Non è stato trovato alcun segno di violenza sul corpo di Armando Palmeri, il pentito trovato morto nella sua abitazione di contrada Bosco Falconeria a Partinico. Questo l’esito della prima ispezione cadaverica effettuata questa notte dal medico legale. Palmeri, 62 anni, è stato trovato senza vita all’interno del suo appartamento ma al momento non si conoscono ulteriori dettagli. Gli inquirenti stanno agendo con il massimo riserbo sulla vicenda, considerando il profilo della vittima.

Le indagini

Ad indagare i carabinieri per provare a capire se la morte dell’ex pentito possa essere riconducibile senza alcun dubbio ad una morte naturale o meno. La Procura di Palermo ha disposto l’autopsia proprio per provare a fugare ogni possibile sospetto attorno ad un caso che coinvolge certamente un personaggio controverso. Parliamo infatti di quello che fu l’autista del boss di Alcamo Vincenzo Milazzo e che ad un certo punto deciso di collaborare con la giustizia. Nel processo a Matteo Messina Denaro aveva parlato di stragi e 007 deviati.

La morte del collaboratore di giustizia alcamese Armando Palmeri – anche se sembra riconducibile a cause naturali – presenta dei contorni da chiarire.
Il 20 marzo avrebbe dovuto deporre al Tribunale di Caltanissetta, nell’ambito di un processo legato alle stragi, ed aveva chiesto un collegamento in videoconferenza perché – ha confidato a persone a lui vicine, proprio ieri – temeva per la sua incolumità.

La sua apparizione in tv

Palmeri aveva parlato l’ultima volta alla trasmissione Rai di inchiesta giornalistica “Report”, rilasciando anche dichiarazioni inedite. Il collaboratore parlò di contatti tra uomini dei servizi nel 1992 e Milazzo mediati da politici. Un personaggio che era anche in ottimi rapporti con Antonino Gioè, l’uomo che entrò in contatto con Paolo Bellini, il killer di Avanguardia Nazionale e di ‘ndrangheta che è stato anche condannato in primo grado come esecutore della strage della stazione di Bologna.

Gli intrighi

Il boss Vincenzo Milazzo fu ucciso perché non aveva approvato la strategia delle stragi. Con lui venne uccisa la compagna, parente di un appartenente ai servizi segreti. Palmeri ha ripetuto questa versione per anni in molti tribunali. Ha confermato anche di aver visto traffico di materiale nucleare nelle campagne di Alcamo. Che probabilmente veniva spedito nei paesi del sud del mondo, Libia in particolare fino al 1993, per costruire le bombe sporche.

L’INTERVISTA AD ARMANDO PALMERI, FOTO TRATTA DA REPORT

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