Strade allagate, franate, interrotte per smottamenti e alberi caduti. Da oltre 24 ore Anas al lavoro per fronteggiare il ciclone Harry e il maltempo che si è abbattuto in particolare sul Sud Italia e sulle isole maggiori, Sicilia e Sardegna, dove si sono registrati danni di ogni sorta: cadute di alberi, esondazioni, frane e allagamenti lungo le strade.

L’allerta scattata già prima dell’inizio delle piogge

In allerta fin dai giorni scorsi per l’emergenza annunciata, le centrali operative Anas in attività H24, in queste ore di massima criticità, stanno svolgendo un continuo scambio informativo con le Prefetture, le Protezioni civili regionali e Nazionale, i Vigili del Fuoco, le Forze di Polizia e le Amministrazioni comunali. Tutte le squadre Anas sul territorio stanno lavorando senza sosta per garantire la transitabilità degli utenti sulle strade in sicurezza, in particolare su quelle maggiormente colpite.

I danni in Sicilia

Il versante più colpito dal maltempo è quello orientale dove attualmente abbiamo: sulla strada statale 288 “Di Aidone” la chiusura dal km 46,100 al km 51,900 ad Aidone (EN) a causa di una frana. Qui il traffico viene deviato sulle SP17 e SP16 per collegare Aidone, la zona artigianale e Piazza Armerina.

Due frane distinte hanno colpito la strada statale 114 “Orientale Sicula”, chiusa dal km 11,400 al km 14,700, a Messina, e dal km 50,000 al km 51,000 a Giardini Naxos, nell’area metropolitana di Messina, in entrambe le direzioni. Al momento sono state istituite deviazioni in loco.

Ieri, a seguito dell’esondazione del fiume Agrò, è stata chiusa, in entrambe le direzioni, sempre la statale 114 “Orientale Sicula”, dal km 35,500 al km 35,400 a Sant’Alessio Siculo, in provincia di Messina. Il traffico è stato deviato in loco.

Riaperte invece la SS185 “Di Sella Mandrazzi” al km 24,750 a Novara di Sicilia (ME) la SS 117bis “Centrale Sicula” al km 43,300 a Piazza Armerina (EN), in precedenza chiuse per frana.

Anas raccomanda agli automobilisti la massima prudenza, di moderare la velocità e di utilizzare pneumatici invernali o catene a bordo, soprattutto nei tratti montani e nelle zone interessate.