Poteri straordinari non solo in materia di rifiuti ma anche per fronteggiare l’imminente crisi idrica che investirà la Sicilia nelle prossime settimane o al massimo nei prossimi mesi. E’ quello che ha chiesto il Presidente della Regione Nello Musumeci incontrando a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni.
Nel corso del colloquio, durato circa un’ora, Musumeci ha illustrato al Capo del governo i problemi riguardanti proprio il settore dei rifiuti e l’approvvigionamento idrico nell’Isola, problemi che sono legati ai ritardi infrastrutturali ereditati dai precedenti esecutivi governi e non certo all’azione di questo Governo.
Musumeci si è detto preoccupato dalla situazione che ha trovato parlando soprattutto della discarica palermitana di Bellolampo che tra alcuni mesi risulterà completamente satura con effetti disastrosi dovuti “all’aggravamento della già precaria situazione dei comuni siciliani e in particolare di quelli palermitani”. E ha chiesto “un intervento immediato per Bellolampo e altre discariche quasi off limits nell’Isola”.
Il Presidente della Regione si è, però, anche impegnato a presentare due piani: uno a breve termine ed uno a medio e lungo raggio. Il governo regionale ha un programma definito in tema di rifiuti che prende le mosse dalla costruzione di centri di compostaggio e da una politica che punti all’incremento della raccolta differenziata: “piano, che però -. ha detto Musumeci a Gentiloni – per quanto i tempi vengano contingentati, necessita di almeno due-tre anni”.
Da qui la richiesta avanzata al premier di poteri straordinari in tutta l’Isola per l’emergenza rifiuti. “Ho rappresentato al presidente Gentiloni, nel quale ho trovato un interlocutore attento e sensibile – afferma Musumeci – l’annosa situazione critica in Sicilia, a causa del gravissimo ritardo accumulato negli anni. Ma ho chiesto un ulteriore atto di fiducia nei confronti della Regione, assicurando serio impegno e rigoroso rispetto di un cronoprogramma che concorderemo e che punta a riorganizzare l’intero ciclo dei rifiuti nell’Isola”.
Riguarda solo Palermo, invece, la richiesta per poteri straordinari in materia di emergenza idrica. Non si è affrontato, invece, in via diretta il tema dei 100 milioni di euro necessari per coprire i maggiori costi dello smaltimento dei rifiuti siciliani fuori regione, fondi che il governo regionale spera di poter recuperare con una ordinanza di protezione civile che faccia seguito alla dichiarazione dello stato di emergenza per non dover incidere sulle tasche dei cittadini con un aumento delle tasse comunali sui rifiuti la dove lo smaltimento dovesse avvenire fuori regione.
Da Gentiloni nessuna risposta definitiva. Il premier si è riservato di approfondire la questione con gli uffici competenti di Palazzo Chigi e del ministero dell’Ambiente, dando la sua disponibilità per individuare le soluzioni urgenti necessarie e prevedendo un aggiornamento a breve.