E’ trascorsa in modo tranquillo anche la seconda notte di applicazione delle zone rosse a Palermo. Dopo la pubblicazione dell’ordinanza del prefetto di Palermo Massimo Mariani nella serata di venerdì è comparso il dispositivo integrato di controllo del territorio nelle aree considerate a rischio ovvero l’area dal Teatro Massimo a via Cavour che attraversa tutte le strade interne del quartiere Olivella teatro dell’omicidio di Paolo Taormina.

Le forze dell’ordine sono state avvistate di meno, invece, nelle altre due zone zone ovvero quella che va dalla stazione ferroviaria centrale fino ai quattro canti lungo la parte alta di via Maqueda e l’intera area del mercato e del quartiere della Vucciria. Zone che in realtà spesso si intersecano fra loro in alcuni punti, dove i turisti ieri erano davvero tanti e spesso apparivano ignari di quel che la città ha riservato nei giorni scorsi,ai frequentatori della Movida.

L’ordinanza in vigore per tre mesi

L’ordinanza sarà in vigore per tre mesi quindi fino ad oltre metà gennaio coprendo anche l’intero periodo delle festività natalizie e di Capodanno. In queste aree le forze dell’ordine potranno allontanare persone che disturbano senza ulteriori provvedimenti, sarà vietato stazionare ai pregiudicati per vari reati. Si va dallo spaccio di droga alle lesioni, dallo scippo alla rapina, dalle percosse alla detenzione abusiva di armi. saranno effettuati controlli anche sul rispetto del Daspo urbano.

Le indagini sul delitto

Intanto proseguono le indagini sull’omicidio di Paolo Taormina. Gaetano Maranzano, il 28enne dello Zen che si trova in carcere e che ha confessato di essere l’autore dell’omicidio, parla poco e solo di se ma non avrebbe agito da solo.

Sono sette i giovani dello Zen destinatari di altrettante perquisizioni eseguite fra sabato e domenica e fra loro quattro si coprono a vicenda e avrebbero mentito nelle loro deposizioni alle forze dell’ordine quando sono stati ascoltati. In particolare la denuncia è scattata per un giovane che avrebbe aiutato Maranzano a scappare e nascondersi ospitandolo a casa propria per qualche ora, fino alla cattura. Un secondo giovane è, invece, accusato di aver schiaffeggiato uno dei clienti del pub di Taormina che sarebbe poi fuggito nascondendosi fra le auto parcheggiate in piazza Spinuzza. Sarebbe stato questo l’evento di partenza dei tragici fatti della notte fra sabato 11 e domenica 12 ottobre. Infine altri due sono accusati di false dichiarazioni alle forze dell’ordine