Per avere riconosciuta l’indennità di malattia un lavoratore marittimo di Mazara del Vallo ha dovuto presentare ricorso prima al tribunale di Marsala e poi alla corte d’appello di Palermo. I giudici di secondo grado hanno riformato la sentenza di prima grado, accolto il ricorso e condannato l’Inps a pagare circa 25 mila euro al lavoratore. Secondo l’istituto di previdenza il lavoratore in malattia aveva trasmesso all’Inps il certificato di malattia due giorni oltre il termine assegnato per legge.

Questo non avrebbe consentito all’Inps il tempestivo controllo della malattia da qui la il diritto alla prestazione per l’intero periodo di malattia. Il lavoratore difeso dall’avvocato Walter Nicolò Lo Bocchiaro ha ribadito che la piattaforma telematica integrativa destinata ai marittimi è stata attivata soltanto a partire dal mesi di ottobre del 2021 e che la malattia era stata certificata il 14 maggio del 2021 e comunicato il 19 maggio dello stesso anno e chiuso il 5 novembre del 2021.

Per i giudici l’invio esclusivo della comunicazione di malattia attraverso i canali telematici era stato contestato dalla corte di cassazione e dunque la comunicazione attraverso i canali postali è ammessa. Per quanto riguarda il pagamento della malattia deve essere assicurato escludendo solo il periodo durante il quale l’Inps non è stato messo in grado di esercitare il dovuto controllo.