Dal 1° gennaio 2026 milioni di famiglie italiane si ritrovano davanti a un passaggio obbligato: il rinnovo dell’Isee. Non è una formalità. Dimmi quando presenti la Dichiarazione sostitutiva unica e ti dirò quanto riceverai nei prossimi mesi. È questa, in sintesi, la fotografia economica che emerge con l’entrata in vigore del nuovo sistema di calcolo previsto dalla legge di Bilancio 2026.

Il 31 dicembre 2025 è infatti scaduta l’attestazione Isee valida per l’anno precedente. Dal giorno successivo, è diventato operativo un indicatore profondamente rivisto, con l’obiettivo dichiarato di agevolare le famiglie con figli e facilitare l’accesso alle principali misure di inclusione sociale.

La conseguenza è immediata: chi non aggiorna l’Isee rischia di vedersi ridurre gli importi dell’Assegno unico e di perdere, anche temporaneamente, bonus e sostegni economici fondamentali.

Nei primi giorni dell’anno, l’attenzione si è concentrata soprattutto sulle tempistiche. Non rispettarle può costare caro. A partire da marzo 2026, in assenza di un Isee valido, l’Assegno unico viene automaticamente pagato con l’importo minimo previsto dalla normativa.

Una penalizzazione che non è definitiva, ma che richiede azioni rapide e consapevoli.

Assegno unico: perché il rinnovo dell’Isee è decisivo

L’Assegno unico e universale rappresenta oggi uno dei pilastri del welfare familiare italiano. È un sostegno economico riconosciuto per ogni figlio a carico:

  • fino ai 21 anni, al ricorrere di specifiche condizioni;
  • senza limiti di età per i figli con disabilità.

La platea dei beneficiari è ampia e trasversale: lavoratori dipendenti pubblici e privati, autonomi, pensionati, disoccupati e inoccupati.

Il nodo centrale resta però l’Isee. Senza un indicatore aggiornato al 2026, l’importo dell’assegno non riflette la reale situazione economica del nucleo familiare.

Da marzo 2026, chi non ha ancora presentato la nuova Dsu riceverà solo l’importo minimo. Se però l’Isee viene attestato entro il 30 giugno 2026, INPS può ricalcolare l’assegno e riconoscere gli arretrati spettanti.

Un margine temporale che offre una seconda possibilità, ma che non elimina i disagi nei mesi intermedi.

Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore una nuova modalità di calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente. La riforma nasce con un obiettivo preciso: rendere il sistema più favorevole ai nuclei con figli e migliorare l’accesso alle misure di inclusione sociale.

Il nuovo Isee si applica a un insieme ben definito di prestazioni:

  • Assegno di inclusione (Adi);
  • Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl);
  • Assegno unico e universale per i figli a carico;
  • Bonus asilo nido;
  • Sostegni domiciliari e bonus per i nuovi nati.

La revisione non è solo tecnica. Incide concretamente sulle soglie di accesso e sugli importi riconosciuti, con effetti che si faranno sentire già nei primi mesi del 2026.

Casa, figli e scala di equivalenza: le novità chiave

Il cuore della riforma è rappresentato da alcune modifiche strutturali al calcolo dell’indicatore.

La prima riguarda la casa di abitazione.

La franchigia sulla prima casa sale a:

  • 91.500 euro per la maggior parte delle famiglie;
  • 120.000 euro per chi risiede nei capoluoghi delle città metropolitane.

Un innalzamento significativo, che riduce il peso dell’abitazione principale nel calcolo dell’Isee e rende l’indicatore più aderente alla reale capacità di spesa delle famiglie proprietarie.

La seconda novità interessa direttamente i nuclei con più figli. È previsto un incremento di 2.500 euro per ciascun figlio convivente successivo al primo. Un correttivo che punta a riequilibrare il sistema a favore delle famiglie numerose.

Vengono inoltre rafforzate le maggiorazioni della scala di equivalenza in base al numero dei figli presenti nel nucleo. Tradotto in termini pratici: a parità di reddito e patrimonio, una famiglia con più figli avrà un Isee più basso rispetto al passato.

Patrimonio mobiliare: cosa resta escluso dal calcolo

Un altro punto centrale riguarda il patrimonio finanziario. Resta confermata l’esclusione automatica dal patrimonio mobiliare, fino a 50.000 euro per nucleo familiare, di:

  • titoli di Stato;
  • buoni fruttiferi postali;
  • libretti di risparmio postali.

Per le Dsu precompilate, l’esclusione avviene in modo automatico.
Per le Dsu autodichiarate, invece, deve essere indicata esplicitamente dal dichiarante.

Una differenza che può sembrare formale, ma che in realtà incide sulla correttezza del calcolo finale.

Domande respinte? L’Inps ricalcola automaticamente

Un aspetto spesso trascurato, ma di grande rilievo pratico, riguarda le domande già presentate.

L’Inps ha aggiornato i propri sistemi informatici per applicare il nuovo Isee alle Dsu presentate dal 1° gennaio 2026. Le richieste che, con il vecchio calcolo, sarebbero risultate negative vengono riesaminate automaticamente.

Non sono richiesti ulteriori adempimenti da parte dei cittadini. Un meccanismo che riduce il rischio di esclusioni ingiustificate e accelera l’accesso alle prestazioni.

Tempistiche e strategie: cosa conviene fare

Dal punto di vista economico, il 2026 si apre con una regola semplice: prima si rinnova l’Isee, meglio è.

Chi aggiorna l’indicatore nei primi mesi dell’anno evita:

  • il pagamento dell’Assegno unico al minimo;
  • ritardi nell’erogazione dei bonus;
  • la necessità di attendere conguagli successivi.

Chi invece rinvia oltre marzo 2026 deve mettere in conto una temporanea riduzione delle entrate mensili. Gli arretrati arrivano, ma solo se l’Isee viene presentato entro il 30 giugno.

Lo sapevi che…?

  • Il nuovo Isee può rendere accessibili bonus prima esclusi per pochi euro di soglia.
  • Le famiglie numerose sono tra le principali beneficiarie della riforma 2026.
  • La Dsu precompilata riduce il rischio di errori sul patrimonio finanziario.

FAQ – Domande frequenti

Quando è scaduto l’Isee 2025?
Il 31 dicembre 2025.

Cosa succede se non rinnovo l’Isee nel 2026?
Da marzo ricevi l’Assegno unico con importo minimo.

Posso recuperare gli arretrati?
Sì, se presenti l’Isee entro il 30 giugno 2026.

Il nuovo Isee vale per tutti i bonus?
Si applica alle principali misure di inclusione e sostegno alle famiglie.

I titoli di Stato contano nel patrimonio?
No, fino a 50.000 euro sono esclusi dal calcolo.