Era uno dei primi eventi per la commemorazione del trentennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio ma non ci sarà per “per motivi di opportunità” visto che è stato deciso di annullarlo. Era l’evento organizzato per il 15 maggio al Politeama dall’Inner Wheel Palermo Normanna e dal Pool antiviolenza e per la legalità. Erano tutti e due presieduti da Angela Fundarò. La donna sarebbe indagata nell’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari l’ex consigliere comunale Giulio Cusumano.

Oggi la decisione, evento annullato

Fino a ieri l’evento era in programma ma oggi è stato deciso di annullarlo. Erano previsti gli interventi di magistrati, giornalisti e vertici delle forze dell’ordine. Al Politeama, infatti, avrebbero dovuto intervenire i magistrati Giuseppe Ayala, Ignazio De Francisci, Giuseppe Di Lello, l’ex presidente del Senato Piero Grasso, Leonardo Guarnotta, Alfredo Morvillo e Gioacchino Natoli, ma anche Maria Falcone, nonché Francesco Messina, direttore centrale anticriminine della polizia, e il questore Leopoldo Laricchia. Importanti anche i nomi dei giornalisti invitati, da Felice Cavallaro, a Francesco La Licata, Andrea Purgatori, Sigfrido Ranucci, Salvatore Cusimano, Sandra Amurri e Francesco Vitale.

Le accuse alla Fundarò

Secondo quanto sostengono gli investigatori coordinati dalla Procura, la Fundarò, avrebbe agevolato i progetti di Cusumano e gli avrebbe consentito di ottenere oltre 20 mila euro non dovuti nell’ambito dei fondi destinati a “Palermo Capitale della Cultura”. La Fundarò era vicepresidente della Fondazione Sant’Elia che doveva vagliare gli eventi.

Le accuse contestate

L’accusa contestata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis, che coordina l’indagine della squadra mobile, è quella di corruzione, ma non ha superato il vaglio del gip Clelia Maltese. Il giudice scrive infatti nell’ordinanza che “il comportamento certamente riprovevole, deprecabile e illecito di Fundarò, la quale nonostante e in forza del suo ruolo di vicepresidente della Fondazione Sant’Elia, si affaticava a cercare accordi con terzi al fine di lucrare poche migliaia di euro e di potersi mettere in mostra nelle manifestazioni, offrendo in cambio informazioni e notizie apprese grazie al suo ruolo non assurge però a una condotta” corruttiva, “non avendo a oggetto l’esercizio di poteri o il compimento di atti legati a detta funzione”. Fundarò venne infatti prima nominata nella commissione che avrebbe dovuto vagliare i progetti e finanziarli e poi la decisione fu annullata in autotutela.