MODICA – La memoria non è mai un esercizio neutro. È una scelta, un atto di responsabilità che mette in relazione il passato con il presente. È partendo da questa consapevolezza che ieri, 30 gennaio 2026, nell’aula magna dell’Istituto Professionale Statale “Principi Grimaldi” di Modica, si è svolto l’incontro dal titolo “Modica 1474 – Fare memoria della Shoah al tempo presente”, un momento di approfondimento storico e riflessione civile che ha coinvolto il mondo della scuola, delle istituzioni e della cittadinanza.

L’iniziativa è stata organizzata dall’Istituto, dal Rotary Club di Modica e dall’Unitre di Modica, con il patrocinio del Comune di Modica, e si è collocata temporalmente tra la Giornata della Memoria e la Giornata del Ricordo, assumendo fin da subito una connotazione che va oltre la semplice commemorazione.

Nel suo intervento introduttivo, la dirigente scolastica, prof.ssa Claudia Terranova, ha sottolineato come l’incontro rientri pienamente nella politica di apertura al territorio che l’Istituto “Principi Grimaldi” persegue con determinazione. Una scelta che intende fare della scuola non solo un luogo di istruzione, ma anche uno spazio di confronto, memoria e consapevolezza civica.

La collocazione dell’evento tra due giornate simboliche ha permesso di allargare lo sguardo: dalla Shoah alla storia locale, dal passato remoto al presente, includendo il ricordo dell’eccidio degli ebrei modicani del 15 agosto 1474 e, più in generale, dei genocidi che hanno segnato la storia prima e dopo il Novecento.

A mettere in evidenza il legame tra i diversi eventi storici è stata l’assessore alle Politiche sociali, dell’inclusione e dell’Istruzione del Comune di Modica, prof.ssa Concetta Spadaro, già dirigente scolastica. Nel suo intervento ha individuato un chiaro filo rosso che collega l’eccidio del 1474, la Shoah e i drammatici avvenimenti contemporanei, come quelli che interessano la Striscia di Gaza.

Un richiamo forte alla necessità di una memoria vigile, capace di interrogare il presente e di evitare semplificazioni, affinché la storia non venga ridotta a una sequenza di eventi lontani e conclusi.

Di particolare interesse e spessore gli interventi dei relatori, che hanno offerto prospettive complementari sul tema della memoria. Il primo contributo è stato affidato a Giancarlo Poidomani, professore associato di Storia Contemporanea all’Università di Catania, che ha affrontato il tema dell’Olocausto del Novecento, proponendo riflessioni sulle sue cause storiche e sulle implicazioni per l’attualità. Un intervento che ha evidenziato come i meccanismi dell’odio e della persecuzione non appartengano solo al passato.

È seguito l’intervento di Giuseppe Barone, professore emerito di Storia dell’Università di Catania, dedicato alla strage degli ebrei a Modica nel 1474. Barone ha illustrato i risultati dei nuovi studi storici che consentono di rileggere l’eccidio di 360 persone, considerato il più grave nella storia d’Italia, restituendo complessità e rigore a una pagina a lungo trascurata.

A concludere la sessione degli interventi è stata Marcella Burderi, dottoressa di ricerca in Storia Contemporanea, che ha approfondito il tema della memoria popolare del 1474, soffermandosi sulla tradizione devozionale e sulle antiche preghiere che nei secoli hanno contribuito a costruire e tramandare il ricordo di quell’evento. Un contributo utile per comprendere come la memoria storica si trasformi nel tempo e si intrecci con la dimensione religiosa e culturale.

L’incontro ha registrato una partecipazione numerosa, con un’aula magna gremita. Presenti i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, esponenti di tutte le componenti dell’Istituto, soci del Rotary Club e dell’Unitre, oltre a numerosi cittadini interessati al tema.

Un segnale significativo dell’interesse che iniziative di questo tipo riescono ancora a suscitare, soprattutto quando propongono una riflessione che unisce storia, educazione e attualità.

Al termine dell’incontro, la classe finale dell’indirizzo di enogastronomia del corso serale, coordinata dalla prof.ssa Gianna Ciulo, ha offerto un rinfresco leggero e apprezzato dagli intervenuti, trasformando anche il momento conclusivo in un’occasione di incontro e dialogo.

Fare memoria oggi significa andare oltre la ritualità, assumendo la storia come strumento di lettura del presente e di educazione alla responsabilità. Un percorso che trova nella scuola un luogo privilegiato e che invita l’intera comunità a confrontarsi con le proprie radici e con le sfide del tempo in cui vive.

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