“Il ciclone Harry è stato il più violento degli ultimi anni. Non per la velocità massima, nel 2019 a Novara di Sicilia si sono toccate punte di velocità di 52,2 m/s adesso di 36 m/s. Ma è stato violento per la vastità del territorio siciliano interessato e per la durata. Per questo è stato più forte del ciclone Athos del 2012”.
Lo dice Luigi Pasotti del servizio agrometeorologico siciliano. “Prendendo in esame le serie di dati della rete Sias, che dal 2002 registra la velocità del vento in modo diffuso sul territorio regionale con 96 stazioni dotate di anemometro a 2 m di altezza dal suolo, in occasione di questo evento 5 stazioni su 96 hanno superato il loro record di raffica massima a 2 m dal suolo, Calascibetta (Enna) 29,6 m/s, Corleone (Palermo) 24,2 m/s, Castelvetrano (Trapani) 20,5 m/s, Sclafani Bagni 20,4 m/s, Canicattì (Agrigento) 20,3 m/s. – aggiunge Pasotti – Anche in questo caso la velocità massina è stata registrata a Novara di Sicilia (Messina). Quello che ha rappresentato la caratteristica del ciclone Harry è stata velocità media giornaliera.
Il numero di stazioni che hanno superato il valore massimo precedente della serie sale a 15. Tra l’altro dato che appare più significativo è quello della media regionale delle velocità del vento medie giornaliere, che risulta pari a 5,43 m/s nonostante dalla serie manchino i dati di due stazioni molto ventose, Salemi e Linguaglossa Etna Nord, quest’ultimo a causa del ghiaccio formatosi sul sensore. A livello regionale infatti la giornata del 20 gennaio appare come la giornata più ventosa di tutta la serie 2002-2026, superando ampiamente i maggiori eventi precedenti, incluso l’evento del 10 marzo 2012, causato da quel ciclone Athos rimasto nella memoria per i gravi danni procurati all’agricoltura”.






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