Alla vigilia della riapertura della scuola che si completarà, in Sicilia, il 24, nell’Isola “mancano strumenti di protezione, mascherine, gel igienizzante, guanti. Sono solo un centinaio i banchi monoposto arrivati. Servono aule. Ritardi si accumulano nei lavori per l’ampliamento dei locali. E pesano, la farraginosità delle procedure. E la contrazione del settore: calano alunni (-2,08%), classi (-0,73). E anche le cattedre, di 169 unità. Anche se per garantire le cattedre esistenti mancano quasi mille insegnanti

Sono i dati elaborati dal sindacato della scuola che prepara uno sciopero generale. “Questa scuola non sembra più scuola” dicono dalla Cisl. E non solo per l’incertezza sulle misure anti-pandemia. Perché “tale e tanto è il ginepraio di procedure dentro al quale devono muoversi gli 831 istituti scolastici della regione, che la ripresa sarà a scartamento ridotto. E in un contesto di contagi in crescita”.

A parlare sono Sebastiano Cappuccio e Francesca Bellia, segretario generale della Cisl siciliana il primo, segretaria della Cisl Scuola regionale, l’altra. “Finalmente la riapertura”, scrivono i due sindacalisti. Ma l’impasse è evidente. E “le responsabilità sono di chi governa e amministra le istituzioni”. Sullo sfondo della contrazione che il mondo della scuola registra su più fronti. Nell’Isola, informa il sindacato, calano gli alunni, del 2,08%: da 717 mila 524 dell’anno scolastico 2019-2020 a 702 mila 579 dell’anno che si apre ora. Calano le classi: da 36 mila 128 a 35 mila 865 (-263 cioè -0,73%). E diminuiscono gli iscritti ai licei e agli istituti tecnici e professionali: di 3550 unità (da 243 mila 978 a 240 mila 428). Così, a ridursi sono pure le cattedre, di 169 unità: da 59 mila 821 a 59 mila 652. “Unica consolazione” per così dire, osservano alla Cisl, sono l’aumento dei posti per il sostegno, che passano dai 20 mila 587 del 2019-2020 ai 21 mila 824 dell’anno 2020-2021; e l’incremento del personale Ata, che dal 2019-2020 al 2020-2021 passa da 20 mila 385 a 22 mila 193 addetti.

Insomma, un saliscendi. Che “preoccupa – sottolineano Cappuccio e Bellia – sia per il trend delle iscrizioni che per il caos da Covid”. Al riguardo la nota Cisl squaderna una serie di questioni: dai banchi monoposto che non ci sono ancora, “solo un centinaio quelli arrivati finora”, alla copertura dei posti vacanti per la farraginosità del sistema informatico e le operazioni viziate da errori. Mancano aule perché si possa dare corso al distanziamento, ritardi si accumulano pure nei lavori di edilizia leggera per l’ampliamento dei locali. E a mezz’aria, rimarcano i due sindacalisti, c’è anche la questione dei mezzi di trasporto, “nonostante i protocolli finora sottoscritti”: un problema grande come una casa per quel 20 per cento di studenti siciliani, pendolari e fuori sede, che si sposta quotidianamente per arrivare a scuola.

E su tutto questo FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams hanno deciso di essere presenti a Roma, in piazza del Popolo, sabato 26 settembre, insieme ad altre espressioni associative delle famiglie e del mondo scolastico, per partecipatre alla manifestazione indetta dal comitato “Priorità alla scuola”.

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