La Sicilia oggi è povera perché l’oro del Sud è finito nelle tasche del Nord. La storia del grande furto ai danni del Sud è raccontata da Liana D’Angelo nel suo ultimo romanzo dal titolo «L’oro del Sud nelle tasche del Nord».
La Sicilia oggi è povera perché l’oro del Sud è finito nelle tasche del Nord. La storia del grande furto ai danni del Sud è raccontata da Liana D’Angelo nel suo ultimo romanzo dal titolo «L’oro del Sud nelle tasche del Nord».
Quasi due terzi dei giovani siciliani “emigra” già alla ricerca di uno stage. La domanda, in Sicilia, doppia rispetto all’offerta formativa.
“Sono a Bologna, nei supermercati non esitono prodotti siciliani. Dentro i supermercati gli speakers invogliano a consumare prodotti emiliani. Ma se lo facciamo noi, in Sicilia, arriva il Commissario dello Stato e dice che stiamo violando la legge del Libero Mercato”.
Il governatore siciliano si dice compiaciuto dall’exploit di siciliani che su internet si dicono stanchi di essere considerati la zavorra d’Italia o di subire una stampa culturalmente schierata a Nord. Ma avverte ” Bisogna andare oltre. Bisogna essere consequenziali…
Oggi le regioni meridionali hanno avuto “l’onore” di occupare una intera pagina, la numero 8, di un giornale “importante”: la Padania. Certo è curioso che un quotidiano con quel nome si occupi di fatti meridionali. Ma tant’è. Evidentemente il Sud Italia è fonte di ispirazione anche per la gente del Nord. E come stupirsi?
L’assessore regionale all’economia non lo nomina neanche ma non le manda certo a dire all’ex ministro Tremonti: “Chi pensava di portare avanti l’idea di un Paese dove il nord è sempre più ricco ed il sud è ancora più povero, per fortuna è andato a casa”.
Quali sono i costi del federalismo fiscale? Se ne avvantaggerà più il nord o il sud? E, ancora, la Sicilia ha da temere da questa riforma? Questi ed altri interrogativi altrettanto urgenti saranno affrontati a Palermo in un convegno organizzato dall’assessorato regionale per l’Economia che prenderà il via domani
È economico il gap che distanzia gli atenei nelle varie regioni, più ancora che di qualità nella formazione. E’ la spiegazione che i rettori del Sud danno ai dati statistici che ancora una volta individuano nelle regioni del Centro Nord le punte di eccellenza nell’alta formazione accademica. Nel numero de il Sud in edicola da oggi ne parlano il direttore del Censis, Giuseppe Roma, il consigliere Svimez, Alessandro Bianchi, e il professore di Economia Gianfranco Dioguardi. Risponde a distanza il rettore del Politecnico di Bari, Nicola Costantino che rimarca un dato evidente: “Quest’anno la regione Lombardia ha concesso alle proprie università 160 milioni di euro. Dalla Puglia ci sono arrivati appena 3 milioni di euro”.
Le signore milanesi amano fare sesso in luoghi insoliti come in spiaggia o sul treno, mentre Napoli, Palermo e Roma sono le città in cui le donne amano maggiormente prendere l’iniziativa e si dimostrano più disinibite.
Le prospettive per il 2011 sono alquanto rosee, i dati Istat rivelano il risveglio dell’economia italiana: una crescita del Pil dell’1,3% in Italia però a tre velocità.
Istruzione e qualità della vita sono gli indicatori in cui il Sud supera il centro Nord. La Svimez fotografa 150 anni dell’Unità d’Italia e ribalta le convinzioni un po’ leghiste di una certa classe politica e imprenditoriale: “Il Mezzogiorno si propone come opportunità strategica del sistema Italia” dice il presidente di Svimez, Adriano Giannola.
L’indicatore, sottolinea Il Sole 24 ore, ha un valore statistico. Non dimostra, insomma, che il Nord sia più virtuoso del Sud. Molto della situazione a rischio ‘evasione’ è dovuto alle attività criminali presenti però al Sud ma un ruolo importante è giocato anche dal lavoro sommerso che oltre alle imposte sottrae anche i contributi.
Si sfata un mito: quello che vuole il Sud come l’area dove si concentra la maggiore evasione fiscale. A parlare sono i numeri: nel 2008 la quota di reddito dichiarato ai fini Irpef evasa sarebbe stata del 18% nel Mezzogiorno e del 19% nel Centro-Nord. A livello regionale spetta al Veneto il primo posto della classifica. La Sicilia come la Lombardia
«Il problema è che il Nord non ha ancora pagato il prezzo più alto della mafia e s’illude di non pagarlo – spiega il presidente onorario di Libera -. Le istituzioni lombarde assomigliano molto a quelle siciliane degli anni ’80, che si trinceravano dietro la popolazione laboriosa e onesta. Gli aggettivi sono sempre gli stessi. A Palermo come a Milano. Merito in buona parte della Lega e dei suoi alleati».Anche il nord oggi ha i suoi Lima, i suoi Ruffini, i suoi Parlatore…
Il telegiornale di ieri sera alle 20,00 ci ha deliziato con i carri allegorici di Viareggio. Poi le immagini ci hanno regalato le sfilate di Ivrea. Direte: Nord, Centro e poi le maschere di qualche città del Meridione. Invece no. Perché? Gli sarà passato dalla mente. Una piccola ma sincera dimenticanza della Rai. In fondo, anche questo è un modo per ‘festeggiare’ i 150 anni dell’Unità d’Italia. O no?