Un proiettile con minacce di morte per il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, e per i suoi tre figli sono arrivate in Procura ad Agrigento.

Sulla scrivania del procuratore capo è arrivata una busta regolarmente affrancata, all’interno della quale vi era il proiettile.

Le indagini saranno coordinate dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta. Non è la prima volta che giungono a Patronaggio simili minacce.

La Procura di Agrigento, nelle scorse settimane, è stata al centro di un braccio di ferro con il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per la gestione del caso della Sea Watch e in particolare per la decisione, presa dal procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella, presente sull’isola, e dallo stesso Patronaggio, di far evacuare l’imbarcazione, posta sotto sequestro, facendo sbarcare i 47 migranti a Lampedusa.

Luigi Patronaggio, 60 anni, procuratore capo di Agrigento dall’ottobre del 2016, già a metà dello scorso settembre – sempre al quinto piano di via Mazzini: sede della Procura – aveva ricevuto una lettera con minacce di morte e un proiettile da guerra.

In quella missiva si faceva riferimento al caso Diciotti e all’inchiesta – partita proprio da Agrigento – sul ministro dell’Interno Matteo Salvini, iscritto a fine agosto nel registro degli indagati – per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. Anche per la precedente intimidazione, fu la Procura di Caltanissetta, competente per territorio, ad aprire un fascicolo d’inchiesta e delle indagini si occuparono carabinieri e polizia. Di quella lettera si disse che potesse provenire da ambienti paramilitari, ma non sono mai arrivate conferme in tal senso.

“Totale solidarietà al procuratore capo Luigi Patronaggio: la violenza e le minacce sono sempre inaccettabili. Le Forze dell’Ordine sono al lavoro per individuare i responsabili”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

“Ferma condanna contro questi gesti vigliacchi, si tratta di persone che fomentano un clima di
tensione che non è utile a nessuno”  ha detto il prefetto di Agrigento, Dario Caputo.

“Sono sicuro che la magistratura siciliana, e il procuratore di Agrigento in particolar modo, non si lasceranno intimorire da minacce di questo tipo – ha aggiunto il prefetto di Agrigento -. Avendo come obiettivo l’applicazione della legge, continuerà ad operare a questo scopo”. Proprio il prefetto Caputo ha convocato, in serata, un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.

“Massima attenzione da parte della Prefettura e delle forze dell’ordine sia sulla gravità del gesto che sui meccanismi predisposti per la tutela dei magistrati, affinché – ha evidenziato Caputo – siano sempre efficienti e laddove possibile, se sarà necessario, rafforzati”.

Il prefetto sentirà il questore Rosa Maria Iraci e tutte le altre forze dell’ordine per valutare la gravità delle minacce, i segnali di cui sono in  possesso le forze dell’ordine e per capire se vi sono margini di
implementazione delle contromisure per garantire la sicurezza del procuratore capo Luigi Patronaggio.