La digitalizzazione delle amministrazioni è il passaggio decisivo per una vera semplificazione. E’ giunto a questa conclusione il rapporto della Commissione semplificazione. Un report articolato quello che è stato presentato questa mattina in sala della Regina a Montecitorio dal Presidente della Commissione Bicamerale Saverio Romano.

Il documento

Si tratta di un documento approvato l’8 ottobre 2025 “risultato di un grande sforzo e di un prezioso lavoro di squadra. Oltre trenta soggetti auditi, tra istituzioni nazionali ed europee, autorità indipendenti, enti territoriali, università, operatori tecnologici, associazioni, professionisti, imprese. Ringrazio per questo i componenti della Commissione, tutti i gruppi parlamentari, gli auditi, il personale della Camera e del Senato e quanti hanno contribuito a vario titolo al raggiungimento di questo traguardo di conoscenza” ha detto Romano presentandolo.

Cosa emerge dalla relazione

“Ebbene, dalla relazione emerge un dato su tutti: semplificazione e digitalizzazione coincidono. Sono le chiavi del futuro del Paese. L’obiettivo dev’essere quello di far sì che la digitalizzazione diventi, realmente, l’architettura dello Stato. Abbiamo voluto capire in che modo lo Stato entri nella vita quotidiana dei cittadini, con quali tempi e con quale efficacia. Siamo arrivati ad alcune conclusioni: la digitalizzazione costituisce un fattore decisivo di semplificazione solo se incide effettivamente sui procedimenti, sull’organizzazione amministrativa e sulla capacità di garantire i diritti dei cittadini”.

Impianto normativo  non è avanzato

“E’ vero: abbiamo un impianto normativo avanzato, infrastrutture importanti, competenze di alto livello e diffuse ma occorre eliminare la frammentazione che è presente nelle banche dati, nelle piattaforme e tra i vari livelli di governo. Serve assicurare il rispetto del principio del ONCE ONLY e una nuova governance che punti sull’interoperabilità come principio organizzativo. Cittadini e imprese continuano a fornire le stesse informazioni a enti diversi”.

!E’ altresì necessario intervenire sull’interoperabilità dei sistemi, sull’identità digitale quale elemento di accesso a diritti, servizi e responsabilità e poter contare su una regia unica. Altro aspetto di assoluta rilevanza è quello dell’inclusione digitale”.

Non solo vantaggi, i rischi della transizione digitale

“La transizione digitale non può creare cittadini di serie A e cittadini di serie B! Servono presìdi territoriali e reti di supporto per scongiurare il rischio di forme di esclusione. Semplificazione e digitalizzazione riducano la distanza tra il cittadino e lo Stato, ricostruendo un rapporto di fiducia e di partecipazione. La Commissione ha fatto la sua parte: consegniamo questo strumento di conoscenza al Governo non senza aver prima ringraziato i presidenti della Camera dei Deputati e del Senato e quanti hanno offerto il loro contributo per rendere migliore il Paese, attraverso questo lavoro che, ne siamo sicuri, é un’ottima base di partenza per un reale miglioramento del sistema” ha concluso Romano.