Quante moto restano ferme per mesi in garage, magari perché usate solo d’estate o perché oggetto di collezione? La risposta è semplice: tantissime. Ed è proprio da qui che nasce uno dei cambiamenti più discussi in materia di assicurazione obbligatoria.

Nel 2026 l’Italia si prepara ad allineare la propria normativa sulla RC auto e moto alle regole europee. Il Consiglio dei ministri ha approvato uno schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva UE 2021/2118, ora all’esame del Parlamento, destinato a incidere in modo concreto sulle abitudini di milioni di automobilisti e motociclisti.

Il principio di base: l’obbligo di assicurazione non riguarda più solo i veicoli che circolano, ma tutti i veicoli, anche se fermi o inutilizzati. Tuttavia, il decreto introduce chiarimenti importanti, eccezioni precise e nuove forme di copertura pensate per evitare interpretazioni rigide o irragionevoli.

Perché cambia l’obbligo di assicurazione RC

Come appena accennato, la base normativa è la direttiva europea 2021/2118, entrata in vigore nel 2024. Secondo il diritto UE, qualsiasi veicolo è potenzialmente fonte di danno, anche se non circola su strada. Un’auto parcheggiata o una moto ferma in garage possono comunque causare incidenti: incendi, cedimenti, spostamenti accidentali.

Per questo motivo, l’Europa ha stabilito che l’obbligo di assicurazione RC non dipende più dall’uso del veicolo, ma dalla sua esistenza come mezzo idoneo alla circolazione.

Fino a oggi, in Italia, l’obbligo assicurativo era legato principalmente alla circolazione. Il nuovo decreto chiarisce e amplia questo concetto, superando le incertezze interpretative emerse negli ultimi anni, come spiegato da InSella.

Quando l’assicurazione non è obbligatoria: il concetto di veicolo “realmente inutilizzabile”

Uno dei passaggi più rilevanti del decreto riguarda le deroghe all’obbligo di RC. Non tutti i veicoli fermi devono essere assicurati. Ma attenzione: non basta che siano parcheggiati o temporaneamente smontati.

Il decreto chiarisce che l’esclusione dall’obbligo vale solo per i veicoli:

  • non idonei all’uso in modo stabile;
  • privi di parti essenziali;
  • strutturalmente e permanentemente inutilizzabili.

Secondo la relazione illustrativa del Governo, rientrano in questa categoria:

  • veicoli ridotti a rottame;
  • veicoli privi di motore.

Non rientrano invece i casi più comuni, come:

  • moto senza ruote;
  • auto senza batteria;
  • veicoli parzialmente smontati.

In questi casi, le parti mancanti sono facilmente reinstallabili e il mezzo è considerato ancora potenzialmente utilizzabile.

Conclusione: una moto ferma in garage, anche smontata in parte, deve essere assicurata, salvo che sia oggettivamente irrecuperabile.

Veicoli storici e d’epoca: nuove soluzioni assicurative

Un capitolo a parte riguarda moto e auto storiche, spesso inutilizzate e custodite in box, musei o collezioni private.

Il decreto introduce una distinzione fondamentale tra due tipi di rischio:

  • rischio statico, legato allo stazionamento del veicolo;
  • rischio di movimento, legato alla circolazione su stradaò

Questa distinzione apre la strada a forme di copertura diverse dalla RC tradizionale, in particolare per i veicoli che:

  • non circolano;
  • sono esposti in musei o showroom;
  • fanno parte di collezioni statiche.

È una richiesta esplicita della direttiva europea, che l’Italia ha scelto di recepire puntando sulle coperture per il rischio statico.

I numeri spiegano la portata del fenomeno: nel 2025 i veicoli con Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica registrati in Motorizzazione Civile sono quasi 310 mila, di cui oltre 90 mila moto.

Resta invece più incerta l’estensione di queste coperture ai veicoli storici semplicemente fermi nei box privati: su questo punto saranno decisivi i decreti attuativi.

Polizze più brevi per l’uso stagionale

Un’altra novità molto attesa riguarda le polizze infra-annuali.

Oggi il Codice delle assicurazioni prevede una durata minima annuale, con la possibilità di sospendere la polizza. Il nuovo decreto apre invece alla possibilità di assicurazioni obbligatorie di durata inferiore all’anno, pensate per:

  • moto usate solo in alcuni mesi;
  • veicoli stagionali;
  • utilizzo limitato nel tempo.

Un successivo decreto ministeriale dovrà stabilire le regole operative.

Gare e competizioni motoristiche: regole più flessibili

Cambia anche il quadro assicurativo per gare e competizioni. Gli organizzatori potranno stipulare, in alternativa alla RC tradizionale, una polizza di responsabilità civile generale, più adatta alla gestione degli eventi sportivi.

Una semplificazione che punta a ridurre gli oneri burocratici senza abbassare il livello di tutela per partecipanti e spettatori.

Più poteri all’IVASS e controlli più efficaci

Il decreto rafforza il ruolo dell’IVASS, che torna ad avere poteri regolamentari sulla banca dati dell’attestato di rischio.

In particolare, l’IVASS potrà definire:

  • informazioni aggiuntive rispetto al modello europeo;
  • validità dell’attestato (non inferiore a 12 mesi);
  • decorrenza e durata del periodo di osservazione;
  • modalità di accesso e aggiornamento della banca dati

L’obiettivo è migliorare la qualità e l’affidabilità dei dati sulla sinistrosità, con benefici diretti per consumatori e compagnie.

Nessun costo per lo Stato

Un punto politicamente rilevante: nessun costo aggiuntivo per la finanza pubblica. Il decreto stabilisce che tutte le nuove misure dovranno essere attuate a risorse invariate, senza nuovi oneri per lo Stato.

FAQ – Domande frequenti

Una moto ferma in garage deve essere assicurata?
Sì, se è strutturalmente idonea all’uso.

Basta togliere la batteria per evitare l’RC?
No, perché è facilmente reinstallabile.

I veicoli storici devono essere assicurati?
Sì, ma possono usare coperture diverse dalla RC tradizionale.

Quando arrivano le polizze stagionali?
Dopo l’emanazione del decreto ministeriale attuativo.