La scrittura come strumento di libertà, la poesia come testimonianza di un’esperienza umana estrema. Giovedì 11 giugno 2026, presso Vera Coffice Break, in Via Generale Vincenzo Magliocco 31 a Palermo, sarà presentato il libro di poesie di Luigi Spera, un’opera nata durante il periodo della sua detenzione e capace di trasformare il dolore, l’attesa e la speranza in parole di intensa forza espressiva.
A dialogare con l’autore sarà Charlie Barnau, professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università degli Studi di Palermo, studioso dei fenomeni della marginalità sociale e delle istituzioni totali: un incontro che si propone di andare oltre la semplice presentazione letteraria per riflettere sul valore della cultura e della poesia come strumenti di resilienza e di elaborazione dell’esperienza personale.
La raccolta, “21 di marzo. Un si po nchiuiri a primavera”, prende il nome dalla data che ha segnato una svolta nella vita dell’autore e raccoglie componimenti scritti durante la permanenza in carcere. Le poesie raccontano la solitudine, il tempo sospeso, il legame con gli affetti e la ricerca della dignità, ma soprattutto affermano la forza della parola come spazio di libertà che nessuna condizione può cancellare.
L’incontro offrirà al pubblico l’opportunità di ascoltare la voce dell’autore e di confrontarsi sul rapporto tra esperienza vissuta e creazione artistica, in un dialogo aperto sul significato della memoria, della speranza e della rinascita.
Luigi Spera, palermitano, classe 1982, vigile del fuoco, istruttore sportivo e padre di due figli, è conosciuto anche per il suo impegno sociale. Il 21 marzo 2024 è stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta relativa a un’azione di protesta contro la sede di “Leonardo” a Palermo. Tra le contestazioni formulate dagli inquirenti figurava anche l’aggravante della finalità di terrorismo; successivamente, la Corte di Cassazione ha escluso la sussistenza di tale aggravante, circostanza che ha portato alla revoca della custodia cautelare in carcere e alla sua scarcerazione dopo circa otto mesi.
La raccolta comprende ventuno poesie, tante quante il numero evocato dal titolo, scritte durante la permanenza negli istituti penitenziari di Palermo e Alessandria.
L’evento è aperto al pubblico e si rivolge agli appassionati di poesia, letteratura e cultura, ma anche a quanti credono nel potere della scrittura di raccontare l’uomo nelle sue fragilità e nella sua capacità di ricominciare.






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