I suoi colleghi si sono affacciati dai balconi dell’ospedale salutandolo con un lungo applauso.
Le ambulanze hanno attivato le loro sirene. Quanti erano presenti davanti al nosocomio si sono divise in due file, per lasciar passare il carro funebre che stamane ha portato via la salma per la celebrazione dei funerali.

Grande dolore e commozione a Vittoria, zona rossa, per la morte di Gianni Russo, infermiere della terapia intensiva e rianimazione dell’ospedale “Guzzardi” della cittadina, deceduto a causa del Covid19.

Russo aveva 58 anni. La notizia del decesso è stata diffusa ieri dall’Asp di Ragusa che “si stringe al dolore di tutta la famiglia, supportandola in questo momento di grande dolore. Il nostro saluto d’addio è per un professionista riconosciuto da tutti per l’impegno e la dedizione al suo lavoro”.

L’infermiere, ammalato da circa due mesi, “non ce l’ha fatta e lascia un vuoto immenso non solo nell’Asp di Ragusa, ma in tutta la comunità vittoriese che in questa seconda ondata sta vivendo momenti molto drammatici”, conclude l’Asp.

Quanti hanno lavorato negli anni, fianco a fianco con Gianni Russo, ancora non riescono a credere che un uomo tanto buono ed attaccato alla sua professione non ci sia più.

Numerosi i messaggi di cordoglio sui social network scritti da chi conosceva Gianni, sempre dedito ai suoi malati che accudiva amorevolmente, senza risparmiarsi.

Scrive Carmelo, un infermiere: “A nome mio personale e di tutto il personale dell’area di emergenza dell’ospedale Guzzardi di Vittoria porgo sentite condoglianze alla famiglia e all’ordine degli infermieri per la scomparsa del Collega infermiere che con la Sua professionalità, assieme a Voi Tutti, ha affrontato questa terribile pandemia dimostrando professionalità ed abnegazione.
Tutti Noi che siamo impegnati quotidianamente con orgoglio nell’affrontare la grave situazione dobbiamo andare avanti anche nel ricordo del Valoroso Gianni Russo.
RIP Gianni”.

Un’altra collega, di nome Patrizia, scrive: “Condoglianze… Non ci sono parole, facciamo il nostro lavoro e moriamo per questo. È uno schifo”.

(video fornito da Franco Assenza)