Valorizzare il territorio attraverso un racconto corale che intreccia storia, natura, agricoltura e cultura. Con questo ambizioso obiettivo si è conclusa, nel salone degli Specchi del Municipio di Giarre, la tre giorni di “Doni di Natura”, il progetto identitario che ha acceso i riflettori sulle eccellenze del comprensorio jonico-etneo. Alla presenza del sindaco Leo Cantarella, la manifestazione – con le narrazioni delle storie dei contadini giarresi e gli interventi musicali curati da Antonello Mallaci – ha celebrato il primato di Giarre nella filiera dei frutti tropicali, una realtà produttiva ormai riconosciuta a livello nazionale e che vede l’avocado come protagonista assoluto di una storia di successo lunga cinquant’anni. Il momento centrale della giornata conclusiva è stato l’intervento del prof. Alberto Continella, docente della facoltà di Agraria dell’Università di Catania. L’esperto si è soffermato sulle straordinarie potenzialità dell’avocado, spiegando come il microclima giarrese e le pendici dell’Etna offrano condizioni uniche al mondo per questa coltura. “Doni di Natura”, curato da Eventi Olimpo e dall’associazione La Fenice con la direzione artistica di Sandro Vergato e la collaborazione del vice presidente del Consiglio Raffaele Musumeci, ha saputo coniugare l’aspetto tecnico con quello divulgativo. Il 27, 28 e 29 marzo Giarre ospiterà la prima edizione del premio “L’Avocado d’Argento”. Non si tratterà di un semplice riconoscimento settoriale, ma di un evento di ampio respiro che premierà personalità che si sono distinte in diversi ambiti della conoscenza e della creatività umana. L’Avocado d’Argento diventerà così il simbolo di una Giarre che “premia il merito” e che usa le proprie eccellenze agricole come volano per un’attrazione culturale di respiro nazionale. “Giarre dimostra di saper guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici contadine,” ha dichiarato il sindaco Leo Cantarella. All’importante tavolo tecnico svoltosi nel Salone degli Specchi, il contributo di Andrea Passanisi, presidente di Coldiretti Catania, ha aggiunto una dimensione strategica ed economica fondamentale, inquadrando il fenomeno dei frutti tropicali non più come una curiosità agronomica, ma come un pilastro del “Made in Sicily”.

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