Ad uccidere Vito La Puma dovrebbe essere stata una stessa arma. Lo ha stabilito l’autopsia all’istituto di Medicina legale del Policlinico di Palermo, sul corpo dell’allevatore di Borgetto ucciso mercoledì con tre colpi d’arma da fuoco nelle campagne tra Partinico e Borgo Parrini.
I colpi sarebbero di una calibro 38. Sono due i colpi profondi che hanno provocato la morte. Poi ci sono altri tre fori più superficiali.
Sul fronte dell’indagine sono stati sentiti ancora familiari e i proprietari dei terreni dove è avvenuto il delitto.
Ad occuparsi delle indagini è la Direzione distrettuale antimafia di Palermo. È nel contesto degli equilibri mafiosi che si scava per scoprire chi e perché ha sparato all’allevatore di 73 anni.
Le indagini della squadra mobile sono coordinate dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio che si occupa delle indagini su Cosa Nostra a Palermo e provincia.






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