GELA, 29 Dicembre 2025 – La “frittata”, purtroppo, è fatta. Ma questa volta il danno non è solo materiale; è una ferita che colpisce al cuore il tentativo di rinascita di una città come Gela che lotta costantemente contro i propri demoni. L’opera “Identità”, simbolo di equilibrio e di storia, è stata “stuprata” proprio nel giorno della sua presentazione alla cittadinanza. 

Oltre al danneggiamento, è stato sottratto il prezioso ramoscello d’ulivo in metallo artistico, opera di Daniela Iraci.

L’episodio, avvenuto paradossalmente a pochi passi da Palazzo di Città, non è un caso isolato. Segue di poche settimane il raid contro il locale “Zangaloro” e si inserisce in un contesto di micro-criminalità e vandalismo che vede, in media, un’auto danneggiata ogni sera tra le vie di Gela.

Il paradosso di “Identità”

L’opera colpita porta in sé la triscele, segno esoterico legato al ciclo di creazione e distruzione. Secondo la filosofia orientale, l’universo si regge sull’equilibrio tra amore e odio. È amaro constatare come l’odio abbia provato a prevalere proprio su un manufatto che parla di amore e pace.

Tuttavia, l’associazione non invoca solo repressione:

“La risposta deve essere culturale. Quale migliore reazione di un’arte che rievoca la storia e il ‘Saper Fare’? Non è stata un’impresa facile o gratuita: è costata fatica, impegno e risorse proprie.”

Il progetto si inserisce nel contesto più ampio di MOSAICO – Museo d’Arte Contemporanea a Cielo Aperto, un’iniziativa interamente finanziata dall’associazione per raccontare una Gela diversa.
L’obiettivo è ambizioso: sconfiggere la “Gelesitudine”, quel senso di vergogna o rassegnazione che molti gelesi provano nel rivelare le proprie origini a causa della cronaca o del degrado.

L’analisi di Gela Brainstorming APS va oltre il danneggiamento e l’atto materiale del furto.
C’è un atto d’accusa preciso verso chi ha preparato il terreno: i cosiddetti “odiatori seriali”.
Secondo l’associazione, la violenza fisica è stata preceduta da una violenza verbale e ideologica sui social, alimentata da foto rubate e commenti velenosi.
“Chi ha soffiato sul fuoco ha provocato l’incendio”, spiegano, riferendosi alla diffusione di immagini dell’opera prima dell’inaugurazione che hanno scatenato derisione e ostilità.

Nonostante lo sdegno, la mano tesa resta la cifra stilistica dell’associazione. Ai vandali e agli odiatori viene offerto il dialogo: “Siamo sicuri che valiate molto di più del gesto che avete compiuto. Siamo a disposizione per aiutarvi e costruire insieme un percorso che recuperi la vostra autostima”.

Il cammino di MOSAICO non si ferma e per il 2026 sono già in cantiere altre cinque opere (tre in città e due fuori), con l’obiettivo di trasformare l’arte nel volano per lo sviluppo economico e sociale del territorio.

La sfida è lanciata, per cambiare Gela serve una squadra di “persone di buona volontà” che abbiano il coraggio di metterci la firma, proprio come accade su quelle targhe tanto contestate, ma che rappresentano l’assunzione di responsabilità di chi non vuole più restare a guardare.

L’opera è stata comunque inaugurata ed è a disposizione di visitatori, curiosi e turisti.

Luogo: gela, Viale Mediterraneo, GELA, CALTANISSETTA, SICILIA

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