Si sblocca la difficile situazione della coppia di catanesi bloccata in Perù dove ha contratto il coronavirus. La storia di Rosario ed Eugenia Paola è stata raccontata sabato scorso da BlogSicilia e subito la diplomazia italiana si è mossa per venire incontro ai nostri connazionali che erano rimasti senza denaro per potersi curare a causa del mancato accredito della pensione dovuto al fatto che nessuno dei due poteva fisicamente recarsi ad incassarla essendo entrambi ammalati. Una vicenda burocratica che sembrava destinata a non potersi risolvere ma che invece si è risolta in due giorni grazie all’intervento dell’Inps  e dell’ambasciata italiana. Un intervento reso più agevole dopo che l’articolo di BlogSicilia è arrivato allo staff del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio che si è interessato alla storia dei due italiani.

BlogSicilia aveva raccontato la vicenda partendo dalla difficile situazione peruviana.

Ci sono paesi, infatti, dove la situazione è attualmente davvero drammatica, anzi spaventosa.
E’ il caso del Perù, dove il lockdown iniziato il 15 marzo, proseguirà per tutto il mese di giugno.
“E’ stato come vivere in un film dell’orrore” aveva raccontato  Marco Antonio Molino, catanese 51enne, da oltre 10 anni residente a Iquitos, una città del Perù nord-orientale, capoluogo della regione di Loreto. Marco è conosciuto ad Iquitos per il suo impegno umanitario e ambientalista, e in quanto fondatore della Ong Nuestro Horizonte Verde.

Iquitos è conosciuta come “la isla bonita”, cioè l’isola bella, raggiungibile solo in aereo o in imbarcazione, navigando lungo gli affluenti del Rio delle Amazzoni.

Il 90% della popolazione di Iquitos è stata infettata dal Covid19, come Marco. E anche se adesso il peggio sembra essere passato, lui e i suoi genitori, papà Rosario e mamma Eugenia Paola, entrambi di 78 anni, che un anno fa lo hanno raggiunto in Perù, si ritrovano al momento senza alcuna fonte di sostentamento economico.

Rosario ed Eugenia Paola, colpiti anche loro dal Covid19, non possono al momento riscuotere la loro pensione erogata dall’Inps. La mamma di Marco si trova a casa; il papà, le cui condizioni sono state sino a poche ore fa critiche, è in fase di miglioramento ma è ancora ricoverato in ospedale attaccato all’ossigeno. Il Coronavirus gli ha provocato danni all’80% dei polmoni, e la sua guarigione definitiva non sarà immediata.

Di solito Rosario ed Eugenia Paola, per prelevare la loro pensione, si recavano ad uno degli sportelli della Western Union, l’azienda internazionale di servizi finanziari specializzata nel trasferimento di denaro e dove riscuotevano quanto dovuto loro dall’Inps in soles peruviani, cioè la moneta del luogo.

Rosario ed Eugenia Paola, avrebbero dovuto prelevare la loro pensione l’1 giugno, ma come facilmente intuibile, non sono stati in grado di adempiere alle operazioni necessarie. Neanche Marco ha potuto farlo. Ma lui non si è perso d’animo e ha mandato più di una mail all’ambasciata italiana a Lima, chiedendo una soluzione.

L’ambasciata, che in un primo momento non aveva risposto alle sue sollecitazioni, dapprima lo ha contattato telefonicamente indicandogli una strada da percorrere con l’aiuto dell’incaricato consolare dell’ambasciata a Loreto, Federico Marco Ventre Ferro.

Adesso, dopo l’interessamento dello staff del Ministro, arriva la conferma che Citybank accrediterà la pensione in Perù alla moglie del pensionato ricoverato dopo la richiesta formale e non appena arriverà lettera del console. In fondo la coppia non chiedeva altro che poter prelevare la propria pensione con una procedura d’emergenza visto che la situazione in cui si trovano è una oggettiva emergenza. Una buona notizia nella speranza che i nostri connazionali possano presto guarire

 

 

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