Gli orrori della condizione della donna nel mondo si mescolano all’educazione al consenso: è avvenuto alla Fiera del Mediterraneo, in un incontro mediato da Amnesty Internetional riservato solo ed esclusivamente agli studenti del Liceo Artistico E. Catalano.
Il primo ad avere parola è stato Giuseppe Provenza, vice responsabile della circoscrizione Sicilia di Amnesty; che ha illustrato con chiarezza prima il concetto dei diritti umani, e poi ha spiegato il modo in cui questi venivano violati nel momento in cui la protagonista è una donna. Gli orrori delle donne iraniane, gli orrori delle donne afghane, mutilazioni genitali, come la polizia morale e religiosa limiti ogni loro libertà, come per esempio il semplice ballare o cantare; tutto quello che spesso viene ignorato e dimenticato, ma che é giusto ricordare.
Una parte importante dell’incontro è stata senza dubbio quella curata dall’attivista per Amnesty Gianfranco Fontana, il quale ha affrontato il tema del sesso e sopratutto il tema del consenso, sviscerandolo e adattandolo ad una platea di menti giovani; presentando inoltre la campagna Amnesty “Io lo chiedo”: una campagna che è volta a richiedere la riforma del codice penale italiano, in particolare si impegna a far riconoscere il concetto di consenso nell’articolo riservato allo stupro, e quindi che venga considerato stupro nel momento in cui manchi il consenso da parte di una delle due parti.
“Noi riteniamo che la conoscenza delle problematiche che riguardano i diritti umani in generale, in questo caso che riguardano i diritti delle donne sia fondamentale – spiega Provenza – anche perché alcune cose sono ignorate e si ha un’idea vaga di ciò che accade alle donne proprio a livelli legislativi.” Aggiunge poi: “Riguardo la violenza domestica, probabilmente non si hanno delle conoscenze fino in fondo e si hanno anche delle idee sbagliate, e il nostro scopo in via definitiva è quello di portare conoscenza e quindi far crescere i ragazzi.”
L’evento è stato organizzato in occasione della settimana dello studente dal rappresentante d’istituto Christian Mirrione, il quale ha scelto in particolare Amnesty International poiché ritiene che la prevenzione avvenga tramite l’educazione e che al giorno d’oggi le scuole siano piuttosto carenti nel fornire un’educazione sessuo-affettiva adeguata.






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