C’erano una volta ‘Le antiche mura’. Cambia la città,  cambia il ristorante ma i patti politici restano e si fanno a tavola. Galeotto, stavolta, fu  ‘il cacciatore’, ristorante di Caltanissetta scelto come teatro a tavola per il patto che non ti aspetti.

Toto’ Cardinale, già amico di Crocetta, oggi vicino al Pd che però lo respinge come una amante tradita, porta in dote a Gianfranco Miccichè e a Cateno De Luca i voti dei suoi uomini, Edy Tamajo e Giuseppe Picciolo e lo fa riunendo in una cena le truppe e i colonnelli.

Ed ecco ricomparire personaggi un po’ defilati nella memoria come l’ex assessore regionale, proprio del governo Crocetta, Gianluca Miccichè cacciato da quella giunta con l’onta dell’aver lasciato fuori dalla porta i disabili che chiedevano udienza ed aver poi tentato di rabbonirli a casa loro.

Ma l’operazione è molto più vasta di così. Al capezzale di un possibile nuovo partito nascente ci sono proprio Totò Cardinale, insieme con Edy Tamajo, il sorprendente Rudy Maira, Giuseppe Picciolo, come detto l’ex assessore Gianluca Miccichè e poi il sindaco di Messina pontiere Cateno De Luca e la sua creatura assessore comunale a Messina e candidata alle europee Dafne Musolino

L’operazione porta a sostenere l’accoppiata Milazzo-Musolino, ossia l’uomo di Gianfranco Miccichè e la candidata donna di Cateno De Luca Dafne Musolino della lista di Forza Italia, probabilmente come primo passo verso una alleanza più stretta e stabile nell’ambito di quell’asse Forza Italia- Pd che Miccichè vuole creare. Una coalizione che Toto’ Cardinale, che non è stato ben accolto nel suo avvicinamento al Pd dopo il flop del suo movimento,  cerca adesso di rafforzare per contrastare la ‘corazzata’ Saverio Romano, emersa nelle ultime settimane sempre nell’alveo  di Forza Italia anche se di provenienza politico culturale molto diversa. Romano, dopo qualche diffidenza, oggi è dato per favorito, potendo anche contare su alleanze fresche di nascita con Raffaele Lombardo, Giovanni La Via, Pino Firrarello, Giuseppe Castiglione, Roberto Lagalla, Toto Cordaro, Carmelo Pullara, Roberto Di Mauro, Marianna Caronia.

Il patto ‘del cacciatore’ sembra sottoscritto anche perchè la nuova coalizione ha individuato un nemico comune. Continua, quindi, il confronto interno alla lista di Forza Italia dopo l’ennesimo capitolo di uno scontro che ha portato Miccichè a  definire ‘ex assessore’ il vice presidente della Regione Gaetano Armao (LEGGI QUI)

Una guerra sempre più aspra per la leadership di Forza Italia tra l’area Miccichè e quella che sembra diventare l’area Romano che punta ad un progetto di Centro. E non è durata la pace che sembrava fatta fra Miccichè e Romano (LEGGI QUI). Il presidente dell’Ars e commissario di Forza Italia in Sicilia sta puntando tutte le sue fiches su Milazzo e sono in molti ad accusarlo di fare il capo corrente piuttosto che il coordinatore del partito di Berlusconi nell’Isola. Se il suo pupillo Giuseppe Milazzo dovesse perdere la sfida per Bruxelles, saranno in molti a chiedergli, un minuto dopo, di fare un passo indietro anche perché viene dato per scontato che Silvio Berlusconi non sarà il primo classificato nella lista di Forza Italia. Uno smacco che l’ex Cavaliere probabilmente non gradirebbe

 

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