A Vergine Maria è stato preso di mira il chiosco del lido “Be beach, sun & wellness”, ancora in fase di allestimento sulla spiaggia.
A denunciare l’intimidazione Salvo D’Asta, consigliere della settima circoscrizione e titolare dell’attività, a pochi giorni dall’avvio della stagione.
“Come consigliere della circoscrizione sono sempre stato al fianco dei commercianti che subiscono intimidazioni e danni alle proprie attività, cercando di sostenerli e incoraggiarli a non arrendersi. Oggi, però, mi ritrovo a vivere sulla mia pelle la stessa esperienza”, dice il consigliere. “Ho ricevuto un messaggio questa notte – aggiunge – che mi avvisava del fuoco in spiaggia. Stavo dormendo, ho letto questa mattina e mi sono precipitato immediatamente sul posto per verificare quanto stava accadendo”.
Le fiamme hanno distrutto le strutture in legno già posizionate ieri sera sull’arenile in vista dell’apertura dell’attività. Vicino alle pedane bruciate è stato trovato un bidoncino con tracce di benzina. “Per fortuna il chiosco – spiega ancora – non era ancora stato montato. Avevo un appuntamento fissato proprio per domani. Dopo avere ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie dal Demanio stavamo per partire, ma ci siamo ritrovati davanti a questo episodio gravissimo”.
“Sembra di essere tornati all’età della pietra – dice con amarezza – a un’epoca che pensavamo ormai superata. Bisogna fare riflettere chi governa e chi ha il compito di sostenere questo territorio. Manifestazioni e incontri sono importanti, ma adesso serve un intervento concreto e deciso”.
D’Asta torna poi a chiedere maggiori misure di sicurezza per la zona. “Da tempo avevo proposto l’istituzione di ronde e una garitta di sorveglianza sulla spiaggia. Le idee per migliorare la sicurezza non mancano. In spiaggia non ci sono telecamere e questo rende tutto più difficile. Noi possiamo collaborare con le autorità, come abbiamo fatto presentando denuncia ai carabinieri, ma è necessario rafforzare i controlli e la presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Non possiamo continuare a subire simili atti intimidatori”.






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