L’Ortopedia di oggi affonda le proprie radici in una storia lunga decenni. Le innovazioni attuali nascono da quanto costruito nelle sale operatorie fin dagli anni Ottanta e si sono evolute grazie al contributo di generazioni di professionisti che hanno segnato la storia della Chirurgia protesica. Negli ultimi vent’anni, questo percorso ha portato a un cambiamento radicale nel modo di affrontare l’intervento di protesi d’anca, offrendo ai pazienti possibilità di recupero impensabili fino a pochi anni fa: degenze più brevi, riabilitazione più rapida e una qualità di vita significativamente migliorata, al punto da rendere quasi impercettibile il paragone con le condizioni precedenti all’intervento.

Confronto scientifico e clinico di altissimo livello: si riassume così la due giorni di HIP GRID 2026, congresso dedicato alla Protesica d’anca che si è svolto in Humanitas Istituto Clinico Catanese venerdì e sabato 30 e 31 gennaio 2026, con la partecipazione di specialisti provenienti da tutta Italia ed Europa, sotto la direzione scientifica del dott. Giuseppe Mazziotta, responsabile dell’Ortopedia di Humanitas Istituto Clinico Catanese.


Il convegno si è aperto nel pomeriggio di venerdì con il saluto delle autorità, alla presenza del sindaco di Misterbianco Marco Corsaro, del presidente onorario di HIP GRID 2026 prof. Giuseppe Sessa, Ordinario dell’Università degli Studi di Catania e Direttore della Clinica Ortopedica del Policlinico Vittorio Emanuele di Catania, del Direttore Generale dell’Asp di Catania dott. Giuseppe Laganga Senzio, del Direttore Sanitario di Humanitas Istituto Clinico Catanese dott. Giovanni Centineo e del dott. Giuseppe Mazziotta. Un primo momento di dialogo istituzionale che ha sottolineato il valore dell’iniziativa e il ruolo centrale della collaborazione tra sanità, territorio e ricerca, davanti a una platea di oltre 150 partecipanti.

“Parlando di Ortopedia, le strutture pubbliche – ha spiegato il Direttore Generale dell’Asp di Catania – sono oggi maggiormente concentrate sull’ambito traumatologico, ma è fondamentale saper affrontare anche modalità e approcci diversi. I dati parlano chiaro: in Sicilia l’ambito ortopedico rappresenta uno dei principali indicatori di mobilità sanitaria verso il Nord. Per questo siamo vicini a Humanitas e ci auguriamo che questa eccellenza possa diventare un apripista anche come elemento formativo per le strutture pubbliche”.


“Siamo all’interno di un gioiello di altissimo spessore culturale e sociale – ha dichiarato il sindaco di Misterbianco, Marco Corsaro – e strutture come questa arricchiscono il territorio. La dialettica diventa fondamentale. Quella che vedo oggi è una Sicilia che guarda avanti, con un momento di formazione che guarda alla salute delle comunità”.

A seguire, la lectio magistralis del dott. Guido Grappiolo, Responsabile Ortopedia dell’anca e Chirurgia protesica dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, ha rappresentato uno dei momenti più significativi dell’intero congresso: un’occasione per ripercorrere l’evoluzione dell’Ortopedia e della Chirurgia protesica dell’anca, mettendo in relazione passato, presente e prospettive future.

Le successive sessioni scientifiche hanno dato spazio a un confronto intenso e continuo, basato sulle esperienze cliniche maturate nei diversi ospedali coinvolti e, nella giornata di sabato, streaming dal blocco operatorio di Humanitas con due live surgery (protesi d’anca primaria biologica mini invasiva e una cementata) e dal reparto di degenza, con un fast track di un paziente operato nelle opre precedenti.


Il congresso ha visto la partecipazione di una faculty ampia e multidisciplinare composta da ortopedici, chirurghi, internisti, fisioterapisti e altri specialisti, per un totale di quasi cinquanta relatori alternatisi sul palco, davanti a un pubblico di oltre 150 professionisti.

I contributi sono arrivati da numerose realtà ospedaliere, da Siena a Perugia, Milano, Catania, Firenze, Bologna, Napoli, Pisa, Enna, Messina e Bari. In questo contesto, la lingua inglese ha avuto un ruolo centrale, in particolare negli interventi di alcune figure di riferimento a livello europeo, considerate vere e proprie “leggende viventi” della Chirurgia protesica. Tra queste lo svizzero Reinhold Ganz, punto di riferimento internazionale per la Chirurgia conservativa dell’anca.

Uno dei temi emersi con maggiore forza è stato il rapporto tra tradizione e innovazione. HIP GRID 2026 ha messo a confronto generazioni diverse di ortopedici, creando un dialogo concreto tra chi ha costruito le basi della Chirurgia protesica moderna e chi ne sta scrivendo il futuro, integrando nuove tecnologie, approcci conservativi e una visione sempre più orientata alla persona.


“Il nostro ruolo è quello di guardare al benessere degli uomini e delle donne che si affidano a noi, considerando ogni aspetto del loro percorso”, ha sottolineato il dott. Mazziotta.

“Sono state due giornate intense e proficue, ricche di spunti e tematiche da approcciare sin da subito, insieme. L’anca è stata affrontata a 360 gradi, dalla parte conservativa alla chirurgia, con relazioni concrete, di elevato spessore scientifico e grande interesse. La platea ha risposto con interesse: abbiamo messo insieme la storia e il futuro dell’Ortopedia, con i padri della nostra disciplina e i giovani che costruiranno il futuro”, ha aggiunto Mazziotta.

HIP GRID 2026 si è così confermato come un vero collante tra regioni, scuole e approcci differenti, capace di mettere insieme esperienze diverse e punti di vista complementari, con un obiettivo comune: continuare a far evolvere la Chirurgia protesica dell’anca, mettendo sempre al centro il paziente.

“Ci siamo detti arrivederci – conclude Mazziotta – perché stiamo già pensando alla prossima edizione di HIP GRID, quella del 2028. C’è ancora tanto da dire e da fare insieme”.

La segreteria scientifica dell’evento è stata affidata al dott. Michele Salemi, al dott. Giovanni Conti e al dott. Giovanni Maria Strano di Humanitas Istituto Clinico Catanese, e nella due giorni, è stata alta la partecipazione di medici, infermieri, fisioterapisti dell’ospedale, gli stessi che ogni giorno contribuiscono a fare di Humanitas Catania un punto di riferimento dell’ortopedia regionale.

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