Il Premier Paolo Gentiloni sarà candidato in Sicilia. Dopo una notte dei lunghi coltelli in casa Pd va in scena la spaccatura che rischia di essere quella definitiva ed il President del Consiglio finisce nelle liste isolane. Una scelta singolare all’indomani dell’adesione del sindaco di Palermo Leoluca Orlando al Pd e considerato che lunedì proprio Gentiloni sbarcherà in Sicilia per presentare le iniziative di ‘Palermo capitale della Cultura’. Una sequenza infinita di coincidenze.

Ma la notte delle trattative al Nazareno è finita davvero male trasformandosi in una ‘notte dei lunghi coltelli’ e sancendo una spaccatura con la minoranza interna che alla fine non vota le liste che vengono approvate lo stesso.

Sono quasi le quattro del mattino, quando la direzione del Partito democratico approva le liste “Non c’è stata nessuna trattativa o braccio di ferro, perché i nomi li sentiamo solo ora, non li abbiamo neanche letti”, lamenta Andrea Orlando, il ministro che guida l’opposizione e che parla anche a nome di Gianni Cuperlo e Michele Emiliano, dopo che Lorenzo Guerini distilla il lungo elenco dei candidati. Ma Matteo Renzi rivendica il lavoro fatto: “E’ stata una delle esperienze più devastanti che abbia vissuto ma da domani dobbiamo fare una grande battaglia: la squadra avversaria è meno forte di noi”.

Durante la lunga notte la direzione respinge la richiesta di Andrea Orlando di avere un’ora per valutare i nomi nonostante l’intera giornata fosse trascorsa fra i rinvii e la riunione fosse iniziata davvero solo alle 2,3’0 all’arrivo di Gentiloni. La minoranza esce. Le liste sono approvate: ci saranno ventiquattro ore per i ricorsi. Le minoranze denunciano un ridimensionamento: “Non siamo neanche in grado di valutare di quale entità”. All’ultimo rientrano in corsa Cesare Damiano e Barbara Pollastrini che saranno candidati, ma non Andrea Martella, coordinatore dell’area Orlando. Appaiono soddisfatti gli esponenti delle aree Martina e Orfini, che avrebbero confermato lo stesso numero di parlamentari. Tra gli alleati, si scioglie il dubbio su Beatrice Lorenzin, che correrà per la Camera a Modena, mentre a Riccardo Nencini viene affidato il difficile collegio di Arezzo, per il Senato. Matteo Renzi correrà nel collegio Firenze 1 Camera e nei listini di Umbria e Campania. Paolo Gentiloni nell’uninominale a Roma, nel plurinominale nelle Marche e in Sicilia.

LEGGI QUI TUTTE LE CANDIDATURE IN SICILIA, FUORI CROCETTA E LUMIA

Moltissime conferme tra i renziani ma anche alcune new entry. Nelle liste ci sono il costituzionalista Stefano Ceccanti e il portavoce di Gentiloni, già portavoce di Renzi, Filippo Sensi. Roberto Giachetti sarà all’uninominale in Toscana, a Sesto Fiorentino. Lucia Annibali, l’avvocatessa sfregiata dall’acido, nell’uninominale a Parma. In Campania compare in lista il nome di Franco Alfieri, che fu al centro del caso “fritture” da offrire nella campagna per il referendum. E’ confermata la candidatura del presidente del gruppo S&D Gianni Pittella e di Maria Elena Boschi nel collegio di Bolzano.

Riccardo Nencini correrà nel difficile collegio di Arezzo, Benedetto Della Vedova a Prato. Gianni Cuperlo a Sassuolo, Gianni Pittella a Potenza. Saranno candidati Beppe Fioroni, Cesare Damiano, Barbara Pollastrini, che in un primo momento erano stati esclusi. E’ in lista anche l’ex presidente della Basilicata Vito De Filippo. In Campania sarà candidato anched Giuseppe De Mita, nipote di Ciriaco.

Articoli correlati