionale alla Pubblica istruzione e Formazione, Bruno Marziano
, e il presidente della Commissione Bilancio dell’Ars, Vincenzo Vinciullo, che hanno concordato sulla necessità di assicurare la permanenza ed il rilancio del Cerisdi attraverso i provvedimenti proposti. Gli organi di controllo hanno infatti chiesto la liquidazione del Centro, non più rinviabile, e mancano le risorse per assicurare condizioni di sicurezza e salubrità per l’esercizio dell’attività.

Il presidente del Cerisdi rivolge un caloroso invito al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e al sottosegretario alla Istruzione, Davide Faraone, ad adoperarsi, nell’ambito delle loro funzioni, perché il governo della Regione, l’Assemblea regionale e il Comune assumano provvedimenti utili ed urgenti per scongiurare la chiusura del Centro e del Castello Utveggio.

Va ricordato infine che in questo contesto, così delicato, purtroppo sono state diffuse, con grave pregiudizio per il Centro, notizie destituite di fondamento sulla conduzione dell’ente e insinuazioni sulla inerzia del personale, lesive della dignità del Presidente e delle persone inopinatamente ed ingiustamente coinvolte. A causa di ciò il presidente, ha dovuto, perciò, affidare immediatamente all’autorità giudiziaria l’accertamento dei fatti al fine di restituire verità ed onore alle persone coinvolte, al personale ed al Cerisdi.