Se una cosa che io debbo fare e la posso fare, me lo dite ed io la faccio. Sia con l’assessore Turano, sia con l’assessore Baglieri, sia con l’assessore Cordaro, sono amici miei“. E’ uno stralcio di una conversazione tra il sindaco di Priolo, Pippo Gianni, arrestato nell’ambito di un’inchiesta per concussione della Procura di Siracusa, ed i dirigenti di un colosso della zona industriale, non coinvolti nell’indagine, a cui l’ex deputato nazionale, secondo gli inquirenti, avrebbe chiesto delle assunzioni ed un appalto per una ditta locale.

L’incontro nella stanza del sindaco

In quell’incontro, avvenuto il 25 febbraio del 2022 nella stanza del sindaco, il capo dell’amministrazione di Priolo avrebbe mostrato i muscoli, sotto l’aspetto politico, annunciando la sua candidatura alle elezioni regionali, mai avvenuta, ed addirittura la sua nomina ad assessore del nuovo Governo dell’isola.

“Sarò assessore”

“Io ad ottobre sarò candidato ed andrò a fare il deputato e quindi devo andare a fare l’assessore. Siccome sono l’assessore più bravo che c’è stato fino ad oggi in industria, dopo Rino Nicolosi… quindi, sanno che comunque ci sono.. Dottore siamo nella sue mani per quella cosa”.

I lavoratori da far assumere

I dirigenti dell’impresa avrebbero, però, sostenuto che le richieste per le assunzioni delle persone segnalate da Gianni sarebbero state in contrasto con le politiche aziendali. Ma Gianni avrebbe insistito.

Gianni: “Ingegnere, diamo una mano a questi disgraziati, che subiscono dalla mattina alla sera. Anche io sto cercando di dare una mano a tutti anche agli ex detenuti, le persone di 50 anni, gli ex tossicodipendenti che vogliono rifarsi una vita, è il caso di dargli una mano. Sono grato, se sbagliano buttateli fuori a calci nel culo”

Dirigente: Nelle assunzioni è difficile. Perché sa, ormai si va verso i giovani, cioè se uno deve scegliere, sceglie i giovani.

Le pressioni di Gianni

Per i magistrati della Procura di Siracusa, quel rifiuto avrebbe indispettito il sindaco che, nella conversazione, avrebbe citato un episodio, quello in cui, anni prima, avrebbe disposto degli accertamenti nei confronti di un’altra azienda del Petrolchimico. “Io vado per un incontro internazionale a Londra, sono cinque giorni a Londra. Il terzo giorno mi chiamano, dicendo: Hanno fatto sette assunzioni. Di Priolo chi c’é? Nessuno. Ah, va bene. Mi segue? E mando una squadra a fare un controllo”.

Gianni: Mi sto sbagliando?

Dirigente: Il messaggio è chiaro

Gianni: Mi dia una mano per darvi una mano. Date una mano per darvi una mano. Io non ho interesse di nessun tipo, non mi devo arricchire…. Io non faccio ricatti, minacce, non ne faccio, non è cosa mia, io faccio politica.

Gli appalti

In quello stesso incontro, dalle telecamere montate nella stanza del sindaco, gli inquirenti notarono la consegna di un foglio da parte del sindaco nelle mani del dirigente dell’azienda. Quest’ultimo, non indagato, ha riferito poi ai magistrati, nel corso della sua deposizione, che nel pizzino erano indicati i riferimenti di una gara d’appalto di manutenzione nell’impresa presso cui lavorava ed il nome di una società di Priolo, “sponsorizzata” da Gianni. Ma quella ditta, come specificato dal manager, non avrebbe ottenuto l’appalto.

Gli indagati

Gianni è ai domiciliari  mentre sono a piede libero tre persone, tra cui funzionari del Comune di Priolo, iscritte nel registro degli indagati. Tra le contestazioni al sindaco, sospeso per effetto della legge Severino, delle multe annullate, delle richieste di sponsorizzazioni ad una azienda in favore di una squadra di calcio locale e la richiesta di proroga di un contratto ad una grossa impresa del Petrolchimico in favore di una ditta dell’indotto.

 

 

 

 

 

 

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