“Catania è tragicamente prima per infortuni e morti sul lavoro in Sicilia. I dati sono sempre più inquietanti. Così come lo è, in attesa di risposte pienamente efficaci dalle istituzioni politiche, l’incapacità a invertire la tendenza all’aumento di incidenti. Sono stati 7250 quelli denunciati all’Inail tra gennaio e novembre dello scorso anno, quasi 500 in più rispetto allo stesso periodo del 2024. E 21 le vittime, mentre erano state 16 fra gennaio-novembre 2024”.
Enza Meli, segretaria generale della Uil di Catania, commentando il Rapporto mensile Inail esclama: “Non consentiamo a nessuno che la strage in corso nei cantieri, nei campi e nelle fabbriche della nostra provincia e del nostro Paese possa passare sotto silenzio!”. “Troppo comodo per qualcuno che tutto questo torni a essere sottovalutato e sottaciuto, mentre c’è chi spaccia per notizia degna di applausi la crescita di occupazione precaria e insicura. Ci attendiamo misure concrete, anche con l’intervento deciso delle associazioni datoriali. Perché chi gioca al risparmio sulla pelle di lavoratrici e lavoratori fa anche concorrenza sleale, quindi danneggia gravemente gli imprenditori onesti”.
L’esponente del “Sindacato delle Persone” afferma ancora: “Chiediamo più formazione, più controlli, più prevenzione. Nel 2025, sulla spinta della nostra campagna #Zeromortisullavoro, alcune proposte della Uil di PierPaolo Bombardieri sono state accolte dal Governo. Attendiamo il promesso incremento di organici negli Ispettorati del Lavoro, che in Sicilia dipendono dalla Regione, e abbiamo salutato con favore il rafforzamento del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, la copertura assicurativa Inail per studenti e studentesse impegnati nei percorsi scuola-lavoro col divieto di utilizzarli in lavori a rischio. E ancora l’introduzione del badge di cantiere, che dovrebbe garantire tracciabilità e contrastare il lavoro irregolare, così come i progetti di formazione scolastica sulla sicurezza promossi dall’Inail, che però dovrebbero essere inseriti stabilmente nei programmi curriculari. Ma non basta”.
Enza Meli conclude: “Noi rivendichiamo dalla politica lo stop ai subappalti a cascata e alle gare al massimo ribasso, l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, il patrocinio gratuito alle famiglie delle vittime. Da Catania, triste primatista siciliana per incidenti, esigiamo iniziative capaci di fermare questa impressionante corsa al rialzo di infortunati e morti”.
Luogo: VIA FRATELLI CAIROLI, 12, SICILIA
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