Le Fiamme Gialle di Udine, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, stanno eseguendo otto arresti perquisizioni e sequestri per un totale di dieci milioni di euro nell’ambito di un procedimento in materia di spesa socio-sanitaria, ai danni dei bilanci delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia.

Al centro delle indagini una società attiva nel settore dell’assistenza per anziani, autosufficienti e no, e nella gestione di comunità terapeutiche – riabilitative per minori e adolescenti, con sedi operative in tutto il territorio nazionale.

Tra le 8 persone arrestate c’è il noto imprenditore friulano Massimo Blasoni, fondatore e guida di Sereni Orizzonti, la società che negli anni è diventata la prima azienda italiana per crescita nel settore della costruzione e gestione di Residenze Sanitario Assistenziali per anziani in larga misura non più autosufficienti.

Il gruppo opera in tutta Italia, in Germania e in Spagna. Gestisce 5.900 posti letto e occupa quasi 3mila dipendenti (soprattutto donne) in 80 Rsa e 10 Comunità per minori ma punta ad arrivare a complessivi 10.000 posti letto entro il 2022. Nel 2019 il fatturato di Sereni Orizzonti (che aveva già segnato +147% nell’ultimo quadriennio) supererà per la prima volta quota 200 milioni di euro.

Nel pomeriggio arriva la risposta dell’azienda coinvolta nell’inchiesta secondo la quale “I provvedimenti giudiziari eseguiti questa mattina hanno colpito il vertice nonché manager e funzionari di un’azienda di primaria importanza nel suo settore, che dà lavoro a oltre 3.000 dipendenti e che fornisce servizi sanitario-assistenziali a 5.600 anziani ospitati in 80 strutture. Il fascicolo dell’inchiesta non contiene alcuna prova documentale in relazione all’ipotesi di reato contestato e siamo certi che in sede giudiziaria verrà riconosciuta l’innocenza sia dell’azionista di riferimento Blasoni sia dei collaboratori della società”.

“Quanto è avvenuto – precisa la nota di Sereni Orizzonti – non ha peraltro interrotto in alcun modo la normale attività nella sede centrale di Udine, subito ripresa dopo che la Gdf ha terminato la sua ispezione, così come in tutte le nostre strutture. Abbiamo già messo a disposizione dell’autorità giudiziaria la somma sequestrata a titolo cautelativo e confermiamo – conclude – che quanto è accaduto non ha in alcun modo compromesso la solidità economico-finanziaria del gruppo, che resta in grado di adempiere a tutti i suoi impegni”.

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