Sul tema dei rifiuti, che è certamente fra i più delicati che ci troviamo ad affrontare in questo inizio di legislatura, il Governo Musumeci sta fino ad ora lavorando in perfetta continuità amministrativa e, ahimè anche di approccio mediatico, con il suo predecessore.”

Lo dichiara il deputato regionale Cateno De Luca, secondo il quale “ai pochi atti amministrativi di Musumeci che sembrano la fotocopia di quelli emessi da Crocetta, con l’emissione di continue ordinanze in deroga che non potranno mai essere rispettate ed avvicinano sempre più l’apertura di nuove procedure di infrazione europea, fa da sfondo il continuo rilancio di proclami sulla richiesta di poteri eccezionali senza che sia stato chiarito per cosa e come questi poteri dovrebbero essere utilizzati e derogando a quali normative.

L’unica cosa concreta – continua De Luca – che Musumeci ha proposto fino ad ora è stata la vecchia proposta della esportazione dei rifiuti all’estero, senza chiarire verso dove, con quali costi, con quali risorse e in che tempi, mentre l’emergenza si fa sempre più vicina, anzi per alcune comunità locali è già una realtà.
Per questo, oggi ho depositato una mozione che impegna il Governo a riferire in Aula, dove Musumeci dovrà dare molti chiarimenti su quello che vuole realmente fare e come intende farlo.
In ballo c’è la salute dei siciliani, la salubrità del territorio ed anche cospicui finanziamenti comunitari per oltre 160 milioni di euro, che ancora aspettano di essere rendicontati dalla precedente programmazione 2007-2013.
Da Musumeci – conclude il deputato – vogliamo fatta chiarezza su alcuni elementi chiave: quali enti territoriali vuole coinvolgere nella gestione integrata, quali risorse vuole attivare, quali provvedimenti vuole adottare per quei comuni ed amministrazioni, soprattutto nelle città metropolitane, che non rispettano gli step di incremento della differenziata, quali sono i piani per il breve e medio termine per lo smaltimento dei RSU e quali quelli di medio/lungo periodo per portare la differenziata ad almeno il 65%, come si intenda piuttosto premiare quei comuni e quelle comunità che hanno già ottimi risultati sulla differenziata.”