Sono 15.700 le tonnellate di RAEE (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) che sono stati gestiti nel 2025 in Sicilia e questo ha permesso di evitare emissioni inquinanti ma le percentuali sono in diminuzione (-5,6%) e c’è il rischio che tante apparecchiature finiscano nell’indifferenziato o, peggio, in discariche abusive improvvisate.

I dati

I dati sono stati comunicati da Erion WEEE, il Consorzio del Sistema Erion dedicato ai Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE). Si tratta dell’analisi riguardante l’intero anno 2025.

Le 15.700 tonnellate di RAEE Domestici gestite in Sicilia sono equivalenti al peso di circa 2 Tour Eiffel, facendo posizionare la regione al sesto posto nella classifica nazionale. Tra i RAEE Domestici gestiti, la medaglia d’oro va ai RAEE del Raggruppamento R2 (lavatrici, lavastoviglie e forni) con quasi 7.000 tonnellate gestite; medaglia d’argento per R1 (frigoriferi, congelatori, grandi elettrodomestici per la refrigerazione e il deposito degli alimenti) con oltre 5.000 tonnellate. Il bronzo va ai RAEE del Raggruppamento R3 (Tv e monitor) con 2.500 tonnellate; segue R4 (piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica) con 953 tonnellate e infine R5 (sorgenti luminose) con 9 tonnellate.

L’allarme

Con 15.700 tonnellate avviate al corretto trattamento, la Sicilia registra una diminuzione di -5,6% sulle quantità del 2024. Risultato in contrasto rispetto all’aumento registrato a livello nazionale (+3%), che è comunque ancora troppo distante dai target fissati dall’Unione Europea. Per raggiungere l’obiettivo il nostro Paese dovrebbe, infatti, raccogliere complessivamente circa 12 kg di RAEE per abitante, mentre attualmente è fermo a 6 kg.

L’analisi nelle singole province, Catania prima

Nella graduatoria delle province per quantità di RAEE Domestici Catania si conferma al primo posto con oltre 4.000 tonnellate (quasi 14.000 tonnellate di CO₂ evitate e oltre 5.000.000 di kWh di energia elettrica risparmiati). Al secondo posto c’è Palermo, con 3.800 tonnellate di RAEE (circa 13.000 tonnellate di CO₂ e 5.000.000 di kWh di energia). Segue Messina, provincia nella quale sono state gestite quasi 3.000 tonnellate (circa 10.000 tonnellate di CO₂ e 4.000.000 di kWh di energia). Trapani è quarta con 2.000 tonnellate di RAEE gestite (quasi 7.000 tonnellate di CO₂ e circa 3.000.000 di kWh di energia).

Al quinto posto si colloca Ragusa, con 735 tonnellate (oltre 2.000 tonnellate di CO₂ e 1.000.000 di kWh di energia). Chiude la classifica Caltanissetta, con sole 328 tonnellate di RAEE (1.000 tonnellate di CO₂ non emesse in atmosfera e 400.000 kWh di energia risparmiata).

Cosa si ricava dal riciclo dei RAEE

Il corretto processo di riciclo dei RAEE Domestici ha permesso di ricavare 8.400 tonnellate di ferro, quasi 2.000 tonnellate di plastica, equivalenti a più di 800.000 sedie da giardino; 400 tonnellate di rame, equivalenti a 450 Km di cavi e poco meno di 400 tonnellate di alluminio, pari a più di 166.000 pentole in alluminio da 28cm.

Grazie alla gestione virtuosa dei RAEE Domestici nella regione sono state evitate emissioni in atmosfera di circa 52.000 tonnellate di CO2 e ha permesso il risparmio di oltre 21.000.000 kWh di energia elettrica (pari ai consumi domestici annui di una città di quasi 20.000 abitanti, più grande di Bronte).

Livelli raccolta ancora lontani dalla quantità di rifiuto prodotto

“Nonostante i risultati positivi registrati dal Consorzio nel corso del 2025 in tante regioni, i livelli di raccolta nazionali dei RAEE restano ancora lontani dal loro pieno potenziale” dice Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE.

“In Sicilia, come dimostrato dal trend discendente, la raccolta è stata rallentata da un’eccessiva complessità burocratica, riproponendo una criticità ben nota: senza un’adeguata raccolta non è possibile sviluppare un sistema di riciclo efficace né recuperare le Materie Prime Critiche. Le recenti misure legislative approvate dal Parlamento italiano rappresentano un’opportunità concreta per invertire questa tendenza, grazie a semplificazioni operative, campagne di comunicazione mirate e a una collaborazione strutturata tra tutti i soggetti coinvolti (comuni, distributori, cittadini e consorzi). Un percorso già avviato, nel quale anche la Sicilia potrà offrire un contributo per lo sviluppo del sistema nazionale”.