La Cittadinanza non è un semplice attributo burocratico, ma rappresenta la massima autorità di appartenenza di un individuo a uno Stato e a una Nazione. Essa costituisce il legame primordiale e indissolubile senza il quale la persona, all’interno di un territorio, cessa virtualmente di esistere: privato dello status di cittadino, l’individuo viene spogliato del diritto fondamentale di partecipazione alla vita pubblica e istituzionale, diventando un’ombra priva di voce nei processi che regolano la convivenza civile.
In questa ottica, l’essenza stessa dello Stato risiede nella tutela dell’identità dei suoi membri. Non può esistere una compagine statale che non ponga come priorità assoluta la sicurezza dell’identità delle persone. Quando la protezione del cittadino diventa una gestione emergenziale, il patto sociale si incrina profondamente. Non è accettabile, infatti, che il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica debba riunirsi in via straordinaria per tentare di garantire una sicurezza urbana che dovrebbe essere, invece, la condizione naturale e quotidiana per il godimento dei diritti della persona.
Uno Stato che non ha a cuore la sicurezza dei propri cittadini abdica alla sua funzione primaria. Tale mancanza lo rende paragonabile a una coppia di genitori che trascura o mette a rischio i propri figli: così come a costoro va tolta la potestà genitoriale per l’incapacità di proteggere la vita che hanno il dovere di custodire, uno Stato che fallisce nel proteggere la propria gente perde la sua legittimazione morale e politica.
La sicurezza non è una concessione straordinaria, ma il presupposto vitale della cittadinanza stessa.
È qui che si inserisce il grido di aiuto di Libero Grassi (e non solo) attraverso la sua lettera aperta del 10 gennaio 1991 pubblicata dal Giornale di Sicilia e indirizzata al “caro estorsore”. Libero Grassi non esprimeva solo il rifiuto di pagare il pizzo, ma sollevava un’accusa ai politici e alla società civile che poco avevano fatto per proteggere il tessuto produttivo mortificando il suo status di Cittadino come quello di ogni persona onesta della nostra città di Palermo, della nostra Nazione ovunque questi si trovi.
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