Verrà prorogata fino al 10 aprile, ad ingresso libero, la mostra Spazio Umano, allestita nella chiesa di San Mamiliano (complesso di Santa Cita di Palermo) organizzata dalla Fondazione Riv, in collaborazione con Fondazione Brodbeck (Catania), la Fondazione OELLE Mediterraneo Antico (Catania) e Pulcherrima Res (Palermo). Una mostra che è un dialogo con i tesori di arte e di fede riscoperti e restituiti alla città dopo anni, presenta le opere di dodici artisti di varie culture, generazioni, origini geografiche. Ne fanno parte gli artisti Adalberto Abbate, Francesco Balsamo, Tony Cragg, Francesco De Grandi, Aziz Hazara, Francesco Lauretta, Urs Lüthi, Rabih Mroué, Dala Nasser, Mimmo Paladino, Hans Schabus, Alberto Scodro.
La mostra è nata da un’idea di Patrizia Monterosso e Gianluca Collica e si avvale del board curatoriale diffuso composto da: Cesare Biasini Selvaggi, Gianluca Collica, Emmanuel Lambion, Patrizia Monterosso, Alberto Salvadori.
A margine della mostra sono già stati organizzati degli appuntamenti che hanno visto e che vedranno protagonisti alcuni dei massimi esponenti del mondo dell’arte internazionale. Tra questi il dialogo sull’arte pubblica con l’artista Alfredo Pirri e la lezione concerto sul tema della follia a cura del musicista Enrico Corli. I prossimi appuntamenti sono previsti a partire da marzo.
La mostra
La mostra Spazio Umano propone una dimensione artistica e teorica caratterizzata da differenti espressioni creative e culturali, che generano uno speciale luogo di prossimità concettuale a difesa della dimensione umana, per sollecitare riflessioni sociali, culturali e per comunicare l’urgenza di opporre resistenza all’anestesia che le storture della nostra società generano nella percezione della nostra identità, del sé, degli altri e del mondo.
La mostra intende rappresentare, per ciascun visitatore, un laboratorio di riflessione, a salvaguardia dell’arte e della cultura, che si esprimono attenzionando la fragilità del nostro futuro, sempre più configurato in una dimensione umana in bilico. In mostra anche opere che sono testimonianza del ruolo propulsivo dell’arte quale strumento di azione e costruzione di pace, di ricomposizione dell’identità umana nelle varie sfaccettature. Arte, dunque, come responsabilità del recupero della salvaguardia dello spazio umano e come attivazione di percorsi inediti di incontro tra generazioni differenti di artisti e di prospettive che accendono la luce sulle lacerazioni e lo straniamento forzato generato dalle guerre. La proroga consentirà anche la prosecuzione degli approfondimenti della mostra , già iniziata con studenti dell’Accademia delle belle arti, attraverso la visita-lezione promossa da alcuni professori.
Gli orari di visita sono consultabili sul sito della Fondazione Riv.
Luogo: chiesa di San Mamiliano
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