BERGAMO (ITALPRESS) – “Riparte l’Italia, chiamata alla prova epocale del Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza e all’attuazione di riforme e investimenti programmatici cruciali per il proprio futuro. Un obiettivo in cui il legame tra l’Italia del sapere e l’Italia del fare – che voi rappresentate al meglio – diventa fondamentale per elaborare strategie di sviluppo concrete, efficaci e durature”. Lo ha detto il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Bergamo.
“Strategie di cui le nostre Università devono essere protagoniste – ha proseguito Casellati -. Perchè la rinascita del nostro Paese parte anche da qui. Parte soprattutto dai nostri studenti, dai loro sogni e dalle loro ambizioni. Un patrimonio di talenti ed energie che non possiamo lasciare inespresso o perdere per strada, costringendo i nostri giovani a cercare all’estero quelle prospettive di lavoro e di vita che non trovano nel proprio Paese”.
“Oggi più che mai Parlamento e Governo hanno il dovere di dimostrare di avere compreso veramente che un Paese che non investe seriamente nelle proprie università e nella ricerca scientifica è un Paese destinato non solo a perdere in competitività ma anche in sicurezza e libertà – ha detto ancora il presidente del Senato -. Perchè è qui che si crea il futuro delle prossime generazioni. Che si formano le donne e gli uomini che domani dovranno immaginare e gestire le nostre economie, che conquisteranno le nuove frontiere della medicina e della scienza o che saranno chiamati a governare il Paese. Torniamo quindi, nell’anno dantesco, a guardare le stelle. Torniamo ad essere l’Italia che emoziona e che vince non solo nello sport ma anche nell’economia, nel lavoro, nella società, nell’arte, nella scienza e nella cultura. Restituiamo centralità al ruolo delle nostre università, riconosciamone i meriti e sosteniamone lo spirito creativo e intraprendente per costruire insieme un nuovo solido percorso di crescita, benessere ed opportunità”.
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