• I Falchi della Polizia di Stato arrestano due spacciatori
  • Trovata e sequestrata anche una pistola a Catania
  • Anche un fermo per reati di estorsione e detenzione abusiva di armi

La Polizia di Stato ha tratto in arresto S.G, 32 anni e N. A. 42 anniper i reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina e crack e di detenzione illegale di arma comune da sparo con relativo munizionamento e ricettazione. I “Falchi” della Squadra Mobile hanno tratto in arresto i due poiché, nel quartiere Monte Pò, aavevano appreso che S.G., da qualche tempo utilizzava la sua abitazione come “base logistica” per il confezionamento e lo smercio di droga.

I due sorpresi a confezionare la droga

All’interno dell’abitazione è stato trovato anche il suo complice, N.A., sorpreso mentre tentava di disfarsi di 7 dosi di “crack” nel lavabo dell’appartamento. Con l’ausilio di unità cinofile la perquisizione ha consentito di rinvenire 150 grammi di cocaina ancora in “pietra” e una pistola calibro 7,65 rubata, oltre a materiale per il confezionamento delle singoli dosi. I due si trovano presso la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), in attesa del giudizio.

Fermato un tossicodipendente

Gli agenti del Commissariato Nesima hanno eseguito un’Ordinanza di Applicazione della Misura della Custodia Cautelare in Carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Catania nei confronti di 26enne catanese per i reati di estorsione e detenzione abusiva di armi. Il giovane è un tossicodipendente il quale, in situazioni di astinenza legate all’abuso di cocaina, aveva più volte avanzato richieste di denaro ai propri genitori, minacciandoli violentemente. In alcune occasioni, si era reso protagonista di gesti di autolesionismo.

In carcere

L’arrestato è stato pure indagato in stato di libertà per la detenzione illegale di diciotto cartucce senza averne fatto denuncia all’Autorità. La condotta violenta, associata al suo rifiuto di seguire regole e terapie disintossicanti, sono state debitamente rappresentate e documentate all‘Autorità Giudiziaria dalla Polizia di Stato che ha così fornito un valido quadro fattuale per l’applicazione della misura cautelare restrittiva, utile a preservare l’incolumità dei familiari e persino dello stesso arrestato. Ora si trova nel Carcere di Noto a disposizione dell’ Autorità Giudiziaria.