Cresce il clima da resa dei conti nel centrodestra. I centristi non ci stanno a perdere così e adesso è partita la caccia ai colpevoli. Per Saverio Romano “Il centrodestra in Sicilia paga tensioni e litigi locali che un tempo venivano intercettati e ricomposti da guide forti, autorevoli e capaci di guardare lontano. Nessuno ha avuto il coraggio di dire che il re è nudo, e cioè che la classe dirigente siciliana si è rivelata inadeguata al momento storico che stiamo attraversando”.
L’attacco alla classe dirigente della coalizione
“Le avvisaglie c’erano già state, all’Assemblea regionale prima ancora che nelle urne, e a poco a poco si sono trasformate in débâcle. Anche diverse amministrazioni guidate da sindaci di centrodestra non hanno saputo raccogliere il patrimonio elettorale ricevuto e trasformarlo in un vero progetto di governo. Paghiamo questo e molto altro, compreso lo spazio che abbiamo lasciato agli avversari, mai contrastati per paura, per soggezione o perché in fondo faceva comodo lasciarli infierire sull’alleato di turno trattato come un nemico”.
Tempo di cambiare, non bastano assessorati e sottogoverni
“È il momento di voltare pagina, e dobbiamo prenderne atto tutti. Non saranno i sottogoverni della Regione o gli assessorati del Comune di Palermo a sostituire un progetto politico che oggi semplicemente non esiste. L’illusione di affidarsi a uomini compassati, scelti proprio perché ritenuti più docili e dunque più utili, ha finito per consegnare alla coalizione la parte dello struzzo, la testa sotto la sabbia mentre tutto franava. Lo so bene che, in casi come questi, chi ambisce a ruoli importanti preferisce il silenzio, sperando che il lavoro sporco lo facciano gli altri. Io non coltivo ambizioni di ruolo e non sono disponibile a fare il lavoro sporco di nessuno, ma non rinuncio alla mia analisi che mi assegna una responsabilità seppur minore di chi ha governato, o di chi pur restando fuori dal governo ha tirato le fila dei governi di Sicilia”.
Colpe di tutti ma in misure diverse
“La mia colpa, semmai, è quella di non avere parlato con maggiore forza quando avevo già avvistato il pericolo. Non per calcolo, ma perché ho coltivato a lungo la speranza che chi guidava avesse l’esperienza e la capacità per affrontare e risolvere i grandi problemi della Sicilia e dei siciliani. Quella speranza è naufragata. Adesso sta ai giovani, donne e uomini meno compassati e di buona volontà, armare con nuova lena e corde nuove la nave del nuovo centrodestra di Sicilia” conclude il coordinatore politico di Noi Moderati postando la sua analisi sui propri profili social.
Cateno De Luca risponde a Romano: “Insopportabili le faide dei capi tribù”
Non passa neanche un’ora dalla pubblicazione del post di analisi che compare anche il commento di Cateno De Luca. Il “re del messinese” decide di rispondere e di valutare la situazione del centrodestra da ex uomo di appoggio esterno alla coalizione: “Caro on. Saverio Romano il centrodestra in Sicilia è vittima dei cerchi magici generati dai vari deputati ed assessori che si sono trincerati dietro la poltrona pensando che la rendita fosse a tempo indeterminato. Ho più volte detto in occasione dei dibattiti nel Parlamento Siciliano che non era possibile sopportare e subire la paralisi della macchina amministrativa regionale causata dalle faide dei capi tribù del centrodestra”.
“Quando ho avuto modo di osservare più da vicino le dinamiche che governano il centrodestra in occasione della mia “opposizione responsabile” ho più volte formulato “consigli non richiesti “ al Presidente Schifani ed ai vertici dei partiti del centrodestra. Dopo un anno di “opposizione responsabile” ho dovuto prendere atto che era tempo perso ed abbiamo rifiutato il posto in giunta che ci era stato offerto per Danilo Lo Giudice perché non volevamo sporcare la nostra storia con un centrodestra sempre più alla deriva con “ruba galline” che condizionavano l’intero sistema di governo”.
Staccate la spina
Poi l’invito “Caro Saverio se amate la Sicilia staccate al più presto la spina al Governo Schifani per restituire ai siciliani il diritto di scegliere un nuovo presidente ed una compagine di governo adeguata. Se continuerete così non rimarranno neanche le briciole di quel centrodestra che ha vinto le elezioni a settembre del 2022 e la Sicilia si Trasformerà nella “Tomba nazionale” dell’ intero centrodestra e del governo Meloni. Non fatevi dettare i tempi dalla magistratura e non fatevi fagocitare dai capi tribù senza scrupoli che la storia ricorderà per essere dei blasonati ascari e parassiti. Un caro abbraccio!”






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