Sono in tutto 228 (e non 141) i nuovi poliziotti che arrivano in Sicilia. I rinforzi promessi dal Viminale, però, vengono valutati come insufficienti. Sul fronte generale sono 3500 le nuove assunzioni. I poliziotti destinati in Sicilia non arrivano a Palermo, ma vengono distribuiti nelle nove questure siciliane.

Le nuove assegnazioni divise per provincia

Il documento di assegnazione vede una distribuzione che lascia perplessi: 5 nuovi poliziotti vanno a Caltanissetta, 44 a Catania, 7 a Enna, 26 a Messina, 116 a Palermo, 7 a Ragusa, 13 a Siracusa, 9 a Trapani e soltanto uno ad Agrigento.

“Dati che destano forte preoccupazione – dice il capogruppo del Pd Michele Catanzaro –  Per la provincia di Agrigento, territorio in prima linea nella gestione dei flussi migratori, è prevista una sola unità aggiuntiva. Un numero del tutto insufficiente e inaccettabile per un presidio che affronta quotidianamente emergenze complesse e crescenti”.

“Ancora una volta – sottolinea Catanzaro – le grandi città del Nord sembrano godere di una corsia preferenziale. Roma, tra Giubileo e imminenti trasferimenti, si prepara a ricevere quasi 300 nuove unità, oltre a 154 nuovi ispettori, numeri enormemente superiori rispetto a quelli destinati al Sud. E’ evidente – dice Catanzaro – che la distribuzione del personale continua a essere profondamente iniqua. Altrettanto grave che da anni si annuncia l’imminente apertura di un commissariato a Lampedusa, porto d’ingresso in Europa, ma continua a rimandare”.

Il capogruppo PD richiama l’attenzione del Ministero dell’Interno e del Dipartimento della Pubblica Sicurezza: “La Sicilia vive da anni una condizione di sotto-organico cronico, mentre affronta fenomeni criminali complessi, emergenze sociali e pressioni migratorie che richiedono presidi forti e strutturati. È indispensabile un cambio di rotta immediato. La politica nazionale deve assumersi le proprie responsabilità e intervenire con i fatti, non con annunci”.

“Non possiamo accettare – conclude Catanzaro – che territori come Agrigento, simbolo dell’accoglienza e frontiera d’Europa, vengano lasciati senza risorse adeguate. La sicurezza dei cittadini e la tenuta delle istituzioni non possono essere sacrificate per logiche che penalizzano sistematicamente il Sud”.