Ci sarà ancora da aspettare per la convocazione dell’atteso vertice di maggioranza auspicato da Fratelli d’Italia che spinge per incontri e decisioni. I tempi non sono ancora maturi per parlare concretamente di come si deve comporre la giunta regionale di governo per l’ampio rush finale della legislatura.
L’attesa degli sviluppi
Prima di avviare una discussione non semplice il Presidente della Regione sembra intenzionato ad aspettare gli sviluppi di questi giorni. In ballo ci sono tanti eventi. Da un lato le decisioni della magistratura sulle richieste di rinvio a giudizio dell’assessore Elvira Amata (Udienza preliminare in avvio oggi ma subito rinviata al 2 marzo) e sul Presidente dell’Ars Gaetano Galvagno (Udienza preliminare la prossima settimana) anche se quest’ultima ha un peso relativo sulle scelte per la giunta. Dall’altro lato ci sono le tensioni in casa Dc.
La Democrazia Cristiana
Il governatore ha detto chiaramente che non ci sono, ad oggi, le condizioni per un rientro della dc in giunta ed anche le indiscrezioni su una apertura a Ignazio Abbate nel caso in cui convolasse a nozze con l’Udc, sembrano lasciare il tempo che trovano soprattutto alla luce di una indagine ragusana che riguarda proprio l’ex sindaco di Modica.
Ci sono, poi, tensioni e scontri nello scudocrociato che non riesce a trovare pace ne guida nel dopo Cuffaro. Ed anche i nomi che circolano in queste ore che vanno da Laura Abbadessa (moglie del magistrato ed ex assessore Massimo Russo) e Giacomo Scala, segretario provinciale a Trapani e commissario straordinario del C.I.A.P.I. di Priolo, sono solo un esercizio di gossip politico più che basati su fatti concreti.
Il nodo sanità
L’indiscrezione riportata questa mattina dal Giornale di Sicilia di una apertura di Schifani a FdI che chiede proprio l’assessorato alla sanità viene recepita quantomeno come prematura fra i corridoi di palazzo d’Orleans.
Un rimpasto di deleghe e possibile ma quando e come avverrà sono fatti ancora da determinare. Non c’è una apertura da una parte ne una chiusura dall’altra: tutto dipenderà da come si incastrano le varie pedice di questo puzzle che deve dare risposte politiche ai partiti che compongono la maggioranza ma anche mettere il Presidente della Regione in condizione di lavorare bene e con serenità per questi due anni o poco meno che restano.
Da quattro a sei pedine in movimento
Così, al momento, l’unica cosa che resta abbastanza certa è che il movimento sarà chirurgico ma potrebbe riguardare da quattro a sei pedine, quindi arrivare fino a metà giunta. Due, sicuramente, sono gli assessori da nominare, altri due sono gli assessori che sembra FdI voglia cambiare come ha confermato proprio il Commissario Luca Sbardella con nomi e cognomi (Amata e Scarpinato) e altre due pedine in movimento potrebbero essere quelle degli assessori tecnici dunque Faraoni e Dagnino che potrebbero essere sacrificati in nome dell’esigenza di una giunta interamente politica a fine legislatura. Almeno questa la richiesta di parte degli alleati e di Forza Italia.
La situazione è in piena evoluzione e non sarà certamente questa la settimana delle scelte anche se qualche giorni fa sembrava che potesse esserlo.






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