Palermo 9 gennaio 2026 – Mobilitazione domani a Palermo contro guerra e riarmo e in solidarietà con tutti i popoli oppressi. Domani, alle ore 10, il Coordinamento per la pace e contro il riarmo di Palermo sarà in presidio in piazza Giuseppe Verdi. Interverranno esponenti della società civile e delle comunità straniere di Palermo. Il coordinamento invita cittadine e cittadini, realtà associative, le formazioni sociali e la società civile ad aderire e partecipare.
“Condanniamo con fermezza l’estensione della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti tra Stati e l’ennesima e gravissima escalation bellica prodotta dall’attacco militare del governo Trump contro la Repubblica del Venezuela e dal rapimento del suo presidente, Nicolas Maduro, e dei suoi familiari. Si tratta – scrive il coordinamento in una nota – di una palese e inaudita violazione del diritto internazionale e della sovranità dei popoli, per la quale non esistono giustificazioni: non ci sono mai giustificazioni per legittimare il ricorso alla guerra come strumento di risoluzione dei conflitti tra gli Stati”.
Il coordinamento condanna al contempo “l’atteggiamento negletto e di assoggettamento del governo Meloni, che ha avallato e giustificato un atto di pirateria internazionale, ponendo il nostro Paese tra quelli complici della distruzione del diritto internazionale e delle istituzioni che lo regolano, confermando la complicità con un sistema neocoloniale che vede in terra di Palestina la sua più tragica rappresentazione dal dopoguerra ad oggi”.
“Ancora una volta – prosegue la nota – prevalgono la logica del dominio e della predazione delle risorse energetiche, facendo carta straccia del diritto internazionale come lo abbiamo conosciuto dal dopoguerra a oggi. Di fronte a questa aggressione dobbiamo condannare e reagire con forza, per fermarla e per affermare la cultura della pace e il ripristino del diritto internazionale. Esprimiamo la nostra totale solidarietà al popolo venezuelano. Chiediamo che l’Onu intervenga e che il governo italiano e l’Unione Europea condannino l’aggressione e s’impegnino per un cessate il fuoco e nel far pervenire soccorsi alla popolazione civile coinvolta”.
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