Il Piccolo Teatro di Alcamo celebra il cinquantesimo anniversario della sua fondazione. Un traguardo che testimonia mezzo secolo di impegno, passione e dedizione nella promozione della cultura teatrale in Sicilia, valorizzando sia il percorso artistico che quello umano della compagnia.
Sul palcoscenico del teatro Cielo d’Alcamo si sono avvicendati, nel corso degli anni, innumerevoli personaggi: da Ciampa a Luca Cupiello, da Gennaro Jovine a Filumena Marturano, da Argante ad Arpagone, passando per Padre Attanasio e Don Felice. Un carosello di protagonisti, caratteristi e comparse che, attraverso le voci e i gesti degli attori, hanno dato vita alle parole di Molière, Pirandello, Eduardo e tanti altri autori, regalando al pubblico una galleria di ricordi, immagini e suoni indimenticabili.
La storia del Piccolo Teatro di Alcamo ha avuto inizio il 16 gennaio 1976, quando un gruppo di giovani appassionati, animati dal desiderio di promuovere la cultura teatrale, decise di fondare una compagnia, preferendo il teatro alle mode del momento. Il debutto ufficiale avvenne il 3 marzo dello stesso anno, con la rappresentazione della commedia “San Giovanni Decollato”, segnando l’apertura di un percorso artistico che avrebbe lasciato un segno indelebile nella comunità locale.
Cinquant’anni dopo, il Piccolo Teatro di Alcamo è ancora qui e il 17 gennaio alle 17 al Teatro Cielo d’Alcamo festeggia ufficialmente il suo mezzo secolo di attività, un traguardo che suscita emozione, nostalgia e gioia.
L’evento sarà presentato dall’attore Antonio Pandolfo, che con il Piccolo Teatro di Alcamo ha collaborato e in cui è cresciuto artisticamente. Francesco Buzzurro, uno dei più apprezzati e poliedrici chitarristi italiani, contribuirà alla festa. Prevista inoltre la partecipazione dell’assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Girolamo Turano, del vescovo di Trapani, monsignor Pietro Maria Fragnelli, e del sindaco di Alcamo, Domenico Surdi. L’ingresso è libero.
C’è un filo invisibile che attraversa questi cinquant’anni: è la straordinaria coesione del gruppo fondativo, un nucleo di giovani visionari come Giacomo Risico, primo presidente, Nicola Messina e, da oltre quarant’anni, Felice Ciacio. Uniti da una passione autentica e travolgente, questi pionieri hanno dato vita a un’avventura destinata a lasciare il segno. È grazie a loro se il Piccolo Teatro ancora oggi non è solo un luogo, ma un cuore pulsante di emozioni, idee e coraggio. Accanto a loro, la figura di Franco Regina, direttore artistico volitivo e sapiente, ha rappresentato una guida preziosa e costante. Con la sua sensibilità e il suo impegno, Regina ha saputo orientare le scelte artistiche della compagnia, promuovendo innovazione e qualità, e accompagnando il Piccolo Teatro nel suo percorso di crescita e rinnovamento.
“Oggi, il Piccolo Teatro di Alcamo celebra mezzo secolo di storia, di arte e di passione. Siamo orgogliosi di aver contribuito a creare un luogo di incontro e di espressione per la nostra comunità – afferma Franco Regina -. Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito a questo traguardo: attori, tecnici, collaboratori e, soprattutto, il nostro pubblico. Siamo grati per la fiducia e l’amore che ci avete dimostrato in questi anni. Continueremo a lavorare per offrire sempre nuove emozioni e a mantenere viva la magia del Teatro. Buon cinquantennale, Piccolo Teatro di Alcamo.”
Regina e gli altri fondatori, insieme a tanti altri giovani che il 16 gennaio 1976 decisero di credere nel teatro, hanno saputo restare uniti per mezzo secolo, affrontando ogni sfida con determinazione e spirito di squadra. Hanno rinnovato le proposte teatrali, promosso iniziative sempre nuove, accolto generazioni di attori sul palcoscenico, senza smarrire la loro identità. La loro forza è stata quella di credere, anche nei momenti più difficili, che il teatro potesse essere rifugio, riscatto, speranza.
A dispetto delle difficoltà oggettive che il tempo ha portato – cambiamenti sociali, chiusure forzate, ostacoli imprevisti – il gruppo fondativo ha saputo custodire e tramandare la propria missione, mantenendo viva la fiamma originaria. È questa la vera magia del Piccolo Teatro: la capacità di trasformare le sfide in opportunità, di restare fedeli a sé stessi pur aprendosi al nuovo, di essere famiglia prima ancora che compagnia, rappresentando uno dei principali punti di riferimento culturali, sociali e umani della città. Da quel lontano gennaio del 1976, il Piccolo Teatro ha attraversato epoche di grandi cambiamenti, mantenendo sempre viva la propria identità e la continuità della sua azione, anche di fronte a difficoltà oggettive come la lunga chiusura del teatro Euro (oggi Cielo d’Alcamo) dal 1989 al 1997.
Negli ultimi dieci anni, nonostante le difficoltà, in particolare durante la pandemia da COVID-19, il Piccolo Teatro di Alcamo ha continuato a distinguersi, registrando anche la partecipazione di propri attori in produzioni televisive nazionali.
Fin dagli esordi, la compagnia alcamese ha scelto di intrecciare nei propri cartelloni i grandi classici con le novità assolute, promuovendo sia i talenti locali che il teatro delle grandi compagnie nazionali, alternando spettacoli divertenti e impegnati e contribuendo a sprovincializzare l’ambiente favorendo la crescita civile della comunità.
In questi cinquant’anni, il Piccolo Teatro non solo ha ospitato sul suo palcoscenico alcuni dei più grandi nomi del teatro italiano ma ha soprattutto promosso la formazione di nuove generazioni di attori, attraverso laboratori, produzioni originali e collaborazioni con le scuole. Oggi, il teatro guarda al futuro con entusiasmo, sostenuto da giovani protagonisti che hanno già conquistato la scena e da un pubblico fedele che continua a preferire la qualità e l’autenticità delle sue proposte.
Nel 2009, infine, vede la luce la rassegna amatoriale, che quest’anno festeggia la quindicesima edizione. L’iniziativa registra immediatamente l’apprezzamento delle compagnie amatoriali isolane e non, che la fanno diventare un appuntamento tradizionale con il pubblico che apprezza gli attori amatoriali.
Il Piccolo Teatro di Alcamo si conferma così non solo come azienda culturale sana, ma anche come scuola di vita, attenta alle nuove generazioni e capace di rinnovarsi senza mai perdere di vista le proprie radici. Con una profonda gratitudine verso tutti coloro che hanno reso possibile questa straordinaria avventura: spettatori, soci, attori, collaboratori, istituzioni e partner che, stagione dopo stagione, hanno sostenuto e creduto nel valore del teatro come specchio della società e motore di speranza.

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