La Guardia di Finanza di Piacenza ha portato a termine un accertamento fiscale che riguarda una content creator residente nel Piacentino, molto seguita sui social network e tra le figure più note sulla piattaforma OnlyFans nel panorama italiano.

I militari della Tenenza di Fiorenzuola d’Arda hanno ricostruito i flussi economici generati dalla donna attraverso le principali piattaforme digitali, accertando compensi non dichiarati per circa 140.000 euro. Quei proventi, secondo la normativa fiscale vigente, avrebbero dovuto figurare nelle dichiarazioni dei redditi come ricavi da lavoro autonomo.

Una presenza rilevante sui social: 150mila follower e 1,6 milioni di like

La dimensione dell’attività emergeva già dai numeri pubblici. Il profilo Instagram della creator raccoglieva circa 150.000 follower, mentre su TikTok aveva superato 1,6 milioni di “Mi piace”. I social network non erano soltanto uno spazio di visibilità: rappresentavano lo strumento principale per promuovere l’immagine della donna e indirizzare il suo pubblico verso la piattaforma a pagamento. Gli investigatori evidenziano come la creator fosse considerata dagli addetti ai lavori una delle personalità italiane più seguite e remunerative presenti su OnlyFans.

Come funzionava il modello economico: abbonamenti e tip

L’analisi della Tenenza di Fiorenzuola d’Arda ha individuato in OnlyFans il cuore dell’attività economica della professionista. La piattaforma consente agli utenti di accedere a fotografie, video e contenuti esclusivi tramite il pagamento di un abbonamento periodico. È da lì che proveniva la parte principale dei ricavi accertati.

A questi si aggiungeva una seconda componente: le cosiddette “tips“, ossia donazioni spontanee che i follower inviano direttamente al creator senza ricevere in cambio un contenuto specifico o una prestazione immediata. Si tratta di erogazioni a fondo perduto, ma fiscalmente rilevanti quanto i canoni di abbonamento. I finanzieri hanno documentato che anche questo flusso di entrate era stato interamente omesso dalle dichiarazioni.

La ricostruzione fiscale: redditi da lavoro autonomo

L’attività di verifica si è concentrata sull’analisi dei movimenti economici collegati ai conti della creator. Attraverso quella ricostruzione, i militari hanno stabilito che l’attività veniva svolta in modo continuativo, abituale e professionale: i tre requisiti che, secondo il TUIR, qualificano i compensi come redditi da lavoro autonomo soggetti a tassazione IRPEF e, nei casi in cui ricorra la soglia di legge, all’obbligo di apertura di partita IVA.

L’ammontare complessivo delle somme individuate raggiunge circa 140.000 euro. La Guardia di Finanza ha contestato l’omessa dichiarazione dell’intera cifra.