È ancora aperto il dibattito sul futuro di oltre 100 imprese agricole e di circa 3 mila addetti coinvolti nel progetto territoriale del DOSES – Distretto Orticolo del Sud-Est Sicilia, che da anni si batte per il riconoscimento della Regione Siciliana e che oggi subisce le farraginose beghe della macchina burocratica. La Terza Commissione allArs ha discusso in questi giorni il procedimento che rischia l’archiviazione della richiesta di riconoscimento del Distretto.

Il direttore Gianni Polizzi ha difeso non solo le oltre 100 imprese del DOSES, ma tutta la fascia trasformata dell’area iblea, oscurata e trascurata dalle lungaggini burocratiche. I deputati iblei intervenuti alla discussione iblei hanno conciliato l’incontro ponendosi da intermediari tra DOSES e assessorato al fine di raggiungere una soluzione condivisa e ragionevole per il bene delle imprese e del comparto agroalimentare.

“Basta azzeccagarbugli per la fascia trasformata del sud-est – ha dichiarato il direttore del DOSES, Gianni Polizzi – l’istanza di riconoscimento del DOSES è prima di tutto un fatto sociale. Prolungare le tempistiche e imporre ostacoli burocratici significa non mettersi una mano sulla coscienza sulla questione agricola ed alimentare nuovi malcontenti. Gli agricoltori stanno vivendo momenti di mortificazione dopo anni di investimenti ed attività di promozione territoriale. L’area ipparina quella più dimenticata, nonostante cuore pulsante dell’agricoltura siciliana!”

La politica iblea si è schierata dalla parte dei produttori del DOSES grazie all’attività propositiva di Nello Dipasquale e di Orazio Ragusa, i quali hanno dibattuto in favore di una pronta risoluzione: “L’Assessorato Attività Produttive” – ha commentato Dipasquale – “ha negato il riconoscimento del Distretto Orticolo del Sud-Est Sicilia motivando la decisione con il presunto mancato rispetto della scadenza entro la quale si potevano inoltrare le domande. Tuttavia risulta che altri distretti abbiano visto accolta le proprie richieste pur avendole presentate oltre la presunta scadenza. Si tratta di una evidente disparità di trattamento che fa emergere incongruenze e difformità nella procedura e che danneggia il Distretto Orticolo del Sud-Est e l’intera provincia di Ragusa. Per questa ragione ho riferito all’assessore che non esistono motivi per escludere il riconoscimento di questo Distretto produttivo e che se non dovesse essere accolta la richiesta, sono pronto a partecipare alle spese legali per un eventuale ricorso.”

A perorare la causa è stato anche il deputato Orazio Ragusa che ha così spiegato: “Abbiamo avuto rassicurazioni sul fatto che tutti i distretti produttivi saranno riavviati a riconoscimento per cui è fondamentale che le aziende interessate a farne parte ripresentino la documentazione. L’altro punto che merita di essere sottolineato, è che il Libero consorzio comunale si caricherà l’onere di tenere i contatti con gli uffici regionali, curando tutti gli adempimenti necessari per far sì che l’iter previsto possa trovare adeguata contezza”.