Palermo 23 ottobre 2025 – Un clima pesante, relazioni sindacali inesistenti, niente quattordicesima e buoni pasto da sei mesi, problemi organizzativi che incidono sulla qualità del lavoro e sulla sicurezza, mancanza di certezze sulla strategia produttiva. Da oltre un anno alla NewCop, azienda con sede a Carini che gestisce la logistica per la distribuzione ai supermercati Conad – PAC 2000, i 220 lavoratori impiegati nel sito per la commessa denunciano una situazione di malessere e profonda preoccupazione.
Da aprile i lavoratori, che ieri hanno svolto un’assemblea davanti ai cancelli, per denunciare la situazione, sono in stato di agitazione. L’azienda ha dichiarato di attraversare una fase di difficoltà economica e un mese fa ha comunicato alle parti sociali l’apertura di una procedura negoziale della crisi. Ma non ha mai attivato formalmente l’atto né intrapreso azioni concrete per affrontare le criticità.
Ieri all’assemblea la presenza emblematica dei segretari della Filt Cgil e della Cgil Palermo, per accendere i riflettori sulla realtà di punta della logistica in provincia di Palermo e su tutto il settore.
“NewCoop continua ad operare in modo opaco, con modalità organizzative poco chiare e senza alcuna strategia per migliorare la produttività, che anzi resta stagnante – dichiarano i segretari generali di Filt Cgil Palermo e Sicilia Fabio Lo Monaco e Alessandro Grasso, il segretario Cgil Palermo Dario Fazzese, il segretario Filt Cgil con delega alla logistica Domenico Seminara, e i delegati Newcoop Francesco Loria, Gioacchino Lo Cricchio e Vito Cavarretta – Non c’è stata più alcuna interlocuzione formale con l’azienda, non rispondono, non si riesce a capire se c’è l’intenzione di rilanciare l’azienda o di chiuderla. Ci aspettiamo che ci convochino per darci una spiegazione credibile”.
Parallelamente, il clima interno si è fatto sempre più pesante, in particolare nei confronti dei lavoratori iscritti e rappresentati dalla Filt Cgil, che negli ultimi mesi stanno subendo una serie di contestazioni disciplinari “dal carattere chiaramente strumentale”.
“Un atteggiamento inaccettabile e irricevibile che non siamo più disposti a tollerare – dichiarano i segretari Filt Cgil Palermo e Sicilia e Cgil Palermo – NewCoop inoltre rifiuta di affrontare i nodi organizzativi che incidono sulla qualità del lavoro e sulla sicurezza, e ha fatto ricorso a forme di interposizione di manodopera, utilizzando lavoratori stagionali per i turni e lo straordinario, nonostante sia tuttora in corso uno stato di agitazione attivato dalla Filt Cgil. L’azienda, pur in presenza di evidenti problemi di produttività, non ha messo in atto alcuna misura utile a migliorare i processi di lavoro, preferendo alimentare un clima di tensione e conflitto”.
Di fronte a questo quadro, la Filt Cgil sta valutando il ricorso all’articolo 28 dello statuto dei lavoratori per comportamento antisindacale, al fine di tutelare i diritti dei lavoratori e ripristinare corrette relazioni industriali. La Filt Cgil ribadisce che la tutela dell’occupazione, della dignità, della sicurezza e dei diritti dei lavoratori rimane la priorità assoluta, e chiede a Conad – PAC 2000 di esercitare pienamente la propria responsabilità sociale e contrattuale nei confronti della filiera logistica su cui si fonda la distribuzione del marchio.
“Questa vertenza finché non sarà risolta per noi è prioritaria, ci sono 220 famiglie che rischiano di perdere il posto di lavoro. Invieremo una richiesta di incontro alla quale chiediamo anche alla Coop nazionale di sedersi al tavolo, oltre che alla Filt Cgil nazionale – aggiungono Filt Cgil e Cgil Palermo – E chiediamo il ritiro delle contestazioni disciplinari arrivate, che utilizzano per giustificare il cattivo operato a soggetti terzi. Non parliamo di una contestazioni, ma di dieci, venti, trenta, e continuano a moltiplicarsi. Il silenzio di Conad in tutto questo è assordante. Chiediamo una risposta forte di responsabilità e siamo pronti a sederci al tavolo”.
“In estate – è stato denunciato ieri – mentre nei luoghi di lavoro si provava ad attuare il protocollo caldo, la Newcoop con un ordine di servizio contingentava le pause”.
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