Non ci sta a restare in silenzio davanti alle urla dell’insegnante di Torino che augura la morte ai poliziotti. Non può proprio tollerare questo atteggiamento Tina Martinez, vedova di Antonio Montinaro il caposcorta di Giovanni Falcone morto nella strage di Capaci. Non ci sta neanche dopo la notizia che la donna è stata iscritta nel registro degli indagati. Non le basta perchè quelle frasi, quell’atteggiamento colpiscono al cuore, offendono la memoria di chi si è sacrificato fino alla morte e rendono qualsiasi poliziotto, carabiniere, finanziere, qualsiasi appartenente alle forze dell’ordine un bersaglio.

“E’ inaccettabile che una insegnante, una donna alla quale affidiamo i nostri figli perchè li aiuti a crescere, che ha il compito di insegnare loro non solo le materie che le sono affidate ma di guidarli nel percorso che li farà diventare adulti possa instillare odio e mancanza di rispetto nelle istituzioni, insomma tutto il contrario di quella che è la cultura della legalità per la quale ci battiamo tutti da decenni – dice Martinez a BlogSicilia – se non ci saranno provvedimenti esemplari in tempi brevissimi rischiamo di vanificare anni di lavoro con i giovani, anni di crescita di civiltà di questo Paese”.

La procedura di contestazione all’insegnante sembra sia già partita

“Mi auguro che dal Ministero si vada fino in fondo. Non si tratta del fatto che manifestasse e nemmeno di quali siano le sue convinzioni politiche o le sue motivazioni. Nelle forze dell’ordine, nella magistratura, più in generale fra  gli uomini e le donne dello Stato c’è chi ha perso la vita per garantire sicurezza e crescita civile a questo Paese. Non si può permettere a chi dovrebbe preservare la cultura della memoria, farla crescere come un germoglio nei nostri giovani, di costruire percorsi che portano, invece, all’odio verso chi ogni giorno rischia la vita per proteggerci”.

“Le forze dell’ordine non difendono i fascisti o i comunisti – continua Martinez – difendono le persone,  il diritto di tutti a manifestare il proprio pensiero. Difendono anche chi non condividono perchè il loro compito è garantire la sicurezza, la legalità, la democrazia. Se la signora può permettersi di manifestare è perchè ci sono uomini e donne delle forze dell’ordine che garantiranno l’ordine pubblico anche della sua manifestazione, evitando che qualcuno si arroghi il diritto di impedirglielo, prendendo anche calci, pugni e sassaiole per evitare che altri ne subiscano i danni”.

E’ indignata e irrefrenabile Tina Martinez “Ma come si permette questa donna ad offendere chi la vita l’ha persa davvero difendendo chi gli era stato affidato?”.

Ma la memoria non è affidata proprio alla scuola. Non è alla scuola che abbiamo delegato commemorazioni e azioni per la crescita della legalità?

“E’ proprio questo che rende ancor più grave l’atteggiamento della signora. Un’insegnante non può permettersi di diventare il cattivo esempio. Borsellino diceva che abbiamo bisogno di un esercito di insegnanti e aveva ragione perchè la battaglia per la cultura della legalità si vince nelle aule scolastiche. Ma non certo con questi insegnanti. Può pensarla come vuole e odiare chi vuole ma non può insegnarlo ai nostri figli, ai figli di un Paese civile che lavora per far crescere proprio la cultura della legalità. Non le deve essere permesso”.

“Ci servono esempi per i nostri giovani. Esempi come quello fornito da chi ha perso la vita per difendere e non certo da chi augura la morte”