Si è svolto nella Sala Rossa del Palazzo Libertini di San Marco, a Caltagirone, il convegno conclusivo del progetto “KAIRÒS – Il tempo opportuno”, un pomeriggio intenso di confronto e condivisione che ha segnato la tappa finale di un percorso dedicato ai giovani e alla promozione della partecipazione civica, culturale e sociale.

L’incontro ha rappresentato un momento di restituzione pubblica delle attività svolte, ma anche un’occasione per riflettere sulle prospettive future di un progetto che ha messo al centro l’autonomia delle persone, la crescita delle comunità e la costruzione di legami sociali solidi e duraturi.

Al dibattito hanno preso parte Paolo Ragusa, Presidente ALS MCL e ANCOS UNCI, l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Caltagirone Patrizia Alario, Sandro Copernico, Presidente dell’Associazione Ricreativa Culturale Le Muse ETS ed esperto del laboratorio “Risorsa Città – Laboratori culturali e creativi”, l’assistente sociale Marta Alleruzzo in rappresentanza della Cooperativa San Francesco, e Giuseppe Buoncuore per la Cooperativa Opera Prossima.

Spazio anche alle voci dei protagonisti più giovani del progetto, con gli interventi di Emanuele Incarbone, esperto e animatore del laboratorio “Strumenti di partecipazione civica per i giovani”, e di Tamba Alì e Miriam Infantino, che hanno condiviso la propria esperienza diretta all’interno dei laboratori, raccontando un percorso fatto di consapevolezza, confronto e nuove opportunità.

Nel suo intervento, Paolo Ragusa ha sottolineato il valore profondo di KAIRÒS come progetto capace di andare oltre un approccio assistenziale, puntando invece sull’autonomia e sulla responsabilizzazione delle persone:

«Non parliamo di un livello massivo di assistenza, ma di un livello massivo di autonomia delle persone. KAIRÒS è un progetto importante perché lavora sul reinsediamento sociale, sulla casa, sul lavoro, sulla restituzione di spazi e opportunità alla città. È un percorso sano, fatto di tante iniziative che mirano a costruire luoghi di incontro, di socialità e di cittadinanza attiva, veri e propri polmoni civici per le nostre comunità».

Ragusa ha poi richiamato il contesto sociale complesso in cui il progetto si inserisce, segnato da fenomeni di disagio giovanile, bullismo e violenza, evidenziando al tempo stesso il ruolo fondamentale del terzo settore:

«In una società attraversata da egoismi e conflitti, ci sono centinaia di migliaia di operatori della cooperazione sociale che ogni giorno lavorano per rendere le comunità più giuste e accoglienti. In Sicilia sono oltre 30 mila. Persone che non si arrendono all’indifferenza e scelgono di guardare al prossimo con gli occhi del cuore. KAIRÒS è espressione concreta di questa economia del bene e di questa grande umanità».

Il convegno si è chiuso con un ringraziamento corale a tutti i partner, agli operatori e ai giovani coinvolti, e con l’impegno condiviso a proseguire il lavoro avviato, affinché l’esperienza di KAIRÒS continui a generare valore, partecipazione e futuro per la comunità di Caltagirone e per il territorio.


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