Il Consiglio dei Ministri, la scorsa notte, ha dato il via libera al decreto Ristori Ter e al nuovo scostamento di bilancio da 8 miliardi di euro.

Stando a quanto si è appreso, il decreto prevede 1,95 miliardi di stanziamenti per il 2020. Tra le misure principali:

  • l’incremento di 1,45 miliardi, per il 2020, della dotazione del fondo previsto dal decreto Ristori bis (decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149) per compensare le attività economiche che operano nelle Regioni che passano a una fascia di rischio più alta;
  • l’inclusione delle attività di commercio al dettaglio di calzature tra quelle che, nelle cosiddette zone rosse, sono destinatarie del contributo a fondo perduto;
  • l’istituzione di un fondo con una dotazione di 400 milioni di euro, da erogare ai Comuni, per l’adozione di misure urgenti di solidarietà alimentare;
  • l’aumento di 100 milioni per il 2020 della dotazione finanziaria del Fondo per le emergenze nazionali, allo scopo di provvedere all’acquisto e alla distribuzione di farmaci per la cura dei pazienti affetti da COVID-19.

Laura Castelli, viceministra dell’Economia, ha affermato: «Con il Ristori ter istituiamo un fondo da 400 milioni di euro, da erogare ai Comuni, per l’adozione di misure urgenti di solidarietà alimentare. Risorse fresche per una misura che ha funzionato, grazie alla collaborazione tra istituzioni. Uniti ne usciremo presto».

Critiche da Matteo Salvini, leader della Lega: «L’Italia è famosa nel mondo anche per la moda, eppure il governo dimentica questo settore che è quasi al collasso e registra perdite superiori al 50%. Da Nord a Sud troppe realtà rischiano la chiusura. Proposta costruttiva: sostegni economici immediati almeno in parte a fondo perduto, rimodulazione dei piani di rimborso dei prestiti (spostandoli a 10 anni anziché 5 come previsto) e via le tasse con particolare attenzione all’Imu sugli immobili commerciali e industriali. Il Parlamento lavori subito sugli interventi anti-Covid anziché perdere tempo per smontare i Decreti Sicurezza».