Si è svolto ieri pomeriggio, presso il Municipio di Giarre, un incontro tra i sindaci dei dieci Comuni del distretto socio-sanitario ionico-etneo (Giarre, Riposto, Mascali, Fiumefreddo di Sicilia, Calatabiano, S. Alfio, Milo, Piedimonte Etneo, Linguaglossa e Castiglione di Sicilia) per affrontare la gravissima situazione determinata dalla decisione della Regione Siciliana di sopprimere l’ambulanza del 118 di Riposto e di demedicalizzare il mezzo di Mascali. Alla riunione, convocata dal Comune capofila Giarre, guidato dal sindaco Leo Cantarella, hanno partecipato anche rappresentanti del Comitato ionico della scuola e numerose associazioni del territorio, a testimonianza di una preoccupazione ormai diffusa e trasversale. Le criticità, oltre a Riposto e Mascali, coinvolgono anche il Presidio Territoriale di Linguaglossa. La situazione appare ancora più incomprensibile se si considera che solo l’ambulanza di Riposto ha effettuato nel 2025 circa 2.500 interventi, a fronte di un bacino di utenza di circa 100 mila abitanti, che in estate raddoppia.
Un servizio introdotto dopo la chiusura del pronto soccorso dell’ospedale di Giarre nel 2015 e che, paradossalmente, ha visto aumentare costantemente il numero degli interventi anche dopo la riapertura del pronto soccorso. I sindaci hanno deciso di stilare un documento unitario e particolarmente incisivo, che verrà trasmesso al direttore generale dell’Asp di Catania, al Presidente della Regione Siciliana, allìAssessore regionale alla Salute, al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, al Presidente della VI Commissione Salute dell’Ars e, per conoscenza, al Prefetto di Catania, chiedendo l’immediata riattivazione dei servizi soppressi, stante i potenziali e concreti rischi per la salute pubblica.
“La sanità pubblica continua a perdere pezzi – dichiara il sindaco di Riposto Davide Vasta –La soppressione dell’ambulanza di Riposto, che da sola ha svolto 2.500 interventi nel 2025, e l’indebolimento dei presidi di Mascali e Linguaglossa mettono seriamente a rischio un intero comprensorio che dal mare raggiunge i 3.000 metri sull’Etna. È una scelta che non ha alcuna logica né numerica né sanitaria”. Durante l’incontro sono intervenuti anche i rappresentanti delle associazioni del territorio, che raggruppa quasi 100 tra associazioni, istituzioni scolastiche e Pro Loco, che hanno dato la piena disponibilità a sostenere tutte le iniziative che verranno decise. Qualora le richieste dovessero rimanere inascoltate, i sindaci hanno annunciato anche l’organizzazione di manifestazioni pubbliche, con amministratori e cittadini in prima linea, per difendere il diritto alla salute dell’intero territorio.
Luogo: GIARRE, CATANIA, SICILIA
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