La scena si ripete con una puntualità preoccupante: urla, colpi sordi e il rumore metallico di catene che fendono l’aria nel cuore della notte. Per la terza volta in un solo mese, l’area intorno alla discoteca Hype di viale Strasburgo è diventata il palcoscenico di una violenza brutale che sembra non conoscere sosta. L’ultimo episodio, avvenuto questo fine settimana, ha visto due gruppi di giovanissimi scontrarsi con ferocia a poca distanza da un distributore di carburante, trasformando gli arredi urbani e i caschi dei motorini in armi improprie.

Secondo le ricostruzioni emerse sui social attraverso il racconto di alcuni testimoni oculari, i ragazzi si sarebbero affrontati subito dopo essere usciti dal locale. Il copione ricalca fedelmente quanto già visto nei precedenti fine settimana di gennaio, delineando un fenomeno che per gli inquirenti ha radici profonde nello spostamento dei flussi della movida cittadina. Il sospetto delle forze dell’ordine è che il pugno di ferro adottato dal prefetto Massimo Mariani nel centro storico, con l’istituzione delle zone rosse dopo l’omicidio Taormina e la sparatoria di via Calvi, stia spingendo la “movida violenta” verso le zone residenziali della città.

Il baricentro del divertimento notturno per la fascia d’età compresa tra i quindici e i vent’anni pare essersi spostato: dai vicoli del centro e da via La Lumia, le serate iniziano ora tra i locali di viale Campania per poi concludersi nella discoteca di viale Strasburgo. Un cambiamento di rotta che sta esasperando chi in quelle zone vive e lavora. Cettina Malatesta, residente nel palazzo adiacente al locale, descrive una situazione di costante pericolo e degrado, parlando di un quartiere sotto assedio da oltre un anno dove ogni venerdì si scatena l’inferno fino all’alba tra schiamazzi, vetri infranti e risse che lambiscono pericolosamente le colonnine di benzina del distributore vicino.

Le forze dell’ordine hanno avviato indagini serrate per accertare eventuali responsabilità da parte dei gestori della discoteca. Nonostante le frequenti chiamate al 112 e l’intervento di polizia e carabinieri, il problema resta di difficile soluzione: al primo accenno di sirene, i partecipanti ai tafferugli si dileguano nell’oscurità, per poi ripresentarsi puntuali la settimana successiva. La storia del locale, d’altronde, è già segnata da provvedimenti analoghi; lo scorso anno il questore aveva sospeso la licenza per sette giorni a causa di scontri all’ingresso, mentre nel novembre 2024 era stata necessaria l’irruzione delle volanti per sedare una maxi rissa scoppiata all’interno durante la festa di Halloween.